Vorrei
che si respirasse
un clima di pace,
dove tutti
possano
esprimere
liberamente
le loro idee
senza essere
importunati
o peggio offesi.
Vorrei
che si cambiasse
registro
e non si permettesse
a nessuno
di affossare notizie,
riflessioni
e informazioni.
Vorrei
che Okno si rinnovasse,
che cambiasse pelle
e assomigliasse di più
ad uno specchio d’acqua
dove potersi rimirare
senza l’intorbidamento
e il turbinio di continui commenti
che lasciano il tempo che trovano.
Vorrei…
ma è possibile?
che si respirasse
un clima di pace,
dove tutti
possano
esprimere
liberamente
le loro idee
senza essere
importunati
o peggio offesi.
Vorrei
che si cambiasse
registro
e non si permettesse
a nessuno
di affossare notizie,
riflessioni
e informazioni.
Vorrei
che Okno si rinnovasse,
che cambiasse pelle
e assomigliasse di più
ad uno specchio d’acqua
dove potersi rimirare
senza l’intorbidamento
e il turbinio di continui commenti
che lasciano il tempo che trovano.
Vorrei…
ma è possibile?
Daoud Hari ha 33 anni ed è originario del Sudan, in particolare di quella regione tristemente famosa che è il Darfur. Dopo la distruzione del suo villaggio, Hari, che ha avuto il privilegio di studiare in patria e all’estero (nel 2000 l’analfabetismo in Sudan sfiorava ancora il 43%), è diventato interprete e guida di giornalisti occidentali e di organizzazioni umanitarie e ha varcato più di una volta il confine tra la sua terra e il vicino Ciad. Ricercato dal governo sudanese come spia, nel 2006 è stato imprigionato e torturato; sfuggito alla morte grazie ad una massiccia mobilitazione dell’opinione pubblica internazionale e all’intervento diretto degli USA, oggi vive a Baltimora.
Consigliata da un caro amico, sto riascoltando la bellissima "