Una formica che si affannava nel prato fu apostrofata da una coccinella mollemente adagiata su una foglia : “come sei sgraziata e che modo faticoso hai di guadagnarti il tuo cibo…sempre su e giù a trasportare briciole…”.
La formica si fermò e dopo un attimo di riflessione rispose: “Tu sei certo più bella di me…dalle rotondità perfette, laccata di rosso e con quelle macchioline nere che sembrano il capriccio di un pittore...ma non vedi come riduci le piante per procurarti il tuo cibo? Son tutte buchi e se nessuno ti disturba le succhi fino al midollo…ed osi giudicare me?
La coccinella provò un poco di vergogna e si guardò intorno a contemplar lo scempio che aveva procurato, nel farlo si distrasse e la formica ebbe il tempo di far un cenno alle sue compagne che andarono a nutrirsi delle larve della malcapitata.
A volte chi ci fa notare le nostre mancanze lo fa solo per sfruttare la nostra debolezza…