mercoledì 29 dicembre 2010

Il Vento

E venne a cercarmi il vento.
Ruppe silenzi, travolse certezze,
scoprì ricordi ormai sepolti.
Tra i capelli
mi riportò
l’ebbrezza della gioventù,
sulla pelle
il freddo delle delusioni.
Ma il vento si placò
lasciando a terra
un letto di foglie…
e tanti rimpianti.

martedì 21 dicembre 2010

Profumo

E venne il vento
a scioglierti i capelli,
la luna
a tingere d’argento
il tuo volto.
Ti vidi
su sentieri d’erba
rincorrere il tramonto.
Ora mi resta di te
solo un profumo di ricordi.

domenica 19 dicembre 2010

Rovi

Su un cespuglio di rovi
termina il volo
di chi non ha ali
grandi abbastanza
per librarsi in alto,
oltre le nuvole.
E non resta allora
che contemplare,
con amarezza,
il cielo degli altri.

domenica 12 dicembre 2010

Alla Vita...

Vita, che nella fanciullezza
e giovinezza
sembri schiudere
chissà quali mondi
all’innocenza umana
e poi,
durante la maturità
e la vecchiaia,
presenti il conto salato
e amaro…
a te mi rivolgo,
dicendoti soltanto:
a che pro catapultarci
in questa esistenza
di breve effimera felicità
e di eterna dannazione?
Cosa ne guadagni
a veder soffrire
le creature
che da te dipendono?
Ti sembra divertente?
Perché non lasci allora
nel sonno dei non nati
quanti non ti chiedono
di venir alla luce?
Ti è tanto difficile
esaudire
questo pio desiderio?
Vipom

giovedì 2 dicembre 2010

Giorni lenti

Scivolo nei giorni
consumandoli piano.
Accendo e spengo il sole dietro le nuvole,
osservo la luna riempirsi e svuotarsi di buio,
mentre di edera si ricoprono lenti i ricordi.
Ed è un tramonto triste
quello che chiude
un giorno senza nome

martedì 23 novembre 2010

Tramonto

Arrivò la sera.
Di viola
si tinsero le nuvole,
poi di grigio
e infine
di buio.
E fu allora che
il non vissuto
divenne
per sempre
passato.

domenica 21 novembre 2010

Il delitto di Avetrana diventa un incubo giudiziario colossale e un thriller senza soluzione.

Quelle che seguono devono essere lette solo come ipotesi e dubbi sul delitto di Avetrana, diventato ormai un giallo intricatissimo degno del più abile romanziere di thriller.

Davvero non ci si capisce più niente
. Sembra che ogni giorno che passa ci infiliamo in un tunnel tenebroso dove non filtra il benché minimo barlume di luce. E nonostante ciò sia evidente, ho l’impressione che, quantunque gli indizi contro Sabrina siano molto pesanti e corposi, si sta facendo di tutto per fermarsi in mezzo al guado, senza muovere alcun passo verso l’uscita da questo incubo giudiziario colossale.


lunedì 1 novembre 2010

Il grillo egocentrico

Un grillo amava tantissimo starsene al sole.
Un giorno si rivolse all’astro incandescente e gli disse:come mi piacerebbe che tu fossi tutto per me!
Allora il sole gli chiese:cos’è che più ti piace di me?
E l’animaletto rispose:la tua capacità di dare calore!
Ed allora non capisci!Ribattè l’altro.
Se io fossi tutto per te tutti gli altri sarebbero nelle tenebre ed il calore concentrato solo su di te sarebbe troppo e ti brucerebbe!
Allora il grillo capì quanto l’egoismo può costare agli altri ed anche a se stessi.


martedì 21 settembre 2010

Riflessi

Riflesso nell’acqua
si staglia un cielo pesante d’azzurro.
Un soffio di vento
frantuma lo specchio
in mille schegge di nuvole.
Ed il verde dell’acqua
si tramuta in fango,
sotto i colpi
dell’infida pioggia d’agosto.
Finchè il cielo si ritrae dalla terra,
ormai sazio del suo torbido abbraccio di acque.

venerdì 17 settembre 2010

Arida pioggia

Cadono le nuvole sull’asfalto
che madido di pioggia
ribolle di sudore.
Aridi fiori
cingono
aiuole di stoppie,
mentre il vento
dipinge di polvere
il cielo.
Ed è placido
il sonno della notte
che ritempra
questo lungo giorno
d’estate.

martedì 27 luglio 2010

Lungo la corrente

Come giunco piegato dalle acque
così l’uomo
sospinto dalla forza del destino..
Appese al cielo
le stelle
brillano di passato,
in verità
custodi mute
dei segreti del domani.

sabato 24 luglio 2010

La preghiera del padre del Figliol Prodigo

Figlio mio,
sei partito
ormai da molti mesi
e non sento più
la tua voce ,
non vedo più
la tua cara figura,
il tuo dolce sorriso,
il tuo animo delicato
e sensibile,
non ho più il piacere
di guardarti
come facevo
un momento prima dell’alba
mentre dormivi,
la tua lontananza
è per me motivo
di dolore immenso,
muoio di crepacuore,
perciò ti prego,
ritorna sui tuoi passi,
non lasciar soffrire
il tuo povero Papà,
sai quanto ti amo,
sai quanto ho fatto per te,
quanto della mia vita
ti ho dato.

sabato 3 luglio 2010

Una bambina

Fanciulla delicata, sensibile, troppo………………….sempre alla ricerca di affetto autentico, unico, eterno, amante delle arti – musica, canto danza piena di tanto studio, perché classica…..impostazione, rigore, delicatezza, gentilezza, armonia, attenzione estrema non solo a se stessa ma anche e principalmente agli altri corpi e anime che vivono come Te dolce fanciulla………questa era la considerazione primaria e assoluta.

Il tempo trascorre, la bambina cresce e nota sempre più che il Mondo non è come l’aveva tanto desiderato…………..come una fiaba dove il bene assoluto vinceva sempre sul male.

Nel tempo si affacciano anche immense delusioni, amarezze, ingiustizie, indelicatezze che la tenera bambina non era abituata.

Ma, piano piano, lentamente cerca di “imparare” , tristemente, non più come sperava fosse il mondo contornato di cose belle, che arricchiscono l’anima, il cuore, ma nel cercare di accettare la tanto indifferenza nell’uomo, le sue tante mancanze di sfumature, attenzioni, gentilezze, che invece per la bambina erano così naturali, semplici, forse innate!

La bambina ormai diventata fanciulla ha crisi profonde, depressioni, si sente ad un certo momento della sua vita, non adeguata ai tempi, insicura, debole, fragile, chissà forse incompresa?

Ma mai da se stessa, dove riflettendo il suo viso in un lago dorato come in una fiaba, traspare l’animo puro, delicato e si accorge, ogni anno che trascorre, che vive in Lei la bambina di sempre, dove gli uomini e la difficile vita non sono comunque riusciti a scalfire gli ideali, così fortemente autentici e veri, come per Lei , piccola bambina, vivevano nella tenera fiaba!


Scritta il 7.5.2010                                         Dory




N.B. – Si ripete spesso la parola “bambina” inevitabile perché difficile trovare un termine simile -

martedì 29 giugno 2010

Sguardi Lontani

Nel turbinìo di volti della vita
smarrii la brillantezza del suo sguardo
e divennero troppo buie le notti
per tentare di attraversarle.
Al calar del sole,
chiusi fuori di me la notte
e con essa
la luce che è oltre buio.

sabato 19 giugno 2010

Cielo

Il rumore del nulla
mi colse
davanti ad un cielo dipinto di stelle.
Il profumo del silenzio
mi avvolse
di ricordi ormai lontani.
Frammenti di vita,
foglie ingiallite
di un sottobosco
eternamente conteso
tra memoria e oblio.

sabato 12 giugno 2010

Goccia

Lungo lo stelo di un fiore
scivola lenta
una goccia di rugiada,
come una piccola lacrima
tra le pieghe del viso di una donna …
Riflessi vitrei regala
al primo raggio di luce del giorno,
fino a scomparire pudica
tra le foglie
come inghiottita da un sussulto di orgoglio.
Ma tornerà la pioggia
a bagnare di nuovo quel fiore,
e le intemperie della vita
quel tenero volto
tornato finalmente sereno.

domenica 6 giugno 2010

La formica e la coccinella

Una formica che si affannava nel prato fu apostrofata da una coccinella mollemente adagiata su una foglia : “come sei sgraziata e che modo faticoso hai di guadagnarti il tuo cibo…sempre su e giù a trasportare briciole…”.

La formica si fermò e dopo un attimo di riflessione rispose: “Tu sei certo più bella di me…dalle rotondità perfette, laccata di rosso e con quelle macchioline nere che sembrano il capriccio di un pittore...ma non vedi come riduci le piante per procurarti il tuo cibo? Son tutte buchi e se nessuno ti disturba le succhi fino al midollo…ed osi giudicare me?
La coccinella provò un poco di vergogna e si guardò intorno a contemplar lo scempio che aveva procurato, nel farlo si distrasse e la formica ebbe il tempo di far un cenno alle sue compagne che andarono a nutrirsi delle larve della malcapitata.
A volte chi ci fa notare le nostre mancanze lo fa solo per sfruttare la nostra debolezza…

martedì 25 maggio 2010

Lacrime

Non piangere,
i tuoi occhi diverrebbero tristi.
Non essere triste,
perché diverresti silenzioso.
Non essere silenzioso
altrimenti nessuno si accorgerà di te.
Non parlare troppo
perché potresti annoiare chi ti ascolta.
Insomma,
non essere te stesso:
potresti ritrovarti un giorno a piangere
senza sapere il perché…
Ma è meglio versare una lacrima
che affogare in un oceano di rimpianti.

domenica 23 maggio 2010

Grida Silenti

In mezzo ad un oceano di silenzi
si ode lontano un gemito,
spezzato dalla foga del vento
e sopito dall’oblio.
E’ un grido muto,
di chi non sa
o non può gridare
ma solo soffrire in silenzio.
Tanti, ahimè, i sordi
in un mondo in cui tutti parlano
ma pochi sanno ascoltare.

martedì 18 maggio 2010

Le ore

A volte si trascinano lente
a volte corrono veloci...
come nubi sospinte dal vento
così trascorrono le ore.
Scandite dal ticchettìo nervoso degli orologi
dipinte del colore indelebile dei ricordi.
Il tempo non ha voce
ma solo rumore:
passi,
fruscii,
palpiti,
emozioni..
Riverberi sonori del passato
in un presente
dal silenzio assordante.

 

venerdì 7 maggio 2010

Pensieri

Innumerevoli, vicini, distanti, creativi, razionali, tristi, malinconici, felici………….pochi!

Altalenanti, toccano l’anima, feriscono il cuore, impoveriscono la mente, stanca, affaticata, di pensare, riflettere,nel desiderare di trovare nei meandri più nascosti “la ragion pura” alle cose del creato, così perfette, in sé, per poi diramarsi , sciogliersi, ,frantumarsi in incomprensione a tanta imperfezione……………difficile da gestire, accettare…………….. ogni giorno che trascorre inesorabile, lento, stanco, addolorato,per gli attimi che fluiscono velocemente senza dare il tempo, a volte di comprendere la loro immensa importanza, autenticità.

Essenza pura, unica, impercettibile

La vita!


Scritta in un momento di pessimismo completo
Il 16.4.2010

giovedì 29 aprile 2010

Solchi in Aria

Uno squarcio tra le nuvole
come solchi arati nel cielo
i bagliori della luna
nell’oscurità..
Il raccolto del tempo
è tardivo
ma dà buoni frutti
se chi ha seminato ha pazienza
nell’attendere l’ora del raccolto.

sabato 17 aprile 2010

Gioia sommersa

Slavata, sbiadita…
la Gioia giace
sul fondo di un catino d’acqua torbida.
Pochi indovinano il recipiente che la contiene,
troppi quelli che buttano l’acqua
senza curarsi di quanto c’è dentro…
E pensare che a volte
basterebbe non temere di bagnarsi le dita
per riuscire a trovarla…

 

lunedì 12 aprile 2010

Un ricordo

Nascosto tra le foglie
giace un ricordo.
Spazzato dal vento,
inzuppato dalla pioggia,
ingiallito dal sole…
Lui resta lì,
immobile e paziente,
fino a che qualcuno
si china a raccoglierlo,
ed allora il passato,
per un attimo,
torna ad essere
presente.

venerdì 9 aprile 2010

Lungo la sera

Infida sera,
strisci silente lungo i bordi del giorno
portando con te
il rimorso di attimi non vissuti,
piccole delusioni
ed impotenti sconfitte.
La Notte, tua complice,
sospende
ma non cancella i ricordi.
Ed il risveglio
non sa che ricoprire di zucchero
il duro sapore del giorno,
un boccone che
a sera
si rivelerà
ahimè amaro.

mercoledì 7 aprile 2010

Primavera

Un vento di fiori
ne accarezza i capelli,
di rugiada
son bagnate le labbra,
negli occhi
la gioia di un cielo azzurro
dopo troppi giorni di pioggia.
Primavera:
eterna fanciulla,
impossibile donna...

mercoledì 31 marzo 2010

Insegnami

Tu che sciogli la tua palla di metallo incandescente
tutte le sere nel soffice bianco delle nubi
per poi tornare il giorno dopo
insegnami a capire che c’è chi tornerà ad ogni alba
e chi invece tramonterà per sempre nel mio cielo
mi lascerà comunque il ricordo della propria luce.

venerdì 19 marzo 2010

Passi del tempo

Passi leggeri ha l’attesa,
dolci note suona il silenzio.
Danzano i giorni,
ignari del domani.
Tacciono le notti,
dimentiche del passato.
Ma la speranza resiste
al logorio dei giorni.

lunedì 15 marzo 2010

Dallo specchio

Tanto tempo fa ho ucciso
quella bambina entusiasta
che viveva in me
non è stato in un momento
l’ho soffocata piano piano
delusioni paure ed amarezze
le piume che gonfiavano
il cuscino che avevo in mano.
Ma dallo specchio un giorno
è uscita una donna.
Mi ha detto: ora sono te
un tempo ero quella bambina
e ora la scelta sta a te,
vuoi cullare il suo ricordo
o vivere?

Attimi

Attimi in cui son distesa sul mio letto
o seduta ad una scrivania
e sento il tempo che mi scorre nella pancia
e mi chiedo cosa ne faccio:
mi amo abbastanza?
Amo abbastanza?
Sono amata abbastanza?
E mi passa per la testa un pensiero:
sarebbe più facile essere diversa
ma non sarei più io.
Ed una considerazione,
figlia del cuore più che del pensiero,
mi soccorre:
se è vero come è Vero
che siamo tutti fratelli
figli dello stesso Padre
questo Padre ama questa me
e ci sono dei fratelli
che mi stanno sempre vicino.
Ed a me resta una sola cosa da fare,
dura quanto essenziale:
amare senza farmi domande.

mercoledì 10 marzo 2010

Piove

Guardo il sole
gocciolare
tra nuvole bigie
e cieli d’ardesia.
In una pozzanghera
galleggiano i sogni
in barche di carta piegati.
Piove su di loro,
piove sui desideri
che si abbandonano
pigramente alle acque
torbide del destino.

sabato 6 marzo 2010

Luce

Un chiarore
in fondo ad una notte buia.
In un cielo
che non si illumina
non c’è alba
che possa svelare il giorno..
finché
un fiocco di neve
dona un attimo di candore
all’oscurità.

domenica 21 febbraio 2010

Il mistero del finale brutale della parabola delle mine. Una leggenda ne svela la contradditorietà

La parabola delle mine appare francamente una delle più indigeste alla razionalità umana, sia per le soluzioni sociali che propone ma ancor più per il finale apparentemente violento che presenta, allorché viene specificato che il Re, al suo ritorno, prospetta una fine appunto feroce e brutale per quanti non lo accettavano: “E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me".

Lascando stare da parte la prima questione del comportamento del Re che toglie la mina al servo avaro e la fa dare a quello che già ne possiede dieci, devo dire che sorprende il finale dove il Regnante, alquanto incredibilmente furioso per quelli che non accettavano la sua Potestà, decide di metterli a morte. Un finale penso non coerente con l’insegnamento di Gesù che ha sempre proposto il perdono e la mansuetudine.

Certo, la parabola può avere una spiegazione simbologica (per tacere di eventuali “oscure” interpolazioni eventualmente e malamente inserite non si sa a quale scopo), nel senso di calcare la mano su quanti non si piegano ai voleri divini e tuttavia, letteralmente, le cose si complicano in quanto la lettere è lettera e non si può facilmente stravolgere.

Sorge a questo punto quindi la necessità di dare una qualche spiegazione a questo finale mozzafiato e qui interviene una leggenda la quale dice che dopo aver pronunciato questa frase spaventosa, alcuni discepoli si sarebbero avvicinati al Cristo per chiedere spiegazioni, al ché Gesù li avrebbe allontanati in malo modo dicendo loro:
“Anche voi volete fare la stessa fine, non accettando la mia regalità? Sappiate che chi non è con me è contro di me e sarà gettato nel fuoco della Geenna, per sempre e senza pietà alcuna”.

I discepoli a questo punto si allontanarono rattristati e solo Giovanni posò il capo sul petto di Gesù, piangendo e facendo piangere anche il Maestro, che forse si era pentito di aver pronunciato quella parabola capace di scandalizzare persino i suoi discepoli più intimi.


Saluti

Vipom

sabato 20 febbraio 2010

L'affanno dei giorni

Un grande affanno
recano i giorni
gravati di tristezza,
segnati dal peso del domani.
Stormi d’uccelli
all’alba
dissolvono le nebbie,
battiti d’ali
promettono speranza.
Ed i fiori
continuano a sbocciare
pur sapendo
di dover appassire.

martedì 16 febbraio 2010

La gattina dispettosa

Una gattina di gentile aspetto
non per fame ma per dispetto
a volte si nutriva di mangime
rubandolo dalla mangiatoia delle galline
si recava a perpetrare l’affronto
spocchiosa dopo il tramonto
sicura che ormai il fattore
avesse chiuso dentro le pennute ormai da ore
una sera tornando dalla scorpacciata
vide il cane oltre la staccionata
essendo molto scura
del favore delle tenebre era sicura
e rimase assai sorpresa
quando dei denti del cane sentì la presa
lo sfarinato sulla sua faccia
alla luce della luna aveva lasciato sfavillante traccia.
Attenti alle conseguenze delle cattive azioni!

sabato 6 febbraio 2010

La voce del vento

Il vento
La sua voce mi raggiunge
nelle pieghe del silenzio.
Messaggero di desideri lontani,
custode ultimo
dei segreti dell'animo.
Nei suoi sibili
sospiri di desiderio,
nel suo impeto
la rabbia di un sogno svanito.
Finché
il vento si placa,
lasciando un sussurro di ricordi.

martedì 2 febbraio 2010

Tempo Silente

Il tempo è nei piccoli rumori del giorno:
nel ticchettio delle lancette di un orologio,
nel gocciolare di un lavandino rotto,
nell'incessante cadere della pioggia.
Eppure
un fiore che sboccia non fa alcun rumore,
così come il sorgere del sole ogni mattina
e così il lento ingrigire dei nostri capelli.
E' il tempo silente
quello che ci sfugge,
ma che
il cuore semplice
sa tramutare
in indelebili ricordi.

sabato 30 gennaio 2010

Il Muro

Di pietra viva
e di sordidi silenzi
è il muro
che separa
dalla felicità.
Oltre la sua altezza
resta il cielo,
una inutile speranza
per chi non sa volare

venerdì 29 gennaio 2010

Parole su parole

Parole su parole
Rotolano giù dalle mie labbra
fino a diventar rumore di fondo
che non si sente più
e così accade
ciò che a volte voglio:
occupare la mia mente con la mia bocca
e non far capire agli altri
ciò che veramente mi tocca

mercoledì 27 gennaio 2010

La pioggia

Ascolto attento
la pioggia cadere.
Racconta
di storie lontane da qui,
di stelle nascoste oltre le nubi,
di gioie e dolori
soffocati dal silenzio
dell'oblio.
Ed è un magico narrare
che confonde
e rapisce
fin all'abbandono
di sè.

domenica 24 gennaio 2010

Neve

Il silenzio della neve
placa i rumori della notte
ed il bianco si fonde
con il nero del buio,
finchè
arriva l'alba
a regalarci
la gioia bambina
di un risveglio innevato