martedì 30 dicembre 2008

Alito d'Inverno

Pioggia gelida
sento sulla pelle,
vento respiro nell’aria,
d’ardesia si copre il cielo.
E mi scopro a vivere
anch’io
l’inverno,
l’inverno più rigido:
quello dell’anima.

Una riflessione poetica sul massacro di Gaza

Mi chiedo come,
alla fine del 2008,
si possa pensare
di risolvere con massacri
problemi secolari.
Mi chiedo come,
alla fine del 2008,
si possa pensare
di calpestare il “nemico”
e ignorare
che siamo tutti uomini.
Mi chiedo
a chi giovano
queste guerre
e chi sia davvero
il loro burattinaio occulto.

domenica 28 dicembre 2008

Gli Anni

Ogni anno che passa
è un altro fiore
aggiunto
a quel variopinto bouquet
che è la vita….

lunedì 22 dicembre 2008

Se fossi una lumaca

Se fossi una lumaca
vorrei percorrere
l’intero mondo
con estrema lentezza,
guardare e osservare
minuziosamente
tutti i suoi minimi dettagli,
studiarne con meticolosa attenzione
le più invisibili caratteristiche,
penetrarne il significato e il mistero.
Ma il mio cammino
durerebbe forse troppo
e potrei finire schiacciato
da un’automobile
o da un piede umano
assai prima di giungere
alla comprensione delle cose.

sabato 20 dicembre 2008

La Deriva dei Ricordi

Una barca alla deriva
in un enorme lago,
tra fitta nebbia e potenti onde..
La notte scende
e la barca pian piano scompare
Inghiottita dalla nebbia e dal buio,
come la memoria ingiallita
di un ricordo ormai lontano.

giovedì 18 dicembre 2008

Prima che un artista libero un uomo libero!

PRIMA CHE UN ARTISTA LIBERO MEGLIO UN UOMO LIBERO!
storico (occhio d artista)2007
copia da stampare definitiva agg2
Foto0024_000settembre 08

giorno e notte maggio 2007

mano 08
PRIMA CHE UN UOMO LIBERO MEGLIO UN ARTISTA LIBERO!

Voce di Mamma

Emozione forte………………….. ma delicatissima…………………
la tua voce.

Sempre costante, ma i vibrati indescrivibili creano, nei meandri più profondi del cuore, un’armonia suggestiva, misteriosa, che finalmente gioisce del tuo suono,

sembra arrivi da vicinissimo ma poi con toni meravigliosi si allontana, piano piano, ma nello stesso preciso attimo si riavvicina, penetra nell’anima – come un incantesimo, che vorrei non finisse mai, come un sogno infinito immerso nelle stelle … eternamente lucenti, come la tua voce.




Scritta il 16. 12. 2008

martedì 16 dicembre 2008

"Ultimatum alla Terra", un film da guardare e da meditare

ultimatum_allaterraSono andato a vedermi ieri sera al cinema il film Ultimatum alla Terra, un film molto ben congegnato in cui astronavi aliene atterrano sulla Terra per mettere sul chi vive l’uomo dalla sua pervicace azione di distruzione del nostro pianeta, minacciando, nel caso essa continui, la soppressione del genere umano.

Nasce una specie di amore platonico tra il protagonista alieno e la protagonista femminile, che cerca di tutti i modi di aiutarlo e di convincerlo ad evitare l’estinzione della vita sulla terra, facendogli capire in tutti i modi che l’umanità si può ancora redimere, gli ripete più volte infatti di dare un’ultima possibilità all’uomo di ricredersi e di ritornare alla ragione davanti al baratro dell’autodistruzione.

venerdì 12 dicembre 2008

Il Rumore

Piano piano
la voce della città
si placa..
Fino a divenire
un sussurro nella notte.
Senza mai cessare del tutto.
Ma…
con l’alba,
tornerà
il suo confuso vociare.

venerdì 5 dicembre 2008

Premio Terna 2008: L'Opera di Rocco Pellegrini

senza titoloPremio Terna 2008
Categoria Megawatt Opera n. 2064
Per quest'opera dove non possono esistere spiegazioni plausibili perchè sono esaurite nel gesto, non so dare una definizione precisa del legame che ci può essere tra il Premio Terna, il tentativo di emulare il gesto dipinto da Michelangelo, e me stesso.
Forse il filo che unisce in nome dell'attualità tutto ciò è quella stessa energia trasmessa e mai esaurita nell'opera di Michelangelo.




mano che indica 2008

Immagin

mercoledì 3 dicembre 2008

I Colori della Vita

Dal sottobosco della grande foresta della vita
scorgo i raggi di luce che filtrano tra i rami
per perdersi nell'ombra del fitto verde.
Vivo di profumi della terra umida
ma vorrei godere anch'io
dell'odore intenso dell'aria pura.
I miei fiori sono spesso calpestati
e i miei frutti non raccolti,
ma so anche che senza di essi
il bosco non avrebbe tutti i suoi colori
e forse sarebbe un po' più triste.

lunedì 1 dicembre 2008

Il Letto - Rifugio di pensieri incantati e drammatici

Soffice come culla, ritorno alla nascita…………………………………………...

Calore, protezione come il ventre materno, oblio di pensieri soavi, incantati,

meravigliosi che sono la VITA!

Ma ecco all’improvviso tragico nel dolore, sofferenza, imposizione di……….

un riposo obbligato, costante, senza tregua, compagno di malinconia……..

dal quale vorresti distaccarti ma…………poi…………….piano, piano senti il

suo trasformarsi, come nuvola bianca, soave, morbida, che ti eleva sempre

più, nel cielo……………..candido come la tua anima!





Novembre 2008

domenica 30 novembre 2008

La Notte ed il Giorno

Cade la notte su di noi,
Scende il freddo sui nostri corpi,
Soffia il vento sulle nostre teste,
Si insinua il gelo nei nostri cuori,
Si intristisce il nostro spirito…
Ma ecco che all’improvviso,
la speranza e la fede nel futuro:
Squarciano il buio delle tenebre,
Riscaldano i nostri corpi,
Calmano il vento su di noi,
Sciolgono il gelo dei nostri cuori,
Riportando la serenità nelle nostre anime…
….E l’alba del nuovo giorno
ci fa dimenticare tutto:
le tenebre,
il freddo,
il vento
e la tristezza.

sabato 29 novembre 2008

Oceano Immacolato

Oceano,
oceano grande e immacolato,
guardo le tue acque azzurre e profonde
e un anelito mi sorge all’improvviso,
quello di immergermi
nel tuo incomparabile liquido
e sparire per sempre tra i tuoi flutti,
per assaporare il simbolo che rappresenti
e per scoprire la purezza dell’azzurrità
del tuo incommensurabile mistero.

Ma la vita è grama
e ci tocca affondare
in un bicchier d’acqua.

venerdì 28 novembre 2008

Fonte Sorgiva

Fonte sorgiva,
da te venni a placare la mia sete,
da te venni a cercare refrigerio.
Ma non d'acqua mi dissetasti
nè ombra mi riservasti.
Solo semplici parole mi offristi,
parole sempre nuove
con cui raccontare
ogni emozione vissuta.
Non inaridirti mai, mia fonte,
perchè possa continuare a placare
questa mia eterna sete di vita.

giovedì 27 novembre 2008

Il Male che gioisce

O tu,
Male,
che gioisci nel veder soffrire
la povera gente,
tu che non senti
e che non vedi l’ora
che i tuoi nefasti programmi
vadano in porto,
a te mi rivolgo,
sappi che sarai sconfitto
come fu alle Termopili,
quando un manipolo di spartani
fermarono il grande esercito persiano,
perché le forze del bene
possono anche essere di quantità limitata,
ma tutte scelte e adatte all’uopo,
adeguate cioè affinchè tu venga distrutto
per sparire per sempre dalla faccia della Terra.

sabato 22 novembre 2008

Vertigine

Il senso di vertigine
dell’immensità di un cielo stellato.
La lieve carezza del silenzio
che accompagna l’arrivo della notte.
I ricordi
che prendono le forme delle sue mille ombre
fino a fondersi con i sogni……

Come Animali Impauriti

Come animali impauriti
vaghiamo sgomenti nella nebbia.
La nebbia della vita
che mai si dirada attorno a noi
rendendo ogni passo in avanti un azzardo
e ogni desiderio un'inutile illusione.
Un tenue bagliore di luce
a volte appare fugace
a rischiararci il passo.
Ma ecco che,
quando il giusto cammino
sembra ormai imboccato,
di colpo torna il buio.
E ad ogni passo torna la paura
ma anche la speranza
che il prossimo raggio di sole
duri abbastanza per riconoscere
chi è che cammina in silenzio al nostro fianco
sorreggendoci nei momenti più duri.
Anche se per dire grazie
in verità non serve
nè un volto nè un nome.
Basta solo
vincere l'orgoglio.

venerdì 21 novembre 2008

Naufraghi dell'Arcobaleno

Un giorno di pioggia ci portò sulla terra.
Vi scendemmo felici sul dorso di un arcobaleno..

La pioggia finì e con essa anche l’arcobaleno..
Divenimmo naufraghi ben presto infelici su questa terra,
aspettando ad ogni temporale
che rispuntasse quell’arco variopinto all’orizzonte
a ricordarci l’eterno patto tra il cielo e la terra
e la speranza di poter risalire fin lassù…

Ma l’arcobaleno non comparve più nel nostro cielo con i suoi magici colori.
Incominciammo allora ad apprezzare anche gli altri colori,
quelli del mondo attorno a noi
e tornammo così a sorridere.
e allora quando l’arcobaleno,
dopo tanta attesa,
tornerà per riportarci via,
ci coglierà forse infelici...

giovedì 20 novembre 2008

Gli affossatori di professione

A voi,
affossatori anonimi di professione,
che impedite agli altri di leggere
scaraventando le notizie
nelle più remote retrovie,
proprio a voi mi rivolgo,
smettetela con questo gioco al massacro,
convincetevi che così facendo
fate un favore a chi rema
per l’insabbiamento
e l’oscuramento dell’informazione,
comprendete che in questa maniera
spegnete la fiammella della cultura
chiamata ad illuminare
questi tempi oscuri e disperati,
pentitevi e non pugnalate
i vostri colleghi blogger
contando nell’impunità
e nell’anonimato.
Siete ancora in tempo
a cambiare registro,
ma se continuate così
sappiate che prima o poi
quest’arma che usate
si ritorcerà contro di voi
e allora rimpiangerete
di esservi comportati
come vi comportate per adesso.

martedì 18 novembre 2008

I danni prodotti dalla Religione

Se guardo alla Religione
un’angoscia mi pervade,
pensando ai danni
da essa prodotti
durante la Storia,
alla sua invasività sociale,
al suo costante cercare
di riportare tutti all’ovile
della propria credenza,
conculcando libertà
di pensiero e di parola,
costringendo gli altri
a credere solo con la bocca
e non col cuore,
condannando e giudicando
chi non frequenta la messa
o mostra atteggiamenti
ad essa contrari,
ergendosi ad arbitro
delle società civili,
immaginando di sostituirsi
al Dio misterioso
che tutto governa
e che di certo
non si può identificare
con quanti ritengono
di operare in suo nome
senza averne
alcuna autorità,
non ricevendone peraltro
alcuna ispirazione.

sabato 15 novembre 2008

I Sintomi della Disumanità

Quando l’uomo
comincia a smarrire
la sua umanità
e subentra un’attenuazione
della sua coscienza
che conduce pian piano
verso i precipizi
dell’indifferenza
e del godimento
per le altrui disgrazie
è come se
all’improvviso
una nave perdesse
timone e comandante
e sballottata dalle onde
cominciasse ad imbarcare acqua,
lentamente
ma inesorabilmente,
fino a perdersi
nelle tenebre più profonde
dell’abisso.

venerdì 14 novembre 2008

Ingenuità

Camminare sul ciglio di un monte
senza guardare il vuoto sotto di noi.
Attraversare le nebbie del destino
senza chiederci cosa ci attende oltre la nube.
Riuscire a chiudere gli occhi per pensare
senza sentire gli affanni del domani.
Per apprezzare la vita
a volte basta guardarla
con ingenuità,
quella unica
degli occhi di un bambino…

giovedì 13 novembre 2008

Sera di Pioggia

Pioggia che tintinna sui vetri,
vento che scuote le persiane,
nuvole che rigano il cielo al tramonto,
la notte che cala silenziosa,
il buio che piano piano avvolge l’aria..
e di colpo tutto appare più intenso:
la pioggia,
il vento,
l’oscurità…
… e la paura del domani.

martedì 11 novembre 2008

La Luce dagli Abissi

Dagli abissi oceanici il Sole deve apparire ai pesci che vi abitano un miraggio inconsistente e la sua luce una utopia senza senso. Così gli uomini immersi nella tenebra giudicano il nostro Astro e la luce simbolica che rappresenta.

Vipom

lunedì 10 novembre 2008

Il Cielo e la Terra

Se alzo una mano tocco
il cielo,
con i piedi calpesto di continuo
la terra,
ma il cielo è solo aria,
la terra è molto dura e solida,
ma in fondo hanno qualcosa in comune:
entrambi sono parte
del ciclo delle nostre speranze
e delle nostre delusioni.

domenica 9 novembre 2008

E torna la tristezza...

L’autostrada del ritorno…
Quel tramonto all’orizzonte
Rosso, rosato
e poi sabbia, ocra
ed infine buio..
Il sole che si spegne sempre più
Fino a scomparire sulla linea immaginaria che separa il cielo dalla terra..
Il pensieri che vagano
in quell’abitacolo di un’automobile lanciata sul rettilineo
di una strada ormai mandata a memoria…
Ed in sottofondo una musica
sempre più malinconica..
ma tanto non sembro farci più caso..
non la sento più..
non distinguo più le parole né la melodia….
tutto sembra uguale,
ovvio, involuto, meccanico,
privo di originalità
.. come quel cielo, quella strada, quelle macchine…..
..il giorno che verrà dopo e quello ancora dopo…
.. e quello dopo ancora…
Tutto è ripetitivo, privo di novità e soprattutto..
…privo di gioia!
Una tragica parodia della vita che si rinnova
nella sua eterna mediocrità..

L'Indifferenza

Là fuori scorre la vita
Nella solenne indifferenza al costante disagio di ognuno di noi..
…e noi stessi incuranti di quello degli altri.
Così impegnati come siamo in una solitaria rincorsa
ad un qualcosa che chiamiamo felicità
ma che nessuno ha mai visto
…tutti la cercano…
Spesso correndo alla cieca..
talvolta le passiamo avanti tirando dritto
quando basterebbe correre più piano per accorgersene..
ogni tanto, anche voltandosi indietro…

Radici di Terra

Più un albero cresce e guarda dall’alto i suoi vicini e più deve ricordare le radici di terra da cui è sorto, per tema di essere abbattuto all’improvviso.

Vipom

sabato 8 novembre 2008

Racconto di fantasia: Ciullocheticiullo Il tiranno maniaco vecchio bavoso del link...

Sonia BragaIn un mondo virtuale parallelo, vi è la comunità dei Nick. L'organizzazione della vita sociale dei Nick è determinata dal Link strumento tecnologico assai sofisticato che diffonde le informazioni e  la cultura uniformando ogni informazione e di fatto offuscando le menti dei singoli componenti la comunità, in modo da stroncare sul nascere ogni possibile tentativo di ribellione.

Chi si oppone alle regole del Link corre il rischio di essere sottoposto al rito della "erasione", ma nonostante tale terribile minaccia, alcuni coraggiosi si oppongono pur consci dei rischi che corrono.

Tutto accade in funzione del Link. Solo il Link rappresenta la cultura e la verità per la memoria storica. Per conquistare posizioni all'interno del Link ed aumentare il proprio prestigio i Nick in maggioranza sono disponibili a tutto, persino a farsi sopprimere, a sopprimere altri, o addirittura a sopprimere la propria madre pur di godere di un attimo di gloria linkatica.

Il Miraggio dello Scoglio

Navigavo
in mezzo ad una fitta nebbia
quando improvvisamente
l’aria si schiarì
ed apparve il sole,
ma dinanzi a me
uno scoglio pauroso
a poche decine di metri.
Con la mia barca
che andava a gonfie vele
feci di tutto per scansarlo
ma non ci fu niente da fare,
andai a cozzare contro lo scoglio…
ma per mia fortuna
era solo un miraggio,
e così continuai rinfrancato
finché non avvistai un lido lontano
verso cui mi diressi
per cercare ristoro
alle mie fatiche nautiche.

venerdì 7 novembre 2008

Spiaggia D'Inverno

Come piccole conchiglie
trasportate dalla forza del mare
fin sulla sabbia umida
di una spiaggia al mattino;
così i ricordi
riaffiorano dal buio dell’oblio
per godere della luce del giorno..
mostrandosi ogni volta diversi da se stessi,
spesso inconsueti e bizzarri
ma mai banali..
quasi a ricordarci
la grandezza della vita
e l’irripetibilità di ogni esperienza da noi vissuta.

martedì 4 novembre 2008

Emozioni

Nel chiasso della vita
mi fermo ad ascoltare
il battito del cuore...

Un palpito di emozioni,
talvolta condivise,
talvolta vissute in silenzio...

Comunque vissute.

domenica 2 novembre 2008

Un'epigrafe poetico-funeraria

Mi trovavo oggi al cimitero per rendere omaggio alla memoria dei defunti, allorché la mia attenzione fu attratta da un’epigrafe funeraria, scritta per essere incisa sulla sua lapide da un poeta dialettale dilettante. La traduco per maggiore chiarezza ai miei lettori per fini di edificazione, avendola trovata molto profonda e degna di attenzione.

cimitero2
Pace e silenzio
dominano eternamente
sotto queste croci
e marmi infiorati.

Qui il potente ricco benestante
più non disprezza
i poveri affamati
e malandati.

Muore ogni lotta,
ogni superbia indegna
e diventiamo uguali
e tutti fratelli.

Qui il visitatore
si rassegna
e si prepara per l’eternità.

sabato 1 novembre 2008

La Leggenda del Superbo Castello Sprofondato

sand_castleSi narra che un giorno si svolse un misterioso assedio ad un Castello praticamente imprendibile, circondato com’era da un profondo corso d’acqua e le cui mura spesse due metri erano praticamente refrattarie a qualsiasi catapulta penetrante dell’epoca.

L’esercito assediante era nell’angoscia più estrema, le sue perdite aumentavano a vista d’occhio, visto che dall’alto delle mura merlate i difensori dell’imprendibile fortezza lanciavano di continuo verso il basso tempeste di frecce e giavellotti che mietevano vittime in continuazione.

Stavano già per togliere le tende ed abbandonare l’impresa, allorché ad un comandante degli assedianti venne in mente un’idea brillante: in pratica, fece stendere un telo grandissimo davanti al Castello per evitare di essere visti e diede ordine ad un reparto scelto di scavatori di cominciare appunto la realizzazione di un tunnel sotterraneo che giungesse sotto le fondamenta della superba fortificazione.

venerdì 31 ottobre 2008

Agli Amministratori di OkNo

Vorrei
che si respirasse
un clima di pace,
dove tutti
possano
esprimere
liberamente
le loro idee
senza essere
importunati
o peggio offesi.

Vorrei
che si cambiasse
registro
e non si permettesse
a nessuno
di affossare notizie,
riflessioni
e informazioni.

Vorrei
che Okno si rinnovasse,
che cambiasse pelle
e assomigliasse di più
ad uno specchio d’acqua
dove potersi rimirare
senza l’intorbidamento
e il turbinio di continui commenti
che lasciano il tempo che trovano.

Vorrei…
ma è possibile?

Invocazione al Silenzio

Oh, Silenzio,
tu che ci fai pensare
prima di parlare…
insegna a tutti la tua
arte,
fai in modo che ognuno capisca
quanto grande sia il tuo
valore,
quello di non profferire
parola
quando non se ne capiscono
i significati.

Luna a Metà

Una fetta di luna
si staglia nitida nel buio del cielo,
come una fanciulla
stesa su di un fianco a riposare..
immobile ed austera nel suo candore..
un lenzuolo di stelle ne avvolge la muliebre beltà..
mentre candide nuvole le si offrono
come il più soffice dei cuscini..
dormi mia luna:
eterna fanciulla del firmamento…

Il Volo

Scendere lungo i sentieri dell’ignoto
per provare la vertigine del vuoto..
Dimenticare la propria dimensione
per volare in luoghi lontani e sconosciuti..
Liberarsi dalla pesantezza del presente
che impedisce alla nostra anima di librarsi
verso l’immensità del cielo..
ECCO..
Ho pensato tutto questo,
ma poi di colpo ho aperto gli occhi..
ed ho capito che era solo un sogno!

giovedì 30 ottobre 2008

La Leggenda del Budda Redivivo

Narra una leggenda che un giorno il Budda, profondamente immerso nelle sue meditazioni, non riuscì a controllare lo stato sospensivo della coscienza in cui era caduto (il famoso “Nirvana”) ed in pratica si addormentò di un sonno così profondo da rasentare la sua dipartita definitiva dal mondo dei vivi.

I discepoli erano in ansia per la sua prolungata assenza e dopo concitate ricerche lo trovarono supino sotto un albero e lo diedero per morto, in quanto non respirava e neppure il suo cuore dava segnali di battiti.

Assai sconvolti, scoppiarono a piangere, se lo caricarono sulle spalle e lo portarono a casa, distendendolo su un sontuoso catafalco dove tantissima gente accorse a porgergli l’ultimo saluto.

Dopo qualche ora, davanti a tanti presenti che, contriti, pregavano e si battevano il petto, il Nostro si alzò, guardò stupefatto la scena e, mentre gli altri ammutolivano e smettevano di piangere, a sua volta scoppiò in un pianto dirotto che sembrava non dovesse avere mai fine.

Alla domanda del suo discepolo più fidato che gli chiedeva perché piangesse, rispose scuro in volto:
“Mi chiedi questo, tu, il mio discepolo più amato? Hai dimenticato il mio insegnamento? Piango perché voi siete vivi e perché io sono rientrato in questo mondo di rovina. Era meglio che dal Nirvana passassi direttamente alla morte, ecco perché piango”.

Vipom

mercoledì 29 ottobre 2008

La Fine della Scuola

Oh, scuola, cara scuola,
scuola antica di secoli e millenni,
come ti hanno ridotta!!
Prima ti hanno messa in crisi,
poi hanno scaricato su di te
tutte le responsabilità
di una società allo sbando
ed ora,
vittima sacrificale per eccellenza,
ti affossano con un colpo di scure feroce,
distruggendo insieme a te
il valore universale della Cultura.

O tempora, o mores!!


Vipom

martedì 28 ottobre 2008

Lo sprone della coscienza

Oh, tu,
sprone della coscienza,
sii sempre presente
e pronto a pungolarci
con i tuoi saggi consigli;
facci camminare
per la via maestra
della verità e dell’onestà
e non permettere
che noi si svii
dal retto cammino
che porta dritto
alla salvazione
dell’anima eterna.

lunedì 27 ottobre 2008

La Fiaba dei due Re che si fecero uccidere volontariamente

Si narra che due piccoli Reami del passato erano sempre in Guerra, vuoi per un motivo vuoi per l’altro, anche per i più futili di questo mondo.
Alla fine, dopo aver constatato che la popolazione dei due Regni era talmente diminuita che rimanevano in pratica solo poche unità di sudditi, i due Re, presi dallo sgomento, decisero insieme di farsi uccidere pubblicamente nella medesima Piazza situata in un territorio neutro di confine, che da quel giorno venne titolata “La piazza della pubblica uccisione dei due Re”.
I trenta-quaranta individui che presenziarono alla decapitazione in diretta, gli unici rimasti vivi dopo quarant’anni di battaglie continue a suon di spade, giavellotti e catapulte, cercarono di dissuadere in tutti i modi i due prossimi morituri dal compiere quell’atto così odioso, ma non ci fu niente da fare, le due Maestà risposero dal palco, con accanto i due rispettivi carnefici, che si ritenevano profondamente colpevoli di quanto era accaduto e del tanto sangue versato e per giunta precisarono che la loro coscienza gli rimordeva talmente che solo la morte poteva lenirne i pungoli continui e insopportabili.
Detto questo, fecero un cenno ai loro fidati carnefici che in un batter d’occhio fecero vibrare la loro scimitarra che staccò di netto dal collo le loro teste, che ruzzolarono in una risata sardonica in due ceste collocate appositamente all’uopo nel punto previsto di caduta.
Finirono in questo modo Guerre e battaglie e dopo pochi decenni le due popolazioni erano di nuovo numericamente come nel tempo prima che i due focosi Regnanti prendessero il Potere, un Potere evidentemente solo distruttivo e sanguinario.
I due successori (il figlio maggiore e la figlia maggiore dei due Re morti) si sposarono in pompa magna con grande letizia della gente e siglarono un trattato di pace, riunirono i loro regni in uno solo e la Pace regnò incontrastata per tutti i secoli dei secoli.
 

domenica 26 ottobre 2008

L’Ignorante e il Sapiente: un Aforisma

Tra l’ignorante e il sapiente esiste una sola cosa in comune: che entrambi vanno per la loro strada senza curarsi di nulla, l’ignorante verso l’abisso sempre più profondo dell’ignoranza e il sapiente verso le vette sempre più alte della sapienza.

Vipom
Ho attraversato il sentiero del tempo
cercando di dimenticare il passato
e sforzandomi di non guardare troppo al futuro.
Ma il presente si è rivelato troppo breve
sia per dimenticare che per ignorare..
E la quotidianità finisce per travolgerci,
come un fiume in piena che, rotti gli argini,
ingoia ogni cosa si ponga sul suo cammino..
Lasciando sul terreno solo vuoto e desolazione…
E tanta tristezza.

sabato 25 ottobre 2008

Una testimonianza dal Darfur: “Il traduttore del silenzio” di Daoud Hari

traduttore_silenzioDaoud Hari ha 33 anni ed è originario del Sudan, in particolare di quella regione tristemente famosa che è il Darfur. Dopo la distruzione del suo villaggio, Hari, che ha avuto il privilegio di studiare in patria e all’estero (nel 2000 l’analfabetismo in Sudan sfiorava ancora il 43%), è diventato interprete e guida di giornalisti occidentali e di organizzazioni umanitarie e ha varcato più di una volta il confine tra la sua terra e il vicino Ciad. Ricercato dal governo sudanese come spia, nel 2006 è stato imprigionato e torturato; sfuggito alla morte grazie ad una massiccia mobilitazione dell’opinione pubblica internazionale e all’intervento diretto degli USA, oggi vive a Baltimora.

“Il traduttore del silenzio”, pubblicato quest’anno, è l’opera con la quale Daoud Hari ha voluto raccontare al mondo la propria storia e quella della sua famiglia, decimata nel corso degli scontri civili che da anni insanguinano il Darfur; ma soprattutto ha voluto lasciare testimonianza diretta degli orrori che si verificano in quella regione.

Il resoconto è rivolto direttamente al lettore; l’espressione è semplice, immediata, scorrevole, a tratti perfino ironica, ma anche di indiscutibile efficacia, tanto che certe immagini restano impresse in modo incancellabile. Più della ripresa di una telecamera.

L’episodio che forse colpisce di più, e che più ha traumatizzato lo stesso autore, è quello della piccola profuga di quattro anni che viene infilzata, viva, su una baionetta. Fino alla morte. Davanti agli occhi del padre che aveva cercato di salvarla.

L'alba di un nuovo giorno...

Ogni mattina ti vedo Sole spuntare all’orizzonte.
Ogni mattina ti guardo da quella finestra:
la fresca primavera,
la torrida estate,
il tiepido autunno,
il rigido inverno…
e tu ci sei.
E’ questa la mia certezza
la mia unica certezza,
quella certezza che mi da forza:
il sapere che qualsiasi cosa accada
tu ci sarai sempre e che potrò guardarti
ed ammirare i tuoi giochi di colori tra le nuvole,
il rosso rubino delle mattine fredde d’inverno
l’arancio tenue dei risvegli primaverili
il giallo ocra delle calde albe estive
il viola spento delle tristi mattine autunnali..

I colori non sono mai gli stessi, ma il sole dietro quelle nuvole c’è sempre…
senza di te i colori non esisterebbero: l’unico colore sarebbe il nero, il nero che spesso avvolge i nostri cuori.... ma che basta un sottile raggio di luce a spazzare via.... e con esso: le ombre, il freddo, la rassegnazione,il dolore, la tristezza....
e l'indomabile paura del domani...

venerdì 24 ottobre 2008

Una composizione poetica sulla poesia

Poesia o non poesia,
quel che conta
è smuovere le coscienze,
costringerle al pensiero,
alla riflessione,
all’emozione,
all’intuizione,
al tarlo del dubbio…
affinché non si cullino
nella loro staticità
e finiscano per precipitare
nell’indifferenza
e nell’indolenza.


Vipom

mercoledì 22 ottobre 2008

Oceani Inesplorati

Avanziamo coraggiosamente
ma presuntuosamente
negli oceani sempre più profondi
fino a raggiungerne
le zone più inesplorate
e pericolose.
Ma dobbiamo stare attenti
perché ci potrebbe finire
il carburante per il ritorno.

Vipom

martedì 21 ottobre 2008

Quel bar isolato, abbandonato e boicottato

Quel bar situato in quel cortile fuorimano mi fa un’impressione veramente triste. E’ frequentato da rari avventori e quei pochi che vi si recano sembrano entrarci e uscirci con una certa celerità, quasi che quella solitudine dispiaccia loro e possa portare un ché di superstiziosa scalogna.
L’altro giorno, per cercare di capire quella situazione scabrosa, mi sono recato nel bar e ho interloquito per qualche minuto con i responsabili del locale, persone oneste e degnissime oltre ogni dire.

Ho chiesto subito loro la causa di quella specie di ostracismo che vige sul loro punto di ritrovo, al ché uno di loro, tra l’altro un mio quasi-amico, mi rispose che a lui questa situazione non fa né caldo né freddo, gli basta avere quei pochi sparuti clienti e poi si accontentava di quei pochi spiccioli che riusciva a raggranellare durante la giornata, una risposta umile, dismessa e rassegnata che andava ad avvalorare la dignità ed onestà di cui sopra.

Ma io volli vederci più chiaro e mi recai seduta stante a discutere del problema con diversi individui, parenti, amici e perfino gente che conta.

Tutti furono concordi nel dire che forse era in atto una specie di boicottaggio dovuto proprio all’ubicazione del locale, che sembrava fatto apposta per essere un punto di ritrovo tranquillo e lontano dal tran-tran quotidiano dello stress moderno, una specie di luogo eletto per incontri e scambi culturali, cosa che ovviamente si voleva evitare ad ogni costo.

solitudineAndai a riferire la risposta all’interessato e questi se ne venne con una esclamazione divertita:
“Ah, sarebbe dunque questa la causa!? D’accordo, allora mi attiverò per trasformare il Bar in un centro culturale. Farò di tutto per raggiungere questo scopo!!”

Passarono mesi e passarono anni, il Bar fu chiuso e del Centro Culturale neanche a parlarne.

sabato 18 ottobre 2008

Felicità

Non chiesi mai regali per me
non desiderai mai né denaro né ori…
chiesi solo la felicità…
ma,
nonostante l’abbia
chiesta e cercata in ogni luogo,
mai l'ho ottenuta
o forse,
ahimè!,
è passata da me
senza che me ne
accorgessi...
... un'amara verità...

venerdì 17 ottobre 2008

I paraocchi del genere umano

Devi avere i paraocchi,
non correggere il male.

Devi avere i paraocchi,
fregatene di tutto.

Devi avere i paraocchi,
metti da parte la tua intelligenza

Devi avere i paraocchi
annulla la tua sensibilità.

Devi avere i paraocchi,
dimentica la tua dignità.

Devi avere i paraocchi,
svendi la tua umanità.

Non c’è niente da fare,
se ti vuoi fare rispettare,
devi essere mediocre
e in linea con gli altri.

I paraocchi sono la condanna
del genere umano
e la sua più grande colpa.

mercoledì 15 ottobre 2008

L'insegnamento dell' "ultimo uomo in Europa": 1984 di George Orwell

1984 è probabilmente il romanzo più famoso di Eric Arthur Blair, meglio conosciuto con lo pseudonimo di George Orwell. Il libro fu scritto nel 1948, di cui l’anno delle vicende narrate, che costituisce il titolo, è evidentemente e volutamente un anagramma: il terribile futuro descritto nell’opera non deve essere considerato remoto, bensì anzi alle porte.

A séguito di rivolgimenti politici e conflitti atomici, nel 1984 il mondo è diviso in tre grandi superpotenze, l’Oceania, l’Eurasia e l’Estasia, perennemente in guerra tra loro anche se con continui capovolgimenti di alleanze.
I tre Stati hanno ordinamenti politici totalitaristici molto simili tra loro, ma le rispettive popolazioni ignorano quasi completamente la vita che si conduce negli altri paesi.
L’Oceania è retta da un Big Brother (letteralmente “Fratello Maggiore”, ma la traduzione corrente “Grande Fratello” ha prevalso) che probabilmente non esiste, ma nel quale si incarnano i princìpi violenti e folli del "Socing" (“Socialismo inglese”) che regola e condiziona l’esistenza di ciascuno, cancellando personalità, razionalità, sentimenti ed emozioni individuali.

lunedì 13 ottobre 2008

Un Sogno Mattutino

Mi ero perso nel bosco,
guardavo a destra e a manca
finché non scorsi mamma e papà in ansia
perché non riuscivano a trovarmi.

Mi avvicinai a loro
ma stranamente non mi vedevano,
era come se si fosse creata tra noi
una specie di pellicola preclusiva,
pertanto gridai con quanto più fiato avevo,
dicendo che ero ad un passo da loro,
ma non c’era niente da fare,
era come se mi fossi trasferito
in un altro mondo di un altro universo.

Piansi lacrime amare,
mamma e papà erano come morti,
non potevo più incontrarli a tu per tu,
e così mi avviai per un sentiero oscuro
tra i fitti e oscuri boschi,
quando scorsi un lupo nero
che si stava slanciando contro di me…
ma fortuna volle che mi svegliassi
tra le braccia della mamma
che mi stava cullando dolcemente.

domenica 12 ottobre 2008

L'Assenza

Cammino svogliato tra la gente..
mi sfiorano i tanti passanti,
ognuno lasciando un qualcosa di sè..
un volto che ti sembra familiare,
un profumo che evoca vecchi ricordi,
un tono di voce o un passo che ti pare di riconoscere..
ma poi ti accorgi che
è solo uno scherzo della tua fantasia
ed i tuoi ricordi sono altrove…
custoditi gelosamente,
lontano da quest’indifferenza
fatta di vuoti sguardi
e tristi sorrisi..

sabato 11 ottobre 2008

I capri espiatori

Lasciati soli
nella solitudine più profonda
ad arginare problemi giganteschi
mentre gli altri guardano
senza far nulla.

Sulle spalle di pochi
vengono caricati pesi insostenibili
mentre altri parlano ma non fanno,
propongono ma non attuano.

I capri espiatori abbondano
mentre l’arroganza
e la supponenza
gridano alla vittoria
in uno stadio
vuoto di corpi e di anime.

La Solitudine

Il gusto dolceamaro della solitudine...
L'ebbrezza della libertà
ma anche il dolore dell'assenza...
Il silenzio del mondo
contro i rumori dell'inconscio...
La luce abbagliante del giorno
contro il tenue chiarore della luna...
E' la solitudine:
un'angusta cella
o un comodo rifugio?

venerdì 10 ottobre 2008

La fine dei tempi anticipata

Con un mio amico farmacista son solito scambiare ogni tanto qualche battuta di politica e di società.

Ieri sera, approfittando del fatto che nel locale non c’erano avventori, sono entrato in farmacia e ridendo e scherzando gli ho chiesto se aveva molti depositi in banca, ammonendolo di andarseli a prendere in quanto da un momento all’altro sarebbero stati “sequestrati” per rimpiazzare le perdite subìte in questo momento dalle casse dello Stato.

Gli dissi che in breve l’Italia avrebbe fatto la stessa fine del Venezuela di qualche anno addietro quando in quella Nazione si era verificata una crisi simile e la gente perdette molti dei suoi depositi.

Tra risate e battute colorite, la discussione si protrasse di qualche minuto, allorché affermai che ormai il mondo era alla fine, con le banche in crisi di liquidità, con le borse in asfissia, con diverse istituzioni dello Stato allo sbando e con una Guerra termonucleare sempre dietro l’angolo, al ché, inaspettatamente, sempre ridendo e sghignazzando, il farmacista disse: “Vuol dire allora che la profezia della fine dei tempi nel 2012, stando anche ai Maya, è da considerarsi sbagliata, in quanto si deve a questo punto anticipare di qualche anno”.

Stavo per aggiungere a mia volta un’altra battuta, allorché entrò un avventore e quindi dovemmo interrompere l’ilare scambio di battute, non prima però che entrambi facessimo vibrare nell’aria un’altra risata beffarda che aveva però un ché di malinconica rassegnazione.

Saluti

Vipom

giovedì 9 ottobre 2008

Il mondo a Rotoli

Falliscono banche e assicurazioni,
le borse sono in preda al parossismo finanziario
la povertà galoppa irrefrenabile
e asciuga i portafogli senza pietà,
i simboli dello Stato sono allo sbando,
la Scuola è allo sfascio,
le guerre sono dietro l’angolo,
il clima è impazzito,
la gente pure,
non s’intravede alcuna via d’uscita,
il mondo va a rotoli
e noi guardiamo senza far nulla
il precipitare della situazione
verso il baratro profondo del nulla.

martedì 7 ottobre 2008

Una Poesia dedicata a OKNOTIZIE

Siamo tutti una famiglia,
postiamo le notizie
con umiltà e dedizione,
aspettandoci che vengano lette e valutate
nella giusta maniera.
Per questo ci sforziamo
di dare il meglio di noi stessi,
ma non sempre riceviamo il giusto merito,
o perché le notizie non vengono lette
o perché non sono accolte per vari motivi…

Ma non ha importanza,
quello che conta
è che siamo tutti sulla stessa barca
e dobbiamo cercare
di aiutarci vicendevolmente
per il bene comune,
affinché il sito abbia successo
e venga visto come lo specchio
dell’impegno e dell’onestà.

Vipom

domenica 5 ottobre 2008

A Muso Duro - Pierangelo Bertoli

bertoli2.jpgConsigliata da un caro amico, sto riascoltando la bellissima "A Muso Duro" di Pierangelo Bertoli. Tra qualche giorno saranno sei anni che purtroppo ci ha lasciati e ricordarlo è il minimo che possiamo fare, a costo di andare un po' contro ciò che lo ha caratterizzato in vita: non era mai sotto i riflettori.

L'anno scorso ho scritto un piccolo articolo con alcuni ricordi personali legati al grande artista, ne ripropongo uno stralcio.

Perché l’ho definito il Poeta? Perché secondo me non c’è definizione più calzante. Quella è stata la sua “vera essenza” e continua ad esserlo anche a distanza di anni, esattamente cinque oggi, dalla sua morte. Pierangelo Bertoli nacque a Sassuolo nel 1942, terra notoriamente “fertile” in quanto a cantautori di un certo livello. Da bambino fu colpito dalla poliomielite che gli compromise per sempre l’uso delle gambe, costringendolo a vivere e a muoversi su una sedia a rotelle; tutto questo, però, non gli ha impedito di dedicarsi con tanta passione alla musica: ci ha regalato dei veri e propri capolavori... 

E parlando di capolavori, non posso fare a meno di proporre il testo della canzone che sto ascoltando mentre scrivo: "A Muso Duro".

sabato 4 ottobre 2008

Il Castigo del Giusto

Il giusto è sempre perseguitato,
non parla e sopporta,
incassa senza fiatare le ingiustizie.

Se fa del bene
viene ripagato col male,
se propone miglioramenti
negli ambienti in cui lavora
è accusato di protagonismo
quando non di supponenza e alterigia,
se si comporta bene
ed è ligio ai doveri
ciò non viene neppure visto e valutato,
se invece sbaglia di una virgola
i suoi errorucci si gonfiano a dismisura
fino a farli diventare una montagna.

L'Autunno

L’autunno bussa prepotente alla mia porta..
riga con gocce di pioggia i vetri della mia finestra..
tinge di rosso tenue le sue fredde albe
e di blu intenso i suoi precoci tramonti..
ed un senso di silente mestizia
si diffonde nei cuori
di chi non vuole dimenticare
i cieli tersi
dei giorni d’estate...

Lo Sguardo Rubato

L’ho guardata negli occhi
dopo tanto tempo
e vi ho rivisto quella luce
che credevo sopita…

Ho riassaporato d’un tratto
il gusto dolce del miele più puro
e il profumo d’erba umida dei prati al mattino…

Ma il suo ingenuo imbarazzo
ha incrociato i miei tanti ricordi
ed il suo volto di colpo chinato,
mi ha negato
il piacere di quel magico sguardo..

E sono tornato bruscamente alla realtà...

Come Icaro che
avvicinatosi troppo al sole
vide sciogliersi le sue ali di cera
e precipitò a terra,
punito per il suo ardimento...

mercoledì 1 ottobre 2008

A Coloro che si Ritengono Religiosi

Mi rivolgo a voi,
che pensate di credere in Cristo,
che partecipate contriti ai riti religiosi,
a voi,
che siete sempre in prima fila in Chiesa
e sempre pronti a mostrare
la vostra pretesa faccia pulita
e intrisa di presunto misticismo,
a voi,
che forse non sapete
che è proprio la religione a perdervi
e a perdere la vostra anima.


venerdì 26 settembre 2008

Spiaggia di Notte

Beato quell’uomo che,
come un bimbo,
si emoziona davanti ad una spiaggia di notte
col nero del mare
che si confonde
con il buio del cielo
e le onde che giungono a riva
come provenienti dall’infinito..
Quell’uomo ha trovato l’eterna giovinezza..
quella dell’anima.

mercoledì 24 settembre 2008

Ricordi

Quella sera, stanca di un lavoro che mi piaceva ma che mi abbatteva, causa un ambiente fatto di invidie e di persone tutt’altro che semplici e genuine, decisi di ritagliare un po’ di tempo per me. Giusto per evadere dai cattivi pensieri, che giravano sempre su sé stessi, generando un nocivo circolo vizioso. Così entrai in camera mia con l’intento di ascoltare un po’ di musica. Dopo poco mi resi conto che la musica da sola non era sufficiente a fermare quei pensieri e quell’amarezza, quel doloroso senso di impotenza. Allora mi guardai intorno, cercando di trovare qualche spunto per un passatempo piacevole, da abbinare alle canzoni che tramite due fili viaggiavano dal lettore CD alle mie orecchie.
Guardai nella libreria di fronte a me e subito fui attratta dall’album di fotografie. Scattai ad afferrarlo, quasi come se la necessità di evadere da quell’inaccettabile presente non potesse più attendere. Era da tanto che non aprivo quel contenitore di ricordi. Era da tanto che i miei pensieri seguivano il loro percorso vizioso e sempre negativo. Era giunto il momento di fuggire in un altro spazio temporale, anche se solo con la testa e non fisicamente, purtroppo.

martedì 23 settembre 2008

Tragiche contraddizioni: “Il libraio di Kabul” di Åsne Seierstad

“Il libraio di Kabul” è un reportage, scritto in forma di racconto, dalla giovane giornalista norvegese Åsne Seierstad, fin dal 1995 corrispondente da alcune delle regioni più tormentate del pianeta: Cecenia, Afghanistan, Iraq. Pubblicato nel 2002, il libro è uscito in traduzione italiana nel 2003.

È il novembre del 2001 e il regime talebano è stato appena abbattuto. La giornalista conosce Sultan Khan, un libraio della capitale afghana, e resta affascinata dalla sua bottega e dalla sua storia. Del tutto inaspettatamente l’uomo acconsente a che la giovane europea viva in casa sua per vari mesi per scrivere la storia della sua famiglia. Così nasce la testimonianza del libro.
Nell’introduzione la giornalista spiega di aver assistito direttamente a molti degli episodi raccontati e di aver comunque verificato in più modi le notizie relative ai fatti di cui non è stata spettatrice. Nella storia narrata Åsne resta invisibile al lettore, ma inevitabilmente la materia scottante fa emergere in maniera inequivocabile il suo punto di vista.
Capitolo dopo capitolo si compone il quadro della famiglia di Sultan Khan: due mogli, numerosi figli, fratelli e sorelle, nipoti e una vecchia madre. Non è, avverte la giornalista, una tipica famiglia afghana: per trovarne una bisognerebbe inoltrarsi nelle campagne dimenticate. Nella casa del libraio qualcuno dei maschi e perfino qualcuna delle donne hanno studiato; alcuni parlano l’inglese; nell’Afghanistan ridotto allo stremo queste persone non soffrono la fame.
Nella postfazione l’autrice informa i lettori di come si sono concluse alcune delle vicende rimaste in sospeso al momento della sua partenza. La vita della famiglia continua senza cambiamenti sostanziali.

Il Coraggio di Vivere

Quante volte uno non vorrebbe
abbandonare il tutto
e seppellirsi sotto le coperte!!

Quante volte uno non vorrebbe
maledire il destino
e rintanarsi in se stesso!!

Quante volte uno non vorrebbe
buttare alle ortiche amicizie e parentele
e vivere nella più completa solitudine!!

Quante volte uno non vorrebbe
abbandonarsi all’apatia
e far sì che gli altri badino a lui!!

O Coraggio!!

Non permettere
che queste cose
mai accadano!!

Dai all’uomo
quel poco di forza
per continuare a vivere
lontano dal torpore
e dalla disfatta!!

domenica 21 settembre 2008

Il Nulla che Siamo Diventati

Viviamo
come se dovessimo morire
domani,
ci divertiamo
e sciupiamo la nostra salute
come se dovessimo vivere
all’infinito,
viviamo alla giornata
perché non conosciamo futuro,
i nostri orizzonti
si sono ristretti all’oggi,
ci manca il coraggio
d’inventarci un nuova vita,
per apatia
o perché abbiamo esaurito
le nostre energie,
contiamo i giorni
del calendario
come se ogni giorno
fosse un miracolo,
non sappiamo più scorgere
i raggi del sole
perché i nostri occhi
sono obnubilati
come dalla nebbia e dal caos…

se si continua così
altri popoli
ci conquisteranno,
la nostra cultura
sparirà per sempre
e approderemo
al nulla
che siamo diventati.

sabato 20 settembre 2008

Desiderio di Libertà

Dalla cima di una rupe
osservo sotto di me lo strapiombo
che degrada sul blu profondo del mare…
Sento l’ebbrezza del vuoto
ed il richiamo della libertà
nel vento che mi sfiora i capelli..
Vorrei volare
ma non ho ali,
Vorrei rincorrere il vento
ma non ho abbastanza fiato…
Mi accorgo allora di essere solo un uomo
con i suoi mille limiti
ma anche con tanti sogni…

venerdì 19 settembre 2008

Immensità

Spazi interminabili occupano i pensieri……………………

Distese immense dove vorresti coltivare, per poi far crescere……………….giorno per giorno, i variegati e nobili desideri, insiti nell’uomo

Ma a volte, ci si perde , il controllo della mente e il cuore si disperde e l’incantevole immensità capovolge le cose desiderate in modo radicale.

Ecco la paura, per l’incapacità che l’uomo ha insita in sé

Felice il bimbo che vive nella madre –

La vita è circoscritta, protetta, rassicurata dal calore……………..materno, che non durerà sempre…………. ……………………………………………

Forse porterà libertà di fare, andare, decidere, soffrire, amare,

Ma rapportarsi e raffrontarsi con la vastità è impossibile, ecco sopraggiungere la malinconia, scontentezza, sofferenza per un mondo meraviglioso, dove ci si accorge giorno per giorno, nel passare inesorabile degli anni, di non poter più rimanere attaccati, anche aggrappandosi disperatamente………………….come si poteva prima………………………………….nel nascere della vita!

17.9.2008

giovedì 18 settembre 2008

Le Vacche Magre Avanzano

Le vacche magre
fanno sempre più capolino
per l’Europa e il Mondo.

Si aggirano tremolanti,
ma molto truculente,
per città, villaggi e campagne.

Spandono indefessamente
il loro dirompente potenziale
di miseria e povertà strisciante.

Qualcuno cerca di non farci caso,
qualcun’altro cerca di allontanarle
e di addirittura ucciderle.

Ma loro si fanno sempre più spavalde,
stanno divenendo la specie più numerosa
dell’intera fauna terrestre.

Se non facciamo attenzione
alla loro pericolosità
si verificherà una terribile catastrofe.

Tutti diventeremo poveri
e miserabili come non mai
e ci toccherà l’accattonaggio.

mercoledì 17 settembre 2008

La Pazienza è Oro

Senza la pazienza
non si va molto lontani,
si rimane schiacciati
dalle incombenze della vita
e si può finir male
o far del male
a chi non ha colpa.

Senza la pazienza
siamo preda della disperazione
e ci accorciamo da soli la vita.

Senza la pazienza
siamo come animali senza cervello
che si suicidano alla prima avversità.

In questo mondo in crisi,
dove comincia a mancare
persino l’essenziale,
la pazienza è divenuta oro
e guai a chi non la possiede,
magari perché non abituato
alle ristrettezze presenti e future.

Lealtà

E’ incantevole, magica, estremamente delicata come …….

un petalo di un fiore,

il sorriso di un bambino quando percepisce l’affetto autentico che gli viene trasmesso,

l’annullare se stessi per dare spazio ad un amico per il rispetto che senti per Lui, nel cuore,

rinunciare ad un qualcosa di gradevole ed estremamente gratificante,

un cane, fedele, vicino ad un “barbone” felice estremamente di stargli accanto, comunque sia la loro sorte, al freddo, caldo, senza cibo, acqua ma sempre ed eternamente uniti.

Il camminare sempre vicino a chi vuoi bene, mai avanti……..anche se potresti superare, ma anzi saresti infelice se avvenisse.

L’autentica verità ma non espressa agli altri per voler manifestare un qualcosa di concreto ma tenuta strettamente nel cuore, che è l’unico capace di sentire e profondamente comprendere la voce leale dei suoi battiti.
Scritta il 10.9.2008

domenica 14 settembre 2008

La leggenda di Pizzomunno

pizzomunnoLa leggenda di Pizzomunno, che gli abitanti di Vieste si tramandano sin dall´antichità, ci narra l´ appassionante storia d´ amore di due giovani viestani: Pizzomunno e Cristalda.

Di elevata statura e aspetto affascinante, lui. Bellissima e con il viso incorniciato da lunghi capelli biondi, lei.

I due giovani si amavano di un amore sincero e senza tempo. Pizzomunno si recava ogni giorno sulla piccola spiaggia per andare in mare con la sua barca. Al largo, ammalianti sirene lo adoravano e intendevano sedurlo con i loro canti. L´ uomo, fedele alla sua Cristalda, rifiutò più volte di divenire loro amante.

Le sirene, gelose ed indispettite, decisero di punire il giovane uomo trascinando la sua amata Cristalda nelle profondità del mare, in modo da sottrarla a lui per sempre.

Fu così che Pizzomunno fu pietrificato dal dolore e vide il suo corpo trasformarsi nel monolite che, ancora oggi, i visitatori di Vieste possono ammirare dalla piccola spiaggia che ne porta il nome.

La leggenda vuole che i due giovani amanti si diano appuntamento allo scadere dei cento anni per rivivere la loro passione nel breve tempo di una notte.


Fonte: Amici del Gargano
A cura di Nero74
Immagine di Spes74

venerdì 12 settembre 2008

Le Ali della Speranza

Ali della speranza,
che volate tremebonde
nel cielo offuscato
di questo Pianeta,
fate sentire di più
la vostra esistenza
e il vostro coraggio,
non permettete che altre ali
di metallica fattura,
ricolme di disperazione e morte,
vi sostituiscano e vi scaccino,
allontanatele subito
e ripulite il cielo
della loro presenza,
prima che sia troppo tardi
e la speranza che incarnate
s’involi per sempre
e scompaia dai nostri cieli scuri.


Vipom

mercoledì 10 settembre 2008

La Fine del Giorno

La fine del giorno...
Un lento affievolirsi della luce...
L'arrivo della stanchezza
col torpore della membra...
Il sonno che ci lusinga
fino a che non cediamo al buio
ed alla sua tenue sensualità
che ci avvolge fino a rapirci...
Ed è il più piacevole dei rapimenti...

Anthony

POESIA DEDICATA AD ANTHONY
Bimbetto italo-ecuadoregno
DA DORY CON TANTO AFFETTO 3.8.2006
Rivista e corretta a settembre 2007
Meraviglioso cioccolatino al latte, ranocchietto, pulcino. Appena ti vidi capii subito che ci sarebbe stata tra noi grande complicità e feeling.
Sei perspicace, allegro, simpatico, giocarellone, birichino. I tuoi occhi grandissimi ed esprissivissimi sono quelli che ho sempre sognato. Ti voglio immensamente bene……
Sono tanti i momenti che rimarranno sempre vivi davanti ai miei occhi e nel mio cuore.
Ogni tuo gesto, movimento, espressione è VITA!.
La vita che ogni bambino ha vissuto, fatta di spontaneità, purezza, estrema dolcezza e sincerità.
La tua conquista, giorno per giorno, è scoprire tutte le innumerevoli cose che occupano il mondo.
Sono tante le volte che rimango incantata a guardarti, osservarti e il tutto dà un’immensa carica, perché mi accorgo, finalmente, di riuscire di nuovo a rimanere
stupefatta……………… in questo mondo, dove le autentiche emozioni esistono, ma vanno sapute trovare !
eccole………………………...le sento, sei tu Anthony.