venerdì 31 ottobre 2008

Agli Amministratori di OkNo

Vorrei
che si respirasse
un clima di pace,
dove tutti
possano
esprimere
liberamente
le loro idee
senza essere
importunati
o peggio offesi.

Vorrei
che si cambiasse
registro
e non si permettesse
a nessuno
di affossare notizie,
riflessioni
e informazioni.

Vorrei
che Okno si rinnovasse,
che cambiasse pelle
e assomigliasse di più
ad uno specchio d’acqua
dove potersi rimirare
senza l’intorbidamento
e il turbinio di continui commenti
che lasciano il tempo che trovano.

Vorrei…
ma è possibile?

Invocazione al Silenzio

Oh, Silenzio,
tu che ci fai pensare
prima di parlare…
insegna a tutti la tua
arte,
fai in modo che ognuno capisca
quanto grande sia il tuo
valore,
quello di non profferire
parola
quando non se ne capiscono
i significati.

Luna a Metà

Una fetta di luna
si staglia nitida nel buio del cielo,
come una fanciulla
stesa su di un fianco a riposare..
immobile ed austera nel suo candore..
un lenzuolo di stelle ne avvolge la muliebre beltà..
mentre candide nuvole le si offrono
come il più soffice dei cuscini..
dormi mia luna:
eterna fanciulla del firmamento…

Il Volo

Scendere lungo i sentieri dell’ignoto
per provare la vertigine del vuoto..
Dimenticare la propria dimensione
per volare in luoghi lontani e sconosciuti..
Liberarsi dalla pesantezza del presente
che impedisce alla nostra anima di librarsi
verso l’immensità del cielo..
ECCO..
Ho pensato tutto questo,
ma poi di colpo ho aperto gli occhi..
ed ho capito che era solo un sogno!

giovedì 30 ottobre 2008

La Leggenda del Budda Redivivo

Narra una leggenda che un giorno il Budda, profondamente immerso nelle sue meditazioni, non riuscì a controllare lo stato sospensivo della coscienza in cui era caduto (il famoso “Nirvana”) ed in pratica si addormentò di un sonno così profondo da rasentare la sua dipartita definitiva dal mondo dei vivi.

I discepoli erano in ansia per la sua prolungata assenza e dopo concitate ricerche lo trovarono supino sotto un albero e lo diedero per morto, in quanto non respirava e neppure il suo cuore dava segnali di battiti.

Assai sconvolti, scoppiarono a piangere, se lo caricarono sulle spalle e lo portarono a casa, distendendolo su un sontuoso catafalco dove tantissima gente accorse a porgergli l’ultimo saluto.

Dopo qualche ora, davanti a tanti presenti che, contriti, pregavano e si battevano il petto, il Nostro si alzò, guardò stupefatto la scena e, mentre gli altri ammutolivano e smettevano di piangere, a sua volta scoppiò in un pianto dirotto che sembrava non dovesse avere mai fine.

Alla domanda del suo discepolo più fidato che gli chiedeva perché piangesse, rispose scuro in volto:
“Mi chiedi questo, tu, il mio discepolo più amato? Hai dimenticato il mio insegnamento? Piango perché voi siete vivi e perché io sono rientrato in questo mondo di rovina. Era meglio che dal Nirvana passassi direttamente alla morte, ecco perché piango”.

Vipom

mercoledì 29 ottobre 2008

La Fine della Scuola

Oh, scuola, cara scuola,
scuola antica di secoli e millenni,
come ti hanno ridotta!!
Prima ti hanno messa in crisi,
poi hanno scaricato su di te
tutte le responsabilità
di una società allo sbando
ed ora,
vittima sacrificale per eccellenza,
ti affossano con un colpo di scure feroce,
distruggendo insieme a te
il valore universale della Cultura.

O tempora, o mores!!


Vipom

martedì 28 ottobre 2008

Lo sprone della coscienza

Oh, tu,
sprone della coscienza,
sii sempre presente
e pronto a pungolarci
con i tuoi saggi consigli;
facci camminare
per la via maestra
della verità e dell’onestà
e non permettere
che noi si svii
dal retto cammino
che porta dritto
alla salvazione
dell’anima eterna.

lunedì 27 ottobre 2008

La Fiaba dei due Re che si fecero uccidere volontariamente

Si narra che due piccoli Reami del passato erano sempre in Guerra, vuoi per un motivo vuoi per l’altro, anche per i più futili di questo mondo.
Alla fine, dopo aver constatato che la popolazione dei due Regni era talmente diminuita che rimanevano in pratica solo poche unità di sudditi, i due Re, presi dallo sgomento, decisero insieme di farsi uccidere pubblicamente nella medesima Piazza situata in un territorio neutro di confine, che da quel giorno venne titolata “La piazza della pubblica uccisione dei due Re”.
I trenta-quaranta individui che presenziarono alla decapitazione in diretta, gli unici rimasti vivi dopo quarant’anni di battaglie continue a suon di spade, giavellotti e catapulte, cercarono di dissuadere in tutti i modi i due prossimi morituri dal compiere quell’atto così odioso, ma non ci fu niente da fare, le due Maestà risposero dal palco, con accanto i due rispettivi carnefici, che si ritenevano profondamente colpevoli di quanto era accaduto e del tanto sangue versato e per giunta precisarono che la loro coscienza gli rimordeva talmente che solo la morte poteva lenirne i pungoli continui e insopportabili.
Detto questo, fecero un cenno ai loro fidati carnefici che in un batter d’occhio fecero vibrare la loro scimitarra che staccò di netto dal collo le loro teste, che ruzzolarono in una risata sardonica in due ceste collocate appositamente all’uopo nel punto previsto di caduta.
Finirono in questo modo Guerre e battaglie e dopo pochi decenni le due popolazioni erano di nuovo numericamente come nel tempo prima che i due focosi Regnanti prendessero il Potere, un Potere evidentemente solo distruttivo e sanguinario.
I due successori (il figlio maggiore e la figlia maggiore dei due Re morti) si sposarono in pompa magna con grande letizia della gente e siglarono un trattato di pace, riunirono i loro regni in uno solo e la Pace regnò incontrastata per tutti i secoli dei secoli.
 

domenica 26 ottobre 2008

L’Ignorante e il Sapiente: un Aforisma

Tra l’ignorante e il sapiente esiste una sola cosa in comune: che entrambi vanno per la loro strada senza curarsi di nulla, l’ignorante verso l’abisso sempre più profondo dell’ignoranza e il sapiente verso le vette sempre più alte della sapienza.

Vipom
Ho attraversato il sentiero del tempo
cercando di dimenticare il passato
e sforzandomi di non guardare troppo al futuro.
Ma il presente si è rivelato troppo breve
sia per dimenticare che per ignorare..
E la quotidianità finisce per travolgerci,
come un fiume in piena che, rotti gli argini,
ingoia ogni cosa si ponga sul suo cammino..
Lasciando sul terreno solo vuoto e desolazione…
E tanta tristezza.

sabato 25 ottobre 2008

Una testimonianza dal Darfur: “Il traduttore del silenzio” di Daoud Hari

traduttore_silenzioDaoud Hari ha 33 anni ed è originario del Sudan, in particolare di quella regione tristemente famosa che è il Darfur. Dopo la distruzione del suo villaggio, Hari, che ha avuto il privilegio di studiare in patria e all’estero (nel 2000 l’analfabetismo in Sudan sfiorava ancora il 43%), è diventato interprete e guida di giornalisti occidentali e di organizzazioni umanitarie e ha varcato più di una volta il confine tra la sua terra e il vicino Ciad. Ricercato dal governo sudanese come spia, nel 2006 è stato imprigionato e torturato; sfuggito alla morte grazie ad una massiccia mobilitazione dell’opinione pubblica internazionale e all’intervento diretto degli USA, oggi vive a Baltimora.

“Il traduttore del silenzio”, pubblicato quest’anno, è l’opera con la quale Daoud Hari ha voluto raccontare al mondo la propria storia e quella della sua famiglia, decimata nel corso degli scontri civili che da anni insanguinano il Darfur; ma soprattutto ha voluto lasciare testimonianza diretta degli orrori che si verificano in quella regione.

Il resoconto è rivolto direttamente al lettore; l’espressione è semplice, immediata, scorrevole, a tratti perfino ironica, ma anche di indiscutibile efficacia, tanto che certe immagini restano impresse in modo incancellabile. Più della ripresa di una telecamera.

L’episodio che forse colpisce di più, e che più ha traumatizzato lo stesso autore, è quello della piccola profuga di quattro anni che viene infilzata, viva, su una baionetta. Fino alla morte. Davanti agli occhi del padre che aveva cercato di salvarla.

L'alba di un nuovo giorno...

Ogni mattina ti vedo Sole spuntare all’orizzonte.
Ogni mattina ti guardo da quella finestra:
la fresca primavera,
la torrida estate,
il tiepido autunno,
il rigido inverno…
e tu ci sei.
E’ questa la mia certezza
la mia unica certezza,
quella certezza che mi da forza:
il sapere che qualsiasi cosa accada
tu ci sarai sempre e che potrò guardarti
ed ammirare i tuoi giochi di colori tra le nuvole,
il rosso rubino delle mattine fredde d’inverno
l’arancio tenue dei risvegli primaverili
il giallo ocra delle calde albe estive
il viola spento delle tristi mattine autunnali..

I colori non sono mai gli stessi, ma il sole dietro quelle nuvole c’è sempre…
senza di te i colori non esisterebbero: l’unico colore sarebbe il nero, il nero che spesso avvolge i nostri cuori.... ma che basta un sottile raggio di luce a spazzare via.... e con esso: le ombre, il freddo, la rassegnazione,il dolore, la tristezza....
e l'indomabile paura del domani...

venerdì 24 ottobre 2008

Una composizione poetica sulla poesia

Poesia o non poesia,
quel che conta
è smuovere le coscienze,
costringerle al pensiero,
alla riflessione,
all’emozione,
all’intuizione,
al tarlo del dubbio…
affinché non si cullino
nella loro staticità
e finiscano per precipitare
nell’indifferenza
e nell’indolenza.


Vipom

mercoledì 22 ottobre 2008

Oceani Inesplorati

Avanziamo coraggiosamente
ma presuntuosamente
negli oceani sempre più profondi
fino a raggiungerne
le zone più inesplorate
e pericolose.
Ma dobbiamo stare attenti
perché ci potrebbe finire
il carburante per il ritorno.

Vipom

martedì 21 ottobre 2008

Quel bar isolato, abbandonato e boicottato

Quel bar situato in quel cortile fuorimano mi fa un’impressione veramente triste. E’ frequentato da rari avventori e quei pochi che vi si recano sembrano entrarci e uscirci con una certa celerità, quasi che quella solitudine dispiaccia loro e possa portare un ché di superstiziosa scalogna.
L’altro giorno, per cercare di capire quella situazione scabrosa, mi sono recato nel bar e ho interloquito per qualche minuto con i responsabili del locale, persone oneste e degnissime oltre ogni dire.

Ho chiesto subito loro la causa di quella specie di ostracismo che vige sul loro punto di ritrovo, al ché uno di loro, tra l’altro un mio quasi-amico, mi rispose che a lui questa situazione non fa né caldo né freddo, gli basta avere quei pochi sparuti clienti e poi si accontentava di quei pochi spiccioli che riusciva a raggranellare durante la giornata, una risposta umile, dismessa e rassegnata che andava ad avvalorare la dignità ed onestà di cui sopra.

Ma io volli vederci più chiaro e mi recai seduta stante a discutere del problema con diversi individui, parenti, amici e perfino gente che conta.

Tutti furono concordi nel dire che forse era in atto una specie di boicottaggio dovuto proprio all’ubicazione del locale, che sembrava fatto apposta per essere un punto di ritrovo tranquillo e lontano dal tran-tran quotidiano dello stress moderno, una specie di luogo eletto per incontri e scambi culturali, cosa che ovviamente si voleva evitare ad ogni costo.

solitudineAndai a riferire la risposta all’interessato e questi se ne venne con una esclamazione divertita:
“Ah, sarebbe dunque questa la causa!? D’accordo, allora mi attiverò per trasformare il Bar in un centro culturale. Farò di tutto per raggiungere questo scopo!!”

Passarono mesi e passarono anni, il Bar fu chiuso e del Centro Culturale neanche a parlarne.

sabato 18 ottobre 2008

Felicità

Non chiesi mai regali per me
non desiderai mai né denaro né ori…
chiesi solo la felicità…
ma,
nonostante l’abbia
chiesta e cercata in ogni luogo,
mai l'ho ottenuta
o forse,
ahimè!,
è passata da me
senza che me ne
accorgessi...
... un'amara verità...

venerdì 17 ottobre 2008

I paraocchi del genere umano

Devi avere i paraocchi,
non correggere il male.

Devi avere i paraocchi,
fregatene di tutto.

Devi avere i paraocchi,
metti da parte la tua intelligenza

Devi avere i paraocchi
annulla la tua sensibilità.

Devi avere i paraocchi,
dimentica la tua dignità.

Devi avere i paraocchi,
svendi la tua umanità.

Non c’è niente da fare,
se ti vuoi fare rispettare,
devi essere mediocre
e in linea con gli altri.

I paraocchi sono la condanna
del genere umano
e la sua più grande colpa.

mercoledì 15 ottobre 2008

L'insegnamento dell' "ultimo uomo in Europa": 1984 di George Orwell

1984 è probabilmente il romanzo più famoso di Eric Arthur Blair, meglio conosciuto con lo pseudonimo di George Orwell. Il libro fu scritto nel 1948, di cui l’anno delle vicende narrate, che costituisce il titolo, è evidentemente e volutamente un anagramma: il terribile futuro descritto nell’opera non deve essere considerato remoto, bensì anzi alle porte.

A séguito di rivolgimenti politici e conflitti atomici, nel 1984 il mondo è diviso in tre grandi superpotenze, l’Oceania, l’Eurasia e l’Estasia, perennemente in guerra tra loro anche se con continui capovolgimenti di alleanze.
I tre Stati hanno ordinamenti politici totalitaristici molto simili tra loro, ma le rispettive popolazioni ignorano quasi completamente la vita che si conduce negli altri paesi.
L’Oceania è retta da un Big Brother (letteralmente “Fratello Maggiore”, ma la traduzione corrente “Grande Fratello” ha prevalso) che probabilmente non esiste, ma nel quale si incarnano i princìpi violenti e folli del "Socing" (“Socialismo inglese”) che regola e condiziona l’esistenza di ciascuno, cancellando personalità, razionalità, sentimenti ed emozioni individuali.

lunedì 13 ottobre 2008

Un Sogno Mattutino

Mi ero perso nel bosco,
guardavo a destra e a manca
finché non scorsi mamma e papà in ansia
perché non riuscivano a trovarmi.

Mi avvicinai a loro
ma stranamente non mi vedevano,
era come se si fosse creata tra noi
una specie di pellicola preclusiva,
pertanto gridai con quanto più fiato avevo,
dicendo che ero ad un passo da loro,
ma non c’era niente da fare,
era come se mi fossi trasferito
in un altro mondo di un altro universo.

Piansi lacrime amare,
mamma e papà erano come morti,
non potevo più incontrarli a tu per tu,
e così mi avviai per un sentiero oscuro
tra i fitti e oscuri boschi,
quando scorsi un lupo nero
che si stava slanciando contro di me…
ma fortuna volle che mi svegliassi
tra le braccia della mamma
che mi stava cullando dolcemente.

domenica 12 ottobre 2008

L'Assenza

Cammino svogliato tra la gente..
mi sfiorano i tanti passanti,
ognuno lasciando un qualcosa di sè..
un volto che ti sembra familiare,
un profumo che evoca vecchi ricordi,
un tono di voce o un passo che ti pare di riconoscere..
ma poi ti accorgi che
è solo uno scherzo della tua fantasia
ed i tuoi ricordi sono altrove…
custoditi gelosamente,
lontano da quest’indifferenza
fatta di vuoti sguardi
e tristi sorrisi..

sabato 11 ottobre 2008

I capri espiatori

Lasciati soli
nella solitudine più profonda
ad arginare problemi giganteschi
mentre gli altri guardano
senza far nulla.

Sulle spalle di pochi
vengono caricati pesi insostenibili
mentre altri parlano ma non fanno,
propongono ma non attuano.

I capri espiatori abbondano
mentre l’arroganza
e la supponenza
gridano alla vittoria
in uno stadio
vuoto di corpi e di anime.

La Solitudine

Il gusto dolceamaro della solitudine...
L'ebbrezza della libertà
ma anche il dolore dell'assenza...
Il silenzio del mondo
contro i rumori dell'inconscio...
La luce abbagliante del giorno
contro il tenue chiarore della luna...
E' la solitudine:
un'angusta cella
o un comodo rifugio?

venerdì 10 ottobre 2008

La fine dei tempi anticipata

Con un mio amico farmacista son solito scambiare ogni tanto qualche battuta di politica e di società.

Ieri sera, approfittando del fatto che nel locale non c’erano avventori, sono entrato in farmacia e ridendo e scherzando gli ho chiesto se aveva molti depositi in banca, ammonendolo di andarseli a prendere in quanto da un momento all’altro sarebbero stati “sequestrati” per rimpiazzare le perdite subìte in questo momento dalle casse dello Stato.

Gli dissi che in breve l’Italia avrebbe fatto la stessa fine del Venezuela di qualche anno addietro quando in quella Nazione si era verificata una crisi simile e la gente perdette molti dei suoi depositi.

Tra risate e battute colorite, la discussione si protrasse di qualche minuto, allorché affermai che ormai il mondo era alla fine, con le banche in crisi di liquidità, con le borse in asfissia, con diverse istituzioni dello Stato allo sbando e con una Guerra termonucleare sempre dietro l’angolo, al ché, inaspettatamente, sempre ridendo e sghignazzando, il farmacista disse: “Vuol dire allora che la profezia della fine dei tempi nel 2012, stando anche ai Maya, è da considerarsi sbagliata, in quanto si deve a questo punto anticipare di qualche anno”.

Stavo per aggiungere a mia volta un’altra battuta, allorché entrò un avventore e quindi dovemmo interrompere l’ilare scambio di battute, non prima però che entrambi facessimo vibrare nell’aria un’altra risata beffarda che aveva però un ché di malinconica rassegnazione.

Saluti

Vipom

giovedì 9 ottobre 2008

Il mondo a Rotoli

Falliscono banche e assicurazioni,
le borse sono in preda al parossismo finanziario
la povertà galoppa irrefrenabile
e asciuga i portafogli senza pietà,
i simboli dello Stato sono allo sbando,
la Scuola è allo sfascio,
le guerre sono dietro l’angolo,
il clima è impazzito,
la gente pure,
non s’intravede alcuna via d’uscita,
il mondo va a rotoli
e noi guardiamo senza far nulla
il precipitare della situazione
verso il baratro profondo del nulla.

martedì 7 ottobre 2008

Una Poesia dedicata a OKNOTIZIE

Siamo tutti una famiglia,
postiamo le notizie
con umiltà e dedizione,
aspettandoci che vengano lette e valutate
nella giusta maniera.
Per questo ci sforziamo
di dare il meglio di noi stessi,
ma non sempre riceviamo il giusto merito,
o perché le notizie non vengono lette
o perché non sono accolte per vari motivi…

Ma non ha importanza,
quello che conta
è che siamo tutti sulla stessa barca
e dobbiamo cercare
di aiutarci vicendevolmente
per il bene comune,
affinché il sito abbia successo
e venga visto come lo specchio
dell’impegno e dell’onestà.

Vipom

domenica 5 ottobre 2008

A Muso Duro - Pierangelo Bertoli

bertoli2.jpgConsigliata da un caro amico, sto riascoltando la bellissima "A Muso Duro" di Pierangelo Bertoli. Tra qualche giorno saranno sei anni che purtroppo ci ha lasciati e ricordarlo è il minimo che possiamo fare, a costo di andare un po' contro ciò che lo ha caratterizzato in vita: non era mai sotto i riflettori.

L'anno scorso ho scritto un piccolo articolo con alcuni ricordi personali legati al grande artista, ne ripropongo uno stralcio.

Perché l’ho definito il Poeta? Perché secondo me non c’è definizione più calzante. Quella è stata la sua “vera essenza” e continua ad esserlo anche a distanza di anni, esattamente cinque oggi, dalla sua morte. Pierangelo Bertoli nacque a Sassuolo nel 1942, terra notoriamente “fertile” in quanto a cantautori di un certo livello. Da bambino fu colpito dalla poliomielite che gli compromise per sempre l’uso delle gambe, costringendolo a vivere e a muoversi su una sedia a rotelle; tutto questo, però, non gli ha impedito di dedicarsi con tanta passione alla musica: ci ha regalato dei veri e propri capolavori... 

E parlando di capolavori, non posso fare a meno di proporre il testo della canzone che sto ascoltando mentre scrivo: "A Muso Duro".

sabato 4 ottobre 2008

Il Castigo del Giusto

Il giusto è sempre perseguitato,
non parla e sopporta,
incassa senza fiatare le ingiustizie.

Se fa del bene
viene ripagato col male,
se propone miglioramenti
negli ambienti in cui lavora
è accusato di protagonismo
quando non di supponenza e alterigia,
se si comporta bene
ed è ligio ai doveri
ciò non viene neppure visto e valutato,
se invece sbaglia di una virgola
i suoi errorucci si gonfiano a dismisura
fino a farli diventare una montagna.

L'Autunno

L’autunno bussa prepotente alla mia porta..
riga con gocce di pioggia i vetri della mia finestra..
tinge di rosso tenue le sue fredde albe
e di blu intenso i suoi precoci tramonti..
ed un senso di silente mestizia
si diffonde nei cuori
di chi non vuole dimenticare
i cieli tersi
dei giorni d’estate...

Lo Sguardo Rubato

L’ho guardata negli occhi
dopo tanto tempo
e vi ho rivisto quella luce
che credevo sopita…

Ho riassaporato d’un tratto
il gusto dolce del miele più puro
e il profumo d’erba umida dei prati al mattino…

Ma il suo ingenuo imbarazzo
ha incrociato i miei tanti ricordi
ed il suo volto di colpo chinato,
mi ha negato
il piacere di quel magico sguardo..

E sono tornato bruscamente alla realtà...

Come Icaro che
avvicinatosi troppo al sole
vide sciogliersi le sue ali di cera
e precipitò a terra,
punito per il suo ardimento...

mercoledì 1 ottobre 2008

A Coloro che si Ritengono Religiosi

Mi rivolgo a voi,
che pensate di credere in Cristo,
che partecipate contriti ai riti religiosi,
a voi,
che siete sempre in prima fila in Chiesa
e sempre pronti a mostrare
la vostra pretesa faccia pulita
e intrisa di presunto misticismo,
a voi,
che forse non sapete
che è proprio la religione a perdervi
e a perdere la vostra anima.