Aprii gli occhi senza capire dove mi trovassi. L’ambiente circostante non mi era per nulla familiare, non capivo se stessi impazzendo o se avessi perso la memoria. Cominciai a fare mente locale e capii che i ricordi erano ancora parte di me: chi ero, cosa facevo nella vita, quando ero nata, la mia adolescenza, le mie cotte ed il mio primo ed unico amore… I sentimenti e le emozioni erano ancora vive in me, solo che quella camera non era la mia! Non avevo mai fatto uso di stupefacenti, e nemmeno amavo bere, e ricordavo benissimo cosa avevo fatto la sera prima, che film avevo guardato, anche se non ne conoscevo la fine perchè ricordai di essermi addormentata con la TV accesa, mi succedeva spesso, lo facevo tranquillamente perché sapevo che il timer avrebbe fatto sì che si spegnesse non più tardi della una.
Mi alzai un po’ stordita, è strano come noi esseri umani rimaniamo bloccati e paralizzati quando ci capita qualcosa di inspiegabile. Ci lamentiamo della quotidianità, la troviamo spesso troppo monotona e noiosa, ma quando ci viene a mancare, quando veniamo travolti da qualcosa di nuovo rimaniamo incapaci di agire, e la nostra routine la desideriamo immensamente.
C’era una finestra dalla quale entravano prepotentemente tiepidi raggi di sole. Mi diressi verso di essa ed appoggiai la fronte al vetro, guadagnando più visuale possibile per l’esterno. Anche il panorama che mi si presentava davanti era, ai miei occhi ed ai miei ricordi, sconosciuto.
Non c’erano i campi e le piante, non c’era la siepe ed il sentiero, e nemmeno il mio adorato Tommy, un affettuosissimo Pastore Tedesco di cinque anni, che quando mi affacciavo alla finestra di camera mia era sempre pronto a farmi le feste, anche da lontano, con quella linguona che penzolava mostrando qualche dente affilato e coprendone altri, ma dando al muso un’espressione gioviale, facendola quasi sembrare un sorriso.
Fuori di lì c’erano solo case, palazzi, auto in movimento, ed i raggi del sole che trovavano via di fuga nello spazio tra un grattacielo ed un magazzino. Ma dov’ero finita? Nel centro di una città… ma come ci ero arrivata?