venerdì 26 settembre 2008

Spiaggia di Notte

Beato quell’uomo che,
come un bimbo,
si emoziona davanti ad una spiaggia di notte
col nero del mare
che si confonde
con il buio del cielo
e le onde che giungono a riva
come provenienti dall’infinito..
Quell’uomo ha trovato l’eterna giovinezza..
quella dell’anima.

mercoledì 24 settembre 2008

Ricordi

Quella sera, stanca di un lavoro che mi piaceva ma che mi abbatteva, causa un ambiente fatto di invidie e di persone tutt’altro che semplici e genuine, decisi di ritagliare un po’ di tempo per me. Giusto per evadere dai cattivi pensieri, che giravano sempre su sé stessi, generando un nocivo circolo vizioso. Così entrai in camera mia con l’intento di ascoltare un po’ di musica. Dopo poco mi resi conto che la musica da sola non era sufficiente a fermare quei pensieri e quell’amarezza, quel doloroso senso di impotenza. Allora mi guardai intorno, cercando di trovare qualche spunto per un passatempo piacevole, da abbinare alle canzoni che tramite due fili viaggiavano dal lettore CD alle mie orecchie.
Guardai nella libreria di fronte a me e subito fui attratta dall’album di fotografie. Scattai ad afferrarlo, quasi come se la necessità di evadere da quell’inaccettabile presente non potesse più attendere. Era da tanto che non aprivo quel contenitore di ricordi. Era da tanto che i miei pensieri seguivano il loro percorso vizioso e sempre negativo. Era giunto il momento di fuggire in un altro spazio temporale, anche se solo con la testa e non fisicamente, purtroppo.

martedì 23 settembre 2008

Tragiche contraddizioni: “Il libraio di Kabul” di Åsne Seierstad

“Il libraio di Kabul” è un reportage, scritto in forma di racconto, dalla giovane giornalista norvegese Åsne Seierstad, fin dal 1995 corrispondente da alcune delle regioni più tormentate del pianeta: Cecenia, Afghanistan, Iraq. Pubblicato nel 2002, il libro è uscito in traduzione italiana nel 2003.

È il novembre del 2001 e il regime talebano è stato appena abbattuto. La giornalista conosce Sultan Khan, un libraio della capitale afghana, e resta affascinata dalla sua bottega e dalla sua storia. Del tutto inaspettatamente l’uomo acconsente a che la giovane europea viva in casa sua per vari mesi per scrivere la storia della sua famiglia. Così nasce la testimonianza del libro.
Nell’introduzione la giornalista spiega di aver assistito direttamente a molti degli episodi raccontati e di aver comunque verificato in più modi le notizie relative ai fatti di cui non è stata spettatrice. Nella storia narrata Åsne resta invisibile al lettore, ma inevitabilmente la materia scottante fa emergere in maniera inequivocabile il suo punto di vista.
Capitolo dopo capitolo si compone il quadro della famiglia di Sultan Khan: due mogli, numerosi figli, fratelli e sorelle, nipoti e una vecchia madre. Non è, avverte la giornalista, una tipica famiglia afghana: per trovarne una bisognerebbe inoltrarsi nelle campagne dimenticate. Nella casa del libraio qualcuno dei maschi e perfino qualcuna delle donne hanno studiato; alcuni parlano l’inglese; nell’Afghanistan ridotto allo stremo queste persone non soffrono la fame.
Nella postfazione l’autrice informa i lettori di come si sono concluse alcune delle vicende rimaste in sospeso al momento della sua partenza. La vita della famiglia continua senza cambiamenti sostanziali.

Il Coraggio di Vivere

Quante volte uno non vorrebbe
abbandonare il tutto
e seppellirsi sotto le coperte!!

Quante volte uno non vorrebbe
maledire il destino
e rintanarsi in se stesso!!

Quante volte uno non vorrebbe
buttare alle ortiche amicizie e parentele
e vivere nella più completa solitudine!!

Quante volte uno non vorrebbe
abbandonarsi all’apatia
e far sì che gli altri badino a lui!!

O Coraggio!!

Non permettere
che queste cose
mai accadano!!

Dai all’uomo
quel poco di forza
per continuare a vivere
lontano dal torpore
e dalla disfatta!!

domenica 21 settembre 2008

Il Nulla che Siamo Diventati

Viviamo
come se dovessimo morire
domani,
ci divertiamo
e sciupiamo la nostra salute
come se dovessimo vivere
all’infinito,
viviamo alla giornata
perché non conosciamo futuro,
i nostri orizzonti
si sono ristretti all’oggi,
ci manca il coraggio
d’inventarci un nuova vita,
per apatia
o perché abbiamo esaurito
le nostre energie,
contiamo i giorni
del calendario
come se ogni giorno
fosse un miracolo,
non sappiamo più scorgere
i raggi del sole
perché i nostri occhi
sono obnubilati
come dalla nebbia e dal caos…

se si continua così
altri popoli
ci conquisteranno,
la nostra cultura
sparirà per sempre
e approderemo
al nulla
che siamo diventati.

sabato 20 settembre 2008

Desiderio di Libertà

Dalla cima di una rupe
osservo sotto di me lo strapiombo
che degrada sul blu profondo del mare…
Sento l’ebbrezza del vuoto
ed il richiamo della libertà
nel vento che mi sfiora i capelli..
Vorrei volare
ma non ho ali,
Vorrei rincorrere il vento
ma non ho abbastanza fiato…
Mi accorgo allora di essere solo un uomo
con i suoi mille limiti
ma anche con tanti sogni…

venerdì 19 settembre 2008

Immensità

Spazi interminabili occupano i pensieri……………………

Distese immense dove vorresti coltivare, per poi far crescere……………….giorno per giorno, i variegati e nobili desideri, insiti nell’uomo

Ma a volte, ci si perde , il controllo della mente e il cuore si disperde e l’incantevole immensità capovolge le cose desiderate in modo radicale.

Ecco la paura, per l’incapacità che l’uomo ha insita in sé

Felice il bimbo che vive nella madre –

La vita è circoscritta, protetta, rassicurata dal calore……………..materno, che non durerà sempre…………. ……………………………………………

Forse porterà libertà di fare, andare, decidere, soffrire, amare,

Ma rapportarsi e raffrontarsi con la vastità è impossibile, ecco sopraggiungere la malinconia, scontentezza, sofferenza per un mondo meraviglioso, dove ci si accorge giorno per giorno, nel passare inesorabile degli anni, di non poter più rimanere attaccati, anche aggrappandosi disperatamente………………….come si poteva prima………………………………….nel nascere della vita!

17.9.2008

giovedì 18 settembre 2008

Le Vacche Magre Avanzano

Le vacche magre
fanno sempre più capolino
per l’Europa e il Mondo.

Si aggirano tremolanti,
ma molto truculente,
per città, villaggi e campagne.

Spandono indefessamente
il loro dirompente potenziale
di miseria e povertà strisciante.

Qualcuno cerca di non farci caso,
qualcun’altro cerca di allontanarle
e di addirittura ucciderle.

Ma loro si fanno sempre più spavalde,
stanno divenendo la specie più numerosa
dell’intera fauna terrestre.

Se non facciamo attenzione
alla loro pericolosità
si verificherà una terribile catastrofe.

Tutti diventeremo poveri
e miserabili come non mai
e ci toccherà l’accattonaggio.

mercoledì 17 settembre 2008

La Pazienza è Oro

Senza la pazienza
non si va molto lontani,
si rimane schiacciati
dalle incombenze della vita
e si può finir male
o far del male
a chi non ha colpa.

Senza la pazienza
siamo preda della disperazione
e ci accorciamo da soli la vita.

Senza la pazienza
siamo come animali senza cervello
che si suicidano alla prima avversità.

In questo mondo in crisi,
dove comincia a mancare
persino l’essenziale,
la pazienza è divenuta oro
e guai a chi non la possiede,
magari perché non abituato
alle ristrettezze presenti e future.

Lealtà

E’ incantevole, magica, estremamente delicata come …….

un petalo di un fiore,

il sorriso di un bambino quando percepisce l’affetto autentico che gli viene trasmesso,

l’annullare se stessi per dare spazio ad un amico per il rispetto che senti per Lui, nel cuore,

rinunciare ad un qualcosa di gradevole ed estremamente gratificante,

un cane, fedele, vicino ad un “barbone” felice estremamente di stargli accanto, comunque sia la loro sorte, al freddo, caldo, senza cibo, acqua ma sempre ed eternamente uniti.

Il camminare sempre vicino a chi vuoi bene, mai avanti……..anche se potresti superare, ma anzi saresti infelice se avvenisse.

L’autentica verità ma non espressa agli altri per voler manifestare un qualcosa di concreto ma tenuta strettamente nel cuore, che è l’unico capace di sentire e profondamente comprendere la voce leale dei suoi battiti.
Scritta il 10.9.2008

domenica 14 settembre 2008

La leggenda di Pizzomunno

pizzomunnoLa leggenda di Pizzomunno, che gli abitanti di Vieste si tramandano sin dall´antichità, ci narra l´ appassionante storia d´ amore di due giovani viestani: Pizzomunno e Cristalda.

Di elevata statura e aspetto affascinante, lui. Bellissima e con il viso incorniciato da lunghi capelli biondi, lei.

I due giovani si amavano di un amore sincero e senza tempo. Pizzomunno si recava ogni giorno sulla piccola spiaggia per andare in mare con la sua barca. Al largo, ammalianti sirene lo adoravano e intendevano sedurlo con i loro canti. L´ uomo, fedele alla sua Cristalda, rifiutò più volte di divenire loro amante.

Le sirene, gelose ed indispettite, decisero di punire il giovane uomo trascinando la sua amata Cristalda nelle profondità del mare, in modo da sottrarla a lui per sempre.

Fu così che Pizzomunno fu pietrificato dal dolore e vide il suo corpo trasformarsi nel monolite che, ancora oggi, i visitatori di Vieste possono ammirare dalla piccola spiaggia che ne porta il nome.

La leggenda vuole che i due giovani amanti si diano appuntamento allo scadere dei cento anni per rivivere la loro passione nel breve tempo di una notte.


Fonte: Amici del Gargano
A cura di Nero74
Immagine di Spes74

venerdì 12 settembre 2008

Le Ali della Speranza

Ali della speranza,
che volate tremebonde
nel cielo offuscato
di questo Pianeta,
fate sentire di più
la vostra esistenza
e il vostro coraggio,
non permettete che altre ali
di metallica fattura,
ricolme di disperazione e morte,
vi sostituiscano e vi scaccino,
allontanatele subito
e ripulite il cielo
della loro presenza,
prima che sia troppo tardi
e la speranza che incarnate
s’involi per sempre
e scompaia dai nostri cieli scuri.


Vipom

mercoledì 10 settembre 2008

La Fine del Giorno

La fine del giorno...
Un lento affievolirsi della luce...
L'arrivo della stanchezza
col torpore della membra...
Il sonno che ci lusinga
fino a che non cediamo al buio
ed alla sua tenue sensualità
che ci avvolge fino a rapirci...
Ed è il più piacevole dei rapimenti...

Anthony

POESIA DEDICATA AD ANTHONY
Bimbetto italo-ecuadoregno
DA DORY CON TANTO AFFETTO 3.8.2006
Rivista e corretta a settembre 2007
Meraviglioso cioccolatino al latte, ranocchietto, pulcino. Appena ti vidi capii subito che ci sarebbe stata tra noi grande complicità e feeling.
Sei perspicace, allegro, simpatico, giocarellone, birichino. I tuoi occhi grandissimi ed esprissivissimi sono quelli che ho sempre sognato. Ti voglio immensamente bene……
Sono tanti i momenti che rimarranno sempre vivi davanti ai miei occhi e nel mio cuore.
Ogni tuo gesto, movimento, espressione è VITA!.
La vita che ogni bambino ha vissuto, fatta di spontaneità, purezza, estrema dolcezza e sincerità.
La tua conquista, giorno per giorno, è scoprire tutte le innumerevoli cose che occupano il mondo.
Sono tante le volte che rimango incantata a guardarti, osservarti e il tutto dà un’immensa carica, perché mi accorgo, finalmente, di riuscire di nuovo a rimanere
stupefatta……………… in questo mondo, dove le autentiche emozioni esistono, ma vanno sapute trovare !
eccole………………………...le sento, sei tu Anthony.

martedì 9 settembre 2008

Umanità e Clima Impazziti

Dovunque,
uragani, terremoti
e cataclismi di vario genere
si susseguono senza sosta
a scuotere le fondamenta del pianeta,
mentre l’uomo,
incapace di capire,
continua nella sua folle corsa
fatta di sfruttamento selvaggio della natura,
di guerre a mai finire
e di strani e terribili esperimenti
di cui tutti siamo all’oscuro,
col risultato che abbiamo sotto gli occhi:

l’impazzimento completo dell’uomo
con la disintegrazione del clima
e della Terra tutta.

lunedì 8 settembre 2008

La leggenda del presunto miracolo della tramutazione dell’acqua in vino

nozze_cana_giottoIl miracolo della tramutazione dell’acqua in vino è uno dei primi compiuti da Gesù. La scena si svolge a Cana di Galilea e rappresenta uno sposalizio in cui Gesù è invitato con la madre e i discepoli. A non tenere conto del fatto se si tratti di un normale matrimonio oppure di quello dello stesso Gesù (la questione è ancora aperta tra gli studiosi), dobbiamo passare ad analizzare alcuni punti oscuri di questo miracolo. Per un tale scopo riporto dal Vangelo quanto segue:

Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare» e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.


mercoledì 3 settembre 2008

Angoscia

Un rigurgito di angoscia
ti prende alla gola..
Il sole si spegne
come in una interminabile eclissi..
cerchi di aprire gli occhi per cercare la luce
ma non ti accorgi che sono già spalancati..
Cerchi ristoro nel sonno
ma al mattino ti senti ancora più stanco della sera prima..
e l’angoscia si insinua anche nei tuoi incubi…
Momenti tristi della vita
che passano veloci,
se qualcuno ti tende la mano
infondendoti quel coraggio,
o forse quell’incoscienza,
necessari per andare avanti,
nonostante tutto..
Basta un sorriso
o una voce amica
per rompere,
talvolta….,
il sortilegio.

Tutto passa eccetto due cose

Tutto passa
e scompare nel mondo.

Si perdono gli anni
della fanciullezza e dell’adolescenza,
della maturità e la vita intera,
si incrinano e scompaiono
i legami di amicizia e di parentela
e alla fine si rimane soli,
completamente soli dinanzi alla morte…

Ma due cose restano
e non possono essere cancellate:

il cuore della madre e del padre
sempre a te vicini
e la pietà divina
che non ti abbandona mai.

lunedì 1 settembre 2008

Una toccante telenovela dall'Afghanistan: “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini

Il cacciatore di aquiloni“Il cacciatore di aquiloni” è il romanzo d’esordio, scritto nel 2003, dello scrittore afghano residente negli USA Khaled Hosseini. Il libro è diventato in breve tempo un best-seller internazionale da cui è stato tratto anche un film, dallo stesso titolo, uscito in Italia nel marzo di quest’anno.

Amir e Hassan sono due ragazzini afghani nella Kabul dei primi anni ’70. Il primo è figlio di un imprenditore benestante, animato da un profondo senso dell’onore e della dignità e da idee piuttosto illuminate; il secondo è invece il figlio dei servitori della famiglia di Amir e appartiene all’etnia hazara, dai più discriminata ed emarginata.
I due ragazzi crescono insieme, nonostante la differente posizione sociale, grazie anche alla particolare benevolenza che il padre di Amir, Baba, manifesta verso Hassan e suo padre Ali.
L’Afghanistan precipita rapidamente in una crisi sempre più grave tra colpi di stato e invasioni; ma ciò che prima di tutto cambia radicalmente e irrimediabilmente le vite dei due protagonisti è un episodio dell’inverno del 1975, quando Amir, segretamente invidioso delle doti di Hassan e geloso dell’affetto che Baba prova per il ragazzo, tradisce la fiducia dell’amico lasciandolo solo in una circostanza terribile. Oppresso dai sensi di colpa, Amir non è capace di rimediare, ma trova anzi il modo di allontanare definitivamente dalla casa di famiglia Hassan e Ali. In seguito Amir e Baba emigrano negli Stati Uniti, ma dopo molti anni il passato torna a bussare alla porta di Amir: gli si offre così l’occasione di redimersi, aiutando il figlio di Hassan rimasto solo al mondo nell’Afghanistan dei talebani.

L'Estate è Finita

E’ finita l’estate,
si ritorna a lavoro,
si lasciano alle spalle
i pochi mesi di svago,
ci si dimentica subito
del sole cocente
e della sabbia del mare,
della spensieratezza,
del sogno nostalgico
di una vita senza problemi…

ma questi sono sempre presenti
e non si può scansarli
con un colpo di spugna estiva.