lunedì 31 marzo 2008

In attesa della Maschera della Morte Rossa di Edgar Allan Poe

Pesanti nubi
carichi di neri presagi
si addensano all’orizzonte
della vita umana.

Con passo felpato
e taciturno,
mentre il Principe Prospero
gozzoviglia divertito
nelle sue ampie stanze
attorniato
da miriadi di cortigiani,
la morte rossa
si fa strada
senza essere vista
da nessuno dei festanti.

domenica 30 marzo 2008

Il Sogno del Ponte dell’Immortalità

Mi avvicino impaurito
al ponte dell’immortalità,
tremendo e maestoso
nel suo tetro significato,
e un turbinio di interrogativi
mi pervade subito l’anima,
allorché sento spaventato
le grida delle anime dannate
che si contorcono
giù nell’abisso sottostante.

Davanti al suo ingresso
un’enorme porta d’acciaio
ne chiude l’accesso,
mentre ai due lati
mostri immondi
dalle cento teste
stanno a guardia,
affinché nessun umano
possa percorrere il ponte
e pervenire all’immortalità.

venerdì 28 marzo 2008

Meteora

L’esistenza:
una piccola meteora in una serena notte d’estate..
Un bagliore che appare all’improvviso all’orizzonte..
Una scia luminosa che taglia prepotente il buio del cielo
e poi una luce che di colpo si spegne…
E dov’era stata luce
ritorna per sempre
il buio.

giovedì 27 marzo 2008

L'omicidio dell'innocente

Nella porta
socchiusa
un braccio teso
impugna
una pistola.

Ignaro
piange
l’innocente
mentre
la morte
gli trapassa
il cuore.

La Memoria e l'Oblio

La Memoria:
un’enorme tela
su cui ogni emozione vissuta
ha lasciato una pennellata di colore…

L’Oblio:
un piccolo pennello di vernice bianca
con cui ci illudiamo
di ripulire la tela
delle macchie di colore più scure….

Ma la tela è immensa
e la scatola di vernice piccola…
Non guardiamo
la singola traccia di colore
ma l’intero quadro
prima di intingere il pennello nella scatola..
Ogni traccia di colore
può avere un suo significato:
basta non cancellarla.

mercoledì 26 marzo 2008

L'Odore della Notte

L'odore della notte...
Sale pian piano
dalla terra bagnata...
E si diffonde
nell'aria oscura...
Una fragranza che sa
di mistero e di sogno,
di luoghi lontani
sconosciuti
ma anche di ricordi
a noi vicini...
Un odore inebriante
che ci delizia...
Finchè
come un oppio potente
ci conduce
all'agognato sonno...

martedì 25 marzo 2008

La qualità suprema del vero cristiano

Al di là della Fede,
al di là della Grazia,
al di là della Carità,
al di là delle Opere,
al di là di tutti i dogmi
sofisticatamente teorizzati
da filosofi e teologi,
ciò che fa di un cristiano
un vero credente
è la sua Coscienza,
la capacità del Perdono,
la capacità della Misericordia,
la capacità della Compassione,
la capacità della Pietà,
la capacità del Timore
nel suo comportarsi.

Tutto il resto sono ciance,
perdita di tempo,
presa in giro del proprio io
e offesa massima contro Cristo.

Ama il prossimo tuo
come te stesso,
diceva il buon Gesù,
questo è il vero Cristianesimo,
l’unica Legge
e l’unica Verità.

lunedì 24 marzo 2008

La Primavera

Tanti piccoli fiori azzurri
tra i suoi biondi capelli...

Petali di rosa
bagnati di rugiada
le sue labbra...

Delicata come una pesca
la pelle del suo viso...

Slanciato come giglio
il suo collo...

Esile e guizzante come un giunco
il suo corpo eternamente giovane...
La primavera: più bella
di qualsiasi donna

domenica 23 marzo 2008

La presa per i fondelli della resurrezione di Cristo

Presi per i fondelli
per ben venti secoli
abbiamo creduto alle fanfaluche
e ci siamo abbeverati
alla fontana dell’ignoranza
dando ciecamente credito
ad una semplice favola,
la favola della resurrezione di Cristo,
ma la morte non ammette rivincite,
è spietata e feroce
e tutto distrugge e cancella,
precipitando noi poveri umani
nell’oblio eterno
del nulla definitivo.

giovedì 20 marzo 2008

Inno al Sole della Verità

O Sole,
amato Sole,
simbolo di Purezza
e di Verità,
tu che ci illumini
e ci riscaldi
col tuo amorevole calore,
irradia di luce
anche la nostra mente,
disperdi le tenebre oscure
nelle quali navighiamo a vista,
affinché possiamo vedere in tempo
del porto l’ancoraggio sicuro,
prima che i terribili marosi
e le onde gigantesche
affondino per sempre
la nostra povera nave.

La Favola dell'Usignolo

Un usignolo si accorse un bel giorno
di non riuscire più a cantare...
Provò e riprovò ma dal suo becco nessuna nota
di quel canto melodioso usciva più...
Volò disperato da una parte all'altra del bosco
senza darsi pace...
Finchè appollaiatosi su di un ramo
si mise rassegnato in ascolto
dei mille rumori del bosco...

Per la prima volta sentì ed apprezzò
il canto degli altri uccelli che aveva sempre ignorato:
il timido pettirosso, l'umile passero, l'elegante rondine...
Tutto gli apparve inspiegabilmente
bello ed armonioso...
Capì allora che forse il suo canto
non era il più bello tra gli uccelli
come aveva sempre creduto nel suo bieco egoismo
che gli aveva oscurato la bellezza del creato...

mercoledì 19 marzo 2008

Il lamento di un pescatore sfortunato

Essere un pescatore
e non aver mai pescato
niente per tutta una vita,
questo è il colmo della sventura.

Partire ogni mattina colmo di reti,
gettarle nell’ampio mare
senza racimolare altro che acqua marina,
questo è il massimo della disperazione.

Morire sulla barca al ritorno,
questa sarebbe la pace della sconfitta.

Non essere mai nati,
eppure morire ogni giorno,
questa è la condanna,
la condanna di un pescatore sfortunato.

L'Onda Anomala

Una vela bianca
gonfia di vento
appare tra le onde
di un mare increspato...

Un piccolo vascello
che resiste con orgoglio
alle forze della natura...

Finchè un'onda anomala
ne fiacca le residue forze
costringendolo alla resa...

Ma affonda
avendo combattuto.

martedì 18 marzo 2008

Scintille di guerra si accendono minacciando la pace nel mondo

Incendi e piccole guerre,
oltre a quelle conclamate
che hanno portato
alla distruzione di interi popoli,
si accendono un po’ dovunque
mentre noi uomini,
ignari spettatori
di un gioco più grande di noi,
fatto però sulla nostra pelle,
guardiamo apprensivi
all’evolversi delle vicende
senza poter far sulla,
e nel frattempo il baratro dell’abisso
a grandi passi si avvicina
e noi ci culliamo ancora
con le nostre vuote vanaglorie
mentre le scintille divampano
minacciando il cataclisma finale.

domenica 16 marzo 2008

La folle corsa verso il nulla

Corriamo
all’impazzata
e alla cieca
fra le rovine
verso direzioni
che nessuno conosce.

sabato 15 marzo 2008

La Fede e la Religione sono un Alibi

giudizio universale michelangelo
Statevene rinchiusi nelle chiese
a pregare continuamente
e ininterrottamente!
Dite mille Padre Nostro,
un milione di ‘Credo’,
fatevi giornalmente il segno della croce,
confessatevi, battetevi il petto,
dite migliaia di ‘mea culpa’…
la realtà rimarrà sempre la stessa,
con tutti i suoi mali
e con tutti i vostri immensi peccati.
 

venerdì 14 marzo 2008

Lo strazio della politica italiana

politica

Che strazio la politica
di questi giorni,
una giungla fittissima
dove non ci si raccapezza
e non si trova
neppure a cannonate
la via del ritorno
a lidi meno limacciosi e confusi.
Una vergogna
che non ci sono parole
per descriverla,
un affronto
alla dignità umana,
una catastrofe
dell’intelligenza
e del buon senso.
 

giovedì 13 marzo 2008

In Punta di Piedi

In punta di piedi...

In un mondo
dove tutti si affannano
a strillare
più forte degli altri,
qualcuno si accontenta
di sussurrare...

martedì 11 marzo 2008

L’annientamento totale del nostro corpo dopo la morte

sepolcretomessicano

E se nel nulla l’uomo per sempre sparisse,
se si disintegrasse totalmente nella morte
e il suo disfatto corpo un monumento diventasse
della più putrescente nullificazione
di tutte le vuote speranze nostre?
Più i miei simili guardo
e più del resto nell’idea mi rafforzo
che viviamo coi paraocchi.
Sconosciamo del tutto
l’abisso in cui navighiamo.
Come dei vitelli posti siamo ad ingrassare
in attesa della macellazione sicura della morte.

lunedì 10 marzo 2008

La perdita del mio paese natale

Penso al mio perduto
e agognato paese natale
ed un velo oscuro
dentro di me scende
spietato ad oscurare
di rivederlo qualsiasi speranza.

Da fiotti irrefrenabili
il mio già rugoso
e affranto viso
di amare acide lacrime
di colpo coperto viene
ed io le inghiotto
nella infinita mestizia
che per sempre annerisce
il mio fosco avvenire.

O mio paese natale,
quanto ti voglio bene,
quanto vorrei
tra le tue braccia
ritornare.

Ma non si può,
dura oscura legge
così ha voluto,
privarmi di te,
nei secoli dei secoli.
Addio!!

domenica 9 marzo 2008

Il Sogno del Tempio al Dio Ignoto


tempio3Quanto segue è il resoconto di un misterioso sogno raccontatomi da un mio caro amico. Eccolo:

Davanti a me vidi l’enorme scalinata che portava al Tempio del Dio Ignoto, una scalinata lunghissima di cui non si vedeva la fine. Poche persone erano intente alla scalata e così, vinto dalla curiosità, cominciai anch’io a salire, fermandomi ogni tanto per riprendere fiato.

Dopo circa una buona mezz’ora di intensa e faticosa ascesa, pervenni alfine nella spianata del misterioso Tempio senza alcuna caratteristica che lo facesse rassomigliare ad alcun luogo di preghiera di una qualsiasi religione conosciuta. Il Tempio era colorato tutto di giallo e sopra il portale campeggiava a caratteri cubitali la scritta: “Al Dio Ignoto dei nostri Padri”.

Entrai un po’ impaurito nel mentre che uno strano officiante vestito di paramenti di lino di color viola stava pronunciando una sorta di strana omelia davanti ad una ventina di fedeli vestiti tutti di una tunica nera munita di cappuccio che ne nascondeva quasi completamente la faccia.


La Scalinata Misteriosa

Scalinata misteriosa che porti al Tempio della Verità,
portami lassù leggero come il vento,
fammi pervenire in quel Santuario
al quale i miei padri
mi hanno indirizzato,
fammi scoprire di quell’edificio
gli innominabili misteri,
affinché possa alleggerire
dei miei anni il peso,
dei miei crucci l’angoscia.

Ma tu, o Tempio,
esisti davvero
o sei una delle tante
leggende metropolitane
di cui si parla
ma di cui nessuno
conosce l’esistenza?

sabato 8 marzo 2008

Correte Nuvole

Nere nuvole solcano il cielo...
Scorrono veloci
come titoli di coda
di un vecchio film
in bianco e nero...

Correte nuvole
verso luoghi lontani...

Portate acqua ai bimbi
che hanno sete
e ristoro a chi ha la fronte
bagnata dal sudore del duro lavoro...

O semplice effimero piacere
a chi ama guardare la pioggia
dietro i vetri della sua finestra...

Correte nuvole....
Correte...

Qualcuno
comunque
vi aspetta

giovedì 6 marzo 2008

Gli anni che furono e che non torneranno più

immage

Quanti anni passati
dietro di me scappano
furiosi e spietati
mentre innanzi a me
decrepita fuliggine
comincia a circondarmi
dei suoi tristi messaggi.

Dove sono finiti gli anni
di mia fanciullezza
e adolescenza felici
quando sconoscevo del tutto
la dura legge dell’avanzare
inesorabile degli anni
e mi divertivo e mi cullavo
tra le braccia di mamma e papà
che mi sostentavano
con raro amore e premura?

O mamma, o papà,
vecchi diventati
e ormai in attesa
del sinistro evento finale,
una cosa sola vi chiedo,
di raccontarmi ancora
degli anni che furono
e che non torneranno più.

lunedì 3 marzo 2008

Il Brivido dell'Amore

Un brivido
mi percorre la pelle.
Mi volto,
non c’è nessuno,
solo la mia paura invisibile
ma palpabile,
la paura
della paura
di perderti,
amore mio.

domenica 2 marzo 2008

Forze Oscure

Forze oscure
e irraggiungibili
manovrano in sordina
i misteriosi umani destini.

Prigioniera
la nostra volontà.

dentro occulte forze
che in mano tengono
invisibili fili incogniti.

Il Piacere di Sognare

Il sogno:
l’eterna scoperta di ogni nostra notte.
Miracolo o sventura
ma sempre fonte di intense emozioni,
inghiottite dall’oblio
con le prime luci dell’alba..
Emozioni
che è bello però pensare
che non ci lasceranno mai
rinnovandosi ogni notte…
….mai uguali a se stesse….

Il mistero della tomba in fondo al cono capoverso

image 24Si racconta che un giorno un giovane appassionato di filosofia e teologia, assai cocciuto nel volere scoprire i misteri di Dio, venne accompagnato da una specie di cicerone accanto ad una strana costruzione sotterranea a forma di cono capoverso, con il vertice appunto conficcato nelle profondità della Terra. Gli disse che finalmente avrebbe avuto la possibilità di esaudire il suo desiderio, e così lo fece avvicinare alla prima porta d’entrata della costruzione sotterranea. Al guardiano (perché la costruzione si componeva di sette piani interrati ognuno dei quali aveva appunto un guardiano) disse di far entrare lo studente e questi fu lasciato nelle mani del primo guardiano che gli mostrò la grande biblioteca di teologia. Il giovane si sedette tranquillo e per almeno dieci anni studiò con enorme impegno tutti quei volumi, dopodichè sostenne un piccolo esame e fu mandato nel secondo piano interrato e preso in consegna dal secondo guardiano.



Il Silenzio

La quiete..
..il silenzio..
L’angoscia di restare soli con sé stessi
La paura di guardarsi dentro
Il terrore di mettersi davanti lo specchio
La voglia di portare il pensiero altrove……..

La nostra vita è fatta di rumori
ma
La nostra interiorità è fatta di silenzi…

sabato 1 marzo 2008

Il Dio bianco e misterioso del Moby Dick di Herman Melville

mobydick3Ho letto molti anni fa il romanzo di Melville, ricordo solo di esserne rimasto abbastanza colpito, in quanto nella Balena Bianca, inseguita con enorme pervicacia e impegno dal capitano Achab, vi scorsi facilmente il simbolo di Dio per eccellenza, quel Dio misterioso che raramente si mostra nella sua vera qualità e caratteristica.

Siccome non posso andarmi a rileggere quel grandissimo romanzo, pilastro letterario-filosofico intramontabile (le cui reminiscenze comunque sono rimaste nella mia mente in maniera indelebile), riporto quanto ne dice in sommi capi l’enciclopedia-web Wikipedia:

"Moby Dick è un romanzo pubblicato nel 1851 dallo scrittore americano Herman Melville. La trama del libro si può riassumere assai brevemente come il viaggio della baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, a caccia di capodogli e balene, e in particolare della enorme balena bianca (in realtà un capodoglio) che dà il titolo al romanzo. Tuttavia in Moby Dick c'è molto di più: le scene di caccia alla balena sono intervallate dalle riflessioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche del protagonista Ismaele, alter ego dello scrittore, rendendo il viaggio un'allegoria e al tempo stesso un epopea epica. Il Pequod e il suo equipaggio sono comandati dal capitano Achab, figura che a parte i primi capitoli, è quasi sempre presente nel corso dei tre lunghi anni di caccia alla balena. I personaggi sono per lo più membri dell'equipaggio, incluso il narratore Ismaele.


Il Faro Misterioso

Faro misterioso
che spaventi col tuo splendore,
non ti mostrar troppo astioso,
ascolta dei marinai il cuore,
aiutali in questo mar periglioso
e guidali al porto sicuro dell’amore.
Ma se la luce a lor negassi impietoso
e nel buio la nave affondasse senza onore,
salva almen colui che fu con te doveroso
e accoglilo nel tuo secreto e arcano calore,
senza rifiutar il suo spirto speranzoso
affinché crudel non ti giudichino e distruttore.