Erano neri. Quel batuffolino di carne sfoggiò già da subito due occhi scuri e tondi. Uguali a quelli della madre.
Si poteva già immaginare che sarebbe stato un bambino molto vispo e vivace.
Infatti a soli due anni gli venne in mente di scappare di casa. Fortunatamente abitava in una zona isolata, attorniata da campi, ed i genitori non ci misero molto a trovarlo. Però era riuscito ad allontanarsi parecchio. A quella tenera età sapeva già quello che voleva, avventurarsi e scoprire cose nuove.
Aveva una sorella di un paio d’anni più grande. Anche lei era vispa, ma più che altro dolce e protettiva.
All’asilo Alessandro imparò a relazionarsi con gli altri bambini, e gli riuscì subito facile. Era sempre allegro e sorridente, e non gli capitava mai di azzuffarsi con nessun altro, come invece capitava a molti. Era anche parecchio perspicace, imparava le cose in fretta. Fù in quell’ambiente che conobbe quello che sarebbe divenuto il suo migliore amico: Guido.
Alessandro e Guido avevano due caratteri diversi: il primo era vispo e non stava mai fermo un attimo, il secondo invece era più tranquillo e molto riflessivo, e anche tanto sensibile. Una caratteristica però li accomunava: erano entrambi molto intelligenti e spiritosi, sempre con la battuta pronta.
Man mano che passava il tempo Alessandro si calmava sempre più, pur rimanendo un bambino vivace ed allegro. Era molto aperto e questa sua caratteristica riusciva a trasmetterla anche a chi gli stava accanto.