Nasce una specie di amore platonico tra il protagonista alieno e la protagonista femminile, che cerca di tutti i modi di aiutarlo e di convincerlo ad evitare l’estinzione della vita sulla terra, facendogli capire in tutti i modi che l’umanità si può ancora redimere, gli ripete più volte infatti di dare un’ultima possibilità all’uomo di ricredersi e di ritornare alla ragione davanti al baratro dell’autodistruzione.
L’alieno è perplesso, ma proprio quando vede il pianto della donna si rende conto che in effetti una chance bisogna darla e così il film finisce allorchè, nel bel mezzo di una sorta di ciclone che tutto divora, l’alieno convince alfine i suoi amici a fermarsi all’ultimo momento, con quella scena finale in cui tutto sembra interrompersi come in una suspense dal carattere fortemente simbolico…si spengono le luci delle città; macchine, aeroporti, impianti per l’estrazione del petrolio ecc. vengono bloccati e fermati improvvisamente, vengono in sostanza annullate tutte le attività economiche umane, si fermano persino gli orologi… appunto un Ultimatum alla Terra: o fermate il vostro pazzo progresso o alla prossima volta non avremo più pietà di voi.
Chi va a guardare il film ne esce un po’ sconvolto, come se l’ultimatum fosse rivolto ad ognuno degli spettatori, un risultato eccezionale che testimonia della bontà del capolavoro cinematografico.
Vipom
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