domenica 21 febbraio 2010

Il mistero del finale brutale della parabola delle mine. Una leggenda ne svela la contradditorietà

La parabola delle mine appare francamente una delle più indigeste alla razionalità umana, sia per le soluzioni sociali che propone ma ancor più per il finale apparentemente violento che presenta, allorché viene specificato che il Re, al suo ritorno, prospetta una fine appunto feroce e brutale per quanti non lo accettavano: “E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me".

Lascando stare da parte la prima questione del comportamento del Re che toglie la mina al servo avaro e la fa dare a quello che già ne possiede dieci, devo dire che sorprende il finale dove il Regnante, alquanto incredibilmente furioso per quelli che non accettavano la sua Potestà, decide di metterli a morte. Un finale penso non coerente con l’insegnamento di Gesù che ha sempre proposto il perdono e la mansuetudine.

Certo, la parabola può avere una spiegazione simbologica (per tacere di eventuali “oscure” interpolazioni eventualmente e malamente inserite non si sa a quale scopo), nel senso di calcare la mano su quanti non si piegano ai voleri divini e tuttavia, letteralmente, le cose si complicano in quanto la lettere è lettera e non si può facilmente stravolgere.

Sorge a questo punto quindi la necessità di dare una qualche spiegazione a questo finale mozzafiato e qui interviene una leggenda la quale dice che dopo aver pronunciato questa frase spaventosa, alcuni discepoli si sarebbero avvicinati al Cristo per chiedere spiegazioni, al ché Gesù li avrebbe allontanati in malo modo dicendo loro:
“Anche voi volete fare la stessa fine, non accettando la mia regalità? Sappiate che chi non è con me è contro di me e sarà gettato nel fuoco della Geenna, per sempre e senza pietà alcuna”.

I discepoli a questo punto si allontanarono rattristati e solo Giovanni posò il capo sul petto di Gesù, piangendo e facendo piangere anche il Maestro, che forse si era pentito di aver pronunciato quella parabola capace di scandalizzare persino i suoi discepoli più intimi.


Saluti

Vipom

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