venerdì 22 agosto 2008

La leggenda della moltiplicazione dei pani e dei pesci

senza titoloNarra una leggenda apocrifa che in realtà il cosiddetto presunto miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci fu un evidente gioco di prestigio (direi io alla Silvan). Alcune voci all’interno di questa leggenda vorrebbero infatti che in realtà Gesù, prima di compiere il famoso miracolo, si sarebbe premunito di far riempire di pani e di pesci una tenda allestita all’uopo, per colpire l’immaginazione dei presenti e per dimostrare la sua presunta onnipotenza di Figlio di Dio.

D’altronde, racconta sempre la leggenda, essa sarebbe comprovata persino da alcuni passi evangelici, all’interno dei quali si possono leggere in filigrana alcuni particolari e dettagli che, sotto un’attenta analisi, avvalorerebbero in maniera lampante questa sorta di pseudo magia.

Eccoli:

Mt 14, 13-14, 16: Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati… Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare».



Marco 6, 30-33: Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero.

tintoretto_miracolo panipesciGiovanni 6, 1-10: Dopo questi fatti, Gesù andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini.

Osserviamo attentamente i primi due particolari riportati come gli altri in neretto: Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte - sceso dalla barca. Cosa possono significare queste due espressioni se non che, prima di compiere il miracolo, il Cristo si era appunto ritirato in disparte per allestire il miracolo?

Andiamo adesso al passo di Marco, ancora più chiaro: Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono. Cosa possono significare queste parole se non che, appunto, molti li videro partire con la barca e quindi capirono cosa sarebbe accaduto?

pesciI passi di Giovanni sono ancora più eloquenti: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. - «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Qui certo il discorso si fa un po’ più complesso. Gesù, per mettere alla prova la fede di Filippo, gli domanda retoricamente dove si sarebbe potuto trovare da mangiare, quando poi viene specificato, direi io ironicamente, che egli già aveva come predisposto il presunto miracolo. La comparsa poi del ragazzo con cinque pani e due pesci, alla luce di quanto già detto, appare come un ingenuo tentativo dei redattori dei Vangeli di giustificare la veridicità del miracolo, ed in effetti, se doveva veramente compierlo, perché appoggiarsi su qualcosa di esistente? Non sarebbero dovuti, i pani e i pesci, comparire dal nulla, per dirsi che si era trattato di un vero prodigio?

Appare evidente dunque che qualcosa non quadra e che forse la leggenda non si distacca troppo dalla verità.

Saluti
Vipom

Nessun commento:

Posta un commento