Secondo questa variante, in effetti, il cieco nato aveva sin dalla nascita una malfunzione nelle palpebre, sia per una disfunzione congenita per cui non si aprivano come dovevano e sia perché sofferente di una rara malattia che lo costringeva a letto per lunghi periodi del giorno, una sorta di sonnolenza insopprimibile per cui il suo malanno veniva aggravato appunto dal fatto che a seguito di questa rara malattia tra le palpebre venivano a formarsi i comuni materiali di secrezione che ovviamente andavano a peggiorare la sua sintomatologia.
Sarebbe questa la vera causa della cecità, per cui Gesù, avendola capita, non fece altro che operare secondo quanto gli avevano forse detto.
Ma riprendiamo dal Vangelo di Giovanni: Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Siloe (che significa "Inviato")». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Non voglio fare ironia, ma fa davvero ridere questo suggerimento di Cristo al cieco, «Và a lavarti nella piscina di Siloe», quasi appunto a fargli comprendere la necessità della pulizia in generale e degli occhi in particolare.
Questa interpretazione leggendaria del miracolo in oggetto, in sostanza, non vuole essere una sua smentita totale, sebbene un tentativo, come ripetuto ironico, di capire come potrebbero essere andate realmente le cose.
Saluti
Vipom
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