Tutto finisce
in una lacrima,
mi diceva il mio caro nonno.
Oggi ne ho avuta conferma:
felice come una pasqua
dovevo presenziare ad una cerimonia.
Mi ero alzato di buon mattino,
mi ero vestito e abbellito
come nelle migliori occasioni,
ho incontrato tanta gente
da cui fantasticavo di ricevere
chissà quale omaggio.
in una lacrima,
mi diceva il mio caro nonno.
Oggi ne ho avuta conferma:
felice come una pasqua
dovevo presenziare ad una cerimonia.
Mi ero alzato di buon mattino,
mi ero vestito e abbellito
come nelle migliori occasioni,
ho incontrato tanta gente
da cui fantasticavo di ricevere
chissà quale omaggio.
In effetti l’omaggio non è mancato,
sono stato trattato forse come meglio non si poteva,
qualcuno addirittura mi ha preso in disparte
e mi ha detto delle cose
che mi hanno francamente
fatto commuovere
fin nel profondo dell’animo,
tuttavia non è bastato,
forse psicologicamente ero talmente caricato
dalla sicurezza di una specie di strepitoso successo
che è bastata un’occhiata magari di indifferenza,
un’occhiata magari svogliata
per far cadere tutto il mio castello di carte.
Improvvisamente sono piombato in una specie di apatia,
la giornata era irrimediabilmente segnata
ed io che pensavo ad una sorta si trionfo…
Più i minuti passavano
e più questa idea si rafforzava in me,
fin quando, arrivato a casa,
divenni talmente triste
che se ne accorse persino mia moglie,
che da bravissima consorte
cercò di consolarmi con queste parole:
Tu ti aspetti troppo dalla vita,
dal mondo, dagli uomini e da te stesso,
non devi essere così
devi accontentarti del poco che hai,
perché alla fine
tutto finisce in una lacrima.
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