mercoledì 24 settembre 2008

Ricordi

Quella sera, stanca di un lavoro che mi piaceva ma che mi abbatteva, causa un ambiente fatto di invidie e di persone tutt’altro che semplici e genuine, decisi di ritagliare un po’ di tempo per me. Giusto per evadere dai cattivi pensieri, che giravano sempre su sé stessi, generando un nocivo circolo vizioso. Così entrai in camera mia con l’intento di ascoltare un po’ di musica. Dopo poco mi resi conto che la musica da sola non era sufficiente a fermare quei pensieri e quell’amarezza, quel doloroso senso di impotenza. Allora mi guardai intorno, cercando di trovare qualche spunto per un passatempo piacevole, da abbinare alle canzoni che tramite due fili viaggiavano dal lettore CD alle mie orecchie.
Guardai nella libreria di fronte a me e subito fui attratta dall’album di fotografie. Scattai ad afferrarlo, quasi come se la necessità di evadere da quell’inaccettabile presente non potesse più attendere. Era da tanto che non aprivo quel contenitore di ricordi. Era da tanto che i miei pensieri seguivano il loro percorso vizioso e sempre negativo. Era giunto il momento di fuggire in un altro spazio temporale, anche se solo con la testa e non fisicamente, purtroppo.



Quelle foto erano ordinate in modo cronologico, man mano che sfogliavo le pagine mi avvicinavo sempre più al presente. Quante emozioni nel rivederle! Allora ero una ragazzina spaventata dal mondo, ma che credeva in certi sani valori, e che soffriva quando non capiva il comportamento secondo lei cattivo di molte persone. Avevo uno sguardo buono e timido, ma felice, anche se in quell’epoca non credevo di esserlo. Sapevo ancora sognare, e forse era questo che mi dava quell’aria serena.
Ad un certo punto ebbi un sussulto, quasi come se il cuore mi uscisse improvvisamente dal petto. Subito dopo le gambe cominciarono a tremarmi, ed a farmi male. Quella era la foto che preferivo tra tutte. Era stata scattata in occasione di una cena, una di quelle poche volte in cui eravamo tutti insieme, l’ultima, ed in quell’immagine c’eravamo tutti! Erano trascorsi ormai dieci anni.
C’era quel ragazzo che tanto avevo amato in segreto, senza mai essere corrisposta. Allora non mi ero ancora dichiarata. Per me lui era l’unico giusto, l’uomo della mia vita. Nel mio pensiero di allora ero convinta che esistesse solo una persona giusta per ognuno di noi, solo un’anima gemella, ed io l’avevo trovata in lui. Che non corrispondesse lo avevo capito, ma la speranza non moriva mai, anche perché qualcosa (sesto senso, intuito femminile o non so che) mi diceva che lui era il mio Principe Azzurro. Magari in quel momento non lo sapeva, ma prima o poi si sarebbe reso conto che era me che doveva portare su di un cavallo bianco.
Lui, che aveva saputo farmi ridere di gusto come mai nessun altro ragazzo aveva fatto. Lui che avevo conosciuto dopo un periodo nerissimo, in cui la fiducia in me stessa era sprofondata negli abissi di chissà quale mare. Lui che con la sua semplicità, completa assenza di malizia, con quel sorriso e con quegli occhi che ridevano di più della sua bocca, aveva risanato la mia anima…
Poco tempo dopo la data di quella foto, Davide (questo era il suo nome) sarebbe partito per l’estero. Avrebbe cercato fortuna lontano. Quante volte mi domandai perché proprio lui?! Quante volte cercai di decifrare questo suo gesto! Forse voleva diventare uomo a tutti gli effetti, voleva fare un’esperienza di vita, o era fuggito per dimenticare qualcosa che gli bruciava il cuore?
Pensai di dichiararmi prima che se ne andasse, tanto non avrei rischiato imbarazzo o vergogna, perché non l’avrei più rivisto per chissà quando tempo! Mi conoscevo troppo bene per sapere che a voce non sarei riuscita a spiccicargli nulla, così gli scrissi una lettera. Gliela consegnai con suo immenso stupore, in un momento in cui nessuno ci stava guardando. Le lacrime non volevano scendere, erano lì dietro l’angolo degli occhi, ma sembrava volessero attendere che fossi sola nel mio letto per sgorgare. Era sempre così: nessuno poteva mai capire al cento per cento quanto a volte soffrivo. Sarebbe stato bello ogni tanto potermi esprimere per com’ero, ma il mio carattere me lo aveva sempre impedito.
E fu così che lui se ne andò, mandandomi solo un messaggio quando, in viaggio, lesse le mie parole, stupito per quello che provavo, non aveva mai capito nulla e non corrispondeva. Al mio dolore per la sua partenza si aggiunse un altro dolore, ancora più forte, perché mi resi conto che l’avevo amato in silenzio per anni, credendo da chissà quale suo atteggiamento di essere corrisposta, ma attendendo chissà quale sua dichiarazione. Mi sentii una stupida ed un’illusa!
Eppure quella sensazione che lui fosse la mia metà non sparì mai, come una vocina muta ma che in qualche modo si faceva sentire. E fù così che non riuscii mai più ad innamorarmi di nessun altro. Mi rendevo conto che mi sarei rovinata la vita, ma era più forte di me, non riuscivo a provare nulla per nessun altro. Era sbagliato ma non potevo comandare il mio cuore con un telecomando, magari fosse così facile!
Lo rividi dopo un anno, e l’emozione fù grandissima! Venne a trovarmi a casa proprio una sera in cui avevo pianto per ore, pensando a lui ed a quanto non lo vedevo e sentivo. Parlammo di tutto senza nessun imbarazzo e senza far riferimento alla mia lettera. Disse che all’estero gli piaceva, e che sarebbe ripartito presto. Altro tuffo al cuore, altra delusione.
Ogni tanto mi facevo sentire, o tramite una telefonata o tramite un sms. Cercavo di farlo il meno possibile, perché lui non prendeva mai l’iniziativa e quindi immaginavo che non gliene fregasse nulla. Ma a me fregava, e quindi lasciavo passare due/tre mesi ma poi mi facevo sempre viva.
Che bello che era in quella foto! Non tanto bello fisicamente ma quanto per quello che esprimeva: tranquillità, semplicità, ma al tempo stesso sicurezza e determinazione. Aveva un carattere buono ma simpatico e vispo. Era intelligente ma non se ne vantava. Ed era anche molto sensibile, nonostante nascondesse bene questo suo lato dietro le battute spiritose, sempre pronte.
Le lacrime cominciarono a scorrere giù, solcando le mie gote, quasi sentivo il sale che mi corrodeva la pelle, quelle lacrime bruciavano. Non lo avevo dimenticato, era sempre nei miei pensieri. Anche se cercavo di cacciarlo. Ultimamente si era fatto sentire di sua spontanea volontà, ma non gli avevo volutamente risposto. Sapevo che con me era sempre stato instabile ed incomprensibile. Sapevo che mi ero già illusa abbastanza! Quelle sporadiche volte in cui si faceva vivo lui io avevo creduto che magari si fosse accorto che gli interessassi, ma tutto si fermava sempre lì, ad un episodio singolo che non aveva seguito. Ed io mi rimproveravo per essermi illusa per nulla. Ma quell’ultima volta no, non gli avevo risposto perché lui doveva rimanere nel passato, insieme a tutti i fantasmi di quel tempo.
Chiusi quell’album e mi accorsi che il CD era terminato senza che me ne accorgessi. I ricordi mi avevano così assorbita da non rendermi conto di ciò che succedeva attorno a me. Se non altro il mio intento di non pensare al lavoro era riuscito! Era come se avessi viaggiato, staccato completamente la mente dal presente. Ero passata da un dolore all’altro, ma il secondo era stato sicuramente più dolce, perché malinconico e carico anche di ricordi belli.
DA QUELLA SERA DEL TUFFO NEL PASSATO SONO PASSATI ALTRI DIECI ANNI. IL GIORNO DOPO LUI E’ VENUTO A CASA MIA A TROVARMI, ANCHE PER ACCERTARSI CHE STESSI BENE, SICCOME NON ERA MAI CAPITATO CHE NON GLI RISPONDESSI. ABBIAMO INIZIATO A PARLARE DEL PIU’ E DEL MENO E SUBITO HO CAPITO CHE QUALCOSA IN LUI ERA CAMBIATO. RIMANEVA SEMPRE LO STESSO, SOLO UN PO’ PIU’ MATURO MA SEMPRE CON LE SUE CARATTERISTICHE, PERO’ NOTAI UN MUTAMENTO CHE NON DECIFRAI SUBITO.
DA ALLORA COMINCIO’ A FARSI SENTIRE SEMPRE PIU’ SPESSO, DI SUA SPONTANEA VOLONTA’.
TORNO’ IN ITALIA E TROVO’ UN LAVORO POCO DISTANTE DA CASA.
LE SUE VISITE DA ME SI FECERO SEMPRE PIU’ FREQUENTI, FINCHE’ UNA SERA... MI PRESE ALLA SPROVVISTA E MI BACIO’!
E DA ALLORA NON CI SIAMO PIU’ SEPARATI.
DATE ASCOLTO A CIO’ CHE IL VOSTRO INCONSCIO VI SUGGERISCE. NON AVVENTATEVI NELLA VITA SOLO PER IL GUSTO DI AGIRE O PER LA PAURA DI RIMANERE SOLI.
SE LUI NON AVESSE CAMBIATO IDEA SU DI ME IO SAREI SEMPRE RIMASTA SOLA E TRISTE, MA SICURAMENTE MENO CHE METTENDOMI INSIEME AD UN RAGAZZO CHE NON AMAVO E CHE NON AVREI MAI AMATO.
SE IL VOSTRO IO VI URLA QUALCOSA ASCOLTATELO, PERCHE’ PRIMA O POI SI AVVERERA’!   

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