E’ morto,
se ne andato d’un colpo,
mentre lavorava la terra,
con l’arteria femorale tranciata
dai cingoli rimasti in moto.
La vita gli si è disciolta
nel sangue uscito copioso
dalla ferale ferita.
La moglie disperata,
la madre e i fratelli
non si danno pace,
sembra tutto un sogno,
ma è un fatto vero.
se ne andato d’un colpo,
mentre lavorava la terra,
con l’arteria femorale tranciata
dai cingoli rimasti in moto.
La vita gli si è disciolta
nel sangue uscito copioso
dalla ferale ferita.
La moglie disperata,
la madre e i fratelli
non si danno pace,
sembra tutto un sogno,
ma è un fatto vero.
Mai più potranno abbracciarlo,
mai più potranno parlarci;
solo il ricordo potrà farlo rivivere
nella memoria dei cari.
I ragazzini affranti
e ignari della tragedia
osservano il padre morto
con gli occhi su di lui fissi;
non si rendono ancora conto
di quello che è accaduto.
Ma quando chiuderanno di sera la porta
e per mesi e anni
non rivedranno più l’amato padre,
di sicuro saranno presi dalla scoramento
e malediranno quel 26 di Aprile
e quella terra per la cui coltivazione
è deceduto lo sfortunato genitore.
In Chiesa il prete
quasi si è messo a piangere,
ha interrotto per lunghi secondi l’omelia;
anche a me sono uscite due lacrime,
lo conoscevo,
una persona integra e onesta,
un grande lavoratore,
attaccato alla famiglia
e tutto per la famiglia.
Gesù è venuto
per momenti come questi,
dice il prete,
per insegnarci
che questa vita è un passaggio,
in quanto ci attende
la vera vita,
quella eterna.
Bellissime parole,
che consolano l’animo
di chi lo ha amato e conosciuto,
ma a fine messa
nella Chiesa quasi tutti piangono,
non si spiegano una morte così improvvisa,
e allora tra me e me
mi faccio un esame di coscienza
e concludo in silenzio:
la vita è un sogno,
polvere,
nulla,
cenere al vento,
che dispare all’improvviso
quando meno te lo aspetti.
Saluti
Vipom
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