Sto leggendo il romanzo del catalano Lluìs-Anton Baulenas, "Un sacco d'ossa", che racconta le vicende di un ragazzo dall'infanzia - quano il padre si arruola volontario nelle forze repubblicane durante la guerra civile spagnola - fino alla morte, poco più che ventenne, nell'ottobre del 1949. Particolare rilievo lo scrittore lo dedica alla propaganda di regime dell'epoca, come in questo passo che descrive uno degli avvenimenti occorsi a Franco durante il "trionfale" viaggio in Portogallo:
"Leggo che l'insigne Università di Coimbra ha conferito una laurea honoris causa a Sua Eccellenza il Generalissimo. Tra una cosa e l'altra finiranno col farmi impazzire. Il giornale riferisce che gli accademici hanno accolto con entusiasmo l'idea che Franco venisse armato cavaliere delle Lettere. L'altro ieri la fascia da generale dell'Esericito portoghese, oggi il tocco da dottore dell'Università di Coimbra. E' il colmo, un delirio. Franco appare fotografato sui giornali col cazzo di tocco in testa. Lo guardo e lo riguardo. Questi personaggi non hanno il senso del ridicolo. Ancor meno il redattore del pezzo, secondo il quale solo la sorte divina e una miracolosa congiunzione hanno potuto far convergere nella persona di Francisco Franco l'accademia e la milizia, vale a dire la sapienza e le armi. Mi sorge il dubbio che il giornalista sia magari innamorato del Generalissimo: <Chi può negare la destrezza della spada di Franco, senza la quale la cultura spagnola sarebbe sprofondata nella miseria e nell'abiezione borghesi? Franco ha in mano la cultura e la civiltà cristiana da quando le ha salvate dalla catastrofe. Franco è un genio militare, ma anche un genio della politica.> Lascio perdere. Insopportabile. I giornali sviolinano, i politici sviolinano, tutti quanti sviolinano. Tra tutti, il Regime del generale, quant'altri mai, ha dato la stura a reazioni stile quella del menzionato redattore, ardente di desiderio per il suo signore e padrone, turbato e perduto tra ammirazione e passione, di tipo quasi sessuale, nei confronti del suo principale. Se Sua Eccellenza gielo chiedesse, il redattore del giornale si calerebbe i pantaloni e con grande fierezza si farebbe inculare: <Il Generalissimo degli Eserciti, il salvatore della Spagna, ha avuto il piacere di ficcarmelo nel didietro, tutto intero e fino in fondo. Un onore immeritato. Resisterò fino allo spasimo senza cacare per conservare fino a quando sarà possibile il ricordo di quella augusta, schietta e storica penetrazione anale.>"
"Leggo che l'insigne Università di Coimbra ha conferito una laurea honoris causa a Sua Eccellenza il Generalissimo. Tra una cosa e l'altra finiranno col farmi impazzire. Il giornale riferisce che gli accademici hanno accolto con entusiasmo l'idea che Franco venisse armato cavaliere delle Lettere. L'altro ieri la fascia da generale dell'Esericito portoghese, oggi il tocco da dottore dell'Università di Coimbra. E' il colmo, un delirio. Franco appare fotografato sui giornali col cazzo di tocco in testa. Lo guardo e lo riguardo. Questi personaggi non hanno il senso del ridicolo. Ancor meno il redattore del pezzo, secondo il quale solo la sorte divina e una miracolosa congiunzione hanno potuto far convergere nella persona di Francisco Franco l'accademia e la milizia, vale a dire la sapienza e le armi. Mi sorge il dubbio che il giornalista sia magari innamorato del Generalissimo: <Chi può negare la destrezza della spada di Franco, senza la quale la cultura spagnola sarebbe sprofondata nella miseria e nell'abiezione borghesi? Franco ha in mano la cultura e la civiltà cristiana da quando le ha salvate dalla catastrofe. Franco è un genio militare, ma anche un genio della politica.> Lascio perdere. Insopportabile. I giornali sviolinano, i politici sviolinano, tutti quanti sviolinano. Tra tutti, il Regime del generale, quant'altri mai, ha dato la stura a reazioni stile quella del menzionato redattore, ardente di desiderio per il suo signore e padrone, turbato e perduto tra ammirazione e passione, di tipo quasi sessuale, nei confronti del suo principale. Se Sua Eccellenza gielo chiedesse, il redattore del giornale si calerebbe i pantaloni e con grande fierezza si farebbe inculare: <Il Generalissimo degli Eserciti, il salvatore della Spagna, ha avuto il piacere di ficcarmelo nel didietro, tutto intero e fino in fondo. Un onore immeritato. Resisterò fino allo spasimo senza cacare per conservare fino a quando sarà possibile il ricordo di quella augusta, schietta e storica penetrazione anale.>"
Non so perché ma sembra un dejavieux...
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