La setta degli infernologi e le loro teorie sommamente blasfeme e pericolose. Un racconto fantastico.
L’inferno cominciò a dilagare allorquando una mattina presto di un lugubre e piovoso 2 di Novembre l’unica via d’ingresso al Paese dell’Oblio venne popolata improvvisamente da una settantina di strani uomini vestiti completamente di nero. Erano scesi da poco da un autobus anch’esso inauditamente di color nero e subito dopo, preceduti forse dal loro capo che stringeva in mano una specie di stendardo dai simboli irriconoscibili, cominciarono ad incedere in assoluto silenzio e con passo marziale e solenne, andandosi infine a fermare, dopo circa un quarto d’ora di lenta marcia funebre, davanti ad una palazzina di color viola, ovviamente affittata all’uopo, all’interno della quale presero alloggio senza dare nell’occhio. L’indomani mattina, altrettanto inaspettatamente di com’erano venuti, questi fantomatici visitatori si diedero ad un’opera capillare e paranoica di divulgazione pseudo-religiosa, incentrata sull’annuncio di una novella completamente antitetica all’omonima evangelica. Si seppe poi che erano i famigerati annunciatori dell’Inferno, una setta temutissima di carattere satanico che da qualche anno stava infestando le menti dell’intera Nazione italiana.
Per circa un mese questi signori dall’aria perennemente corrucciata ararono centimetro per centimetro le menti e i cuori degli ignari cittadini, inoculando loro il veleno esiziale dei loro teoremi palesemente malati senza che nessuno muovesse un dito contro di loro; neppure da parte della Legge si ritenne opportuno agire contro l’enigmatica setta, nonostante la natura chiaramente e incontestabilmente pericolosa del messaggio mortifero da essi propalato a piene mani, anche perché, com’erano venuti, dopo appena trenta giorni, sicuri di aver fatto bene il loro lavoro, sparirono e non si fecero più vedere, forse appunto una mossa calcolata per evitare grane con la Giustizia. Ma, appunto, in cosa consisteva infine questa sorta di sapienza eretico-gnostica? È presto detto.
Nel tempo loro inconcepibilmente concesso dalle autorità essi propagarono l’assunto che la Terra e tutto quanto esiste nell’Universo sarebbero opera dell’Onnipotente Prucutu, un termine forse di origine africana che, tradotto in italiano, dovrebbe suonare più o meno “l’unico signore dell’unico inferno cosmico”. Questa sorta di anti-creatore non sarebbe affatto un generatore di Bene, al contrario rappresenterebbe ciò che noi chiamiamo “Demonio”. Tutto ciò che esiste non sarebbe stato creato per conseguenza dal Dio Buono nelle cui credenziali di Equità e di Giustizia abbiamo sempre avuto acriticamente fede, ma semmai appunto dal maligno Prucutu e peraltro non esisterebbe altra Potenza Sovrannaturale nell’Universo al di fuori di Lui. L’idea di un Dio di Amore, di Pace e di Misericordia da sempre instillataci nell’animo fin dalla fanciullezza non sarebbe altro che un’invenzione bella e buona architettata da Prucutu per renderci meno amara un’esistenza farcita di lutti e tragedie a non finire, facendoci nel contempo balenare la possibilità di una salvezza redentrice, mentre sarebbe pacifico che di salvezza e di redenzione, nel Creato Maligno, non ci sarebbe neppure l’ombra, essendo appunto l’Inferno l’unica realtà di tutte le realtà.
Portando alle estreme conseguenze tale perniciosissima impostazione filosofica, questi angeli della perdizione sostennero addirittura che tutti noi uomini non saremmo altro che cerimonieri dell’Inferno e in pratica diavoli a tutti gli effetti, con l’incarico fin dalla nascita di tormentare il più possibile i nostri simili in un girone infernale di odio e di vendetta, con la spaventosa conseguenza che non esisterebbero peccati o crimini che uno possa temere di dover pagare in un improbabile oltretomba, dal momento che l’unico regno dell’oltretomba sarebbe appunto l’Inferno della vita e di tutto quanto viene da esso generato. D’altronde, essendo gli uomini creature del Demonio-Prucutu, sarebbe quanto meno assurdo pensare che il Maligno possa punire atteggiamenti e comportamenti immorali e disumani da Lui stesso voluti, programmati e ispirati. Quand’anche peraltro gli uomini si adoperassero per il trionfo del Bene, con ciò apparentemente contraddicendo il Piano Creazionale del Diavolo, ciò non significherebbe affatto una diminuzione dell’Onnipotenza di Prucutu, ma semmai un suo tenebroso stratagemma volto alla perpetuazione dell’ingranaggio malefico universale, assodato il fatto che sono proprio le persone apparentemente più filantropiche i veri motori dell’eterna prosecuzione demoniaca e delittuosa di un’esistenza solo sporadicamente spensierata e festosa, ma che nasconderebbe invece alla radice un segreto irriferibile di cui solo Prucutu conoscerebbe l’orripilante tragedia sanguinosa.
L’anima, secondo questa visione della vita così marchianamente pazzesca, sarebbe inoltre soltanto una parola del tutto vuota e priva di senso, dappoiché al momento della nostra morte di noi si perderebbero definitivamente le tracce, quanto meno dal punto di vista della memoria individuale, poiché il signore dell’Inferno riuserebbe la natura chimica dei nostri corpi per la costruzione e proliferazione di altri diavoli sotto le mentite spoglie di uomini e donne.
Questo che precede, in sintesi, fu l’amaro calice che gli abitanti del Paese dell’Oblio dovettero bere fino all’ultima goccia, un calice il cui rivoltante liquido riuscì tuttavia a far breccia nell’animo di moltissimi, tanto che a poco a poco si assistette ad un cambiamento dei comportamenti sociali così dirompente e foriero di risvolti criminosi che alla fine la Legge fu costretta ad agire con molta decisione e severità, provvedendo ad arrestare i più facinorosi e proclamando addirittura il coprifuoco a tempo indefinito, finchè il tutto non venne dimenticato in seguito ad una campagna capillare di forzato indottrinamento cristiano, voluta e finanziata direttamente dalle più alte autorità ecclesiastiche romane.
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