lunedì 21 aprile 2008

La vanità estrema della vita umana

Ricordo con nostalgia
gli anni del liceo
quando dopo le lezioni
frequentavo assiduamente
una grande biblioteca.

Ci andavo
come per scoprire
chissà che,
mi appassionavo
a letture filosofiche,
ai grandi romanzi dell’Ottocento,
e tutto mi sembrava
pulito, chiaro,
pieno di belle speranze,
tutto mi pareva
potesse essere cambiato
e reso migliore.
 

Ma mi sbagliavo di grosso,
la maturità fece sciogliere
come neve al sole
queste giovani speranze,
facendomi piombare
in una specie di indifferenza
e di indolenza
che hanno il triste potere
di annichilire il significato
di ogni pur bella iniziativa.

Ma non c’è niente da fare,
come dice il proverbio
gli anni portano consiglio,
a me hanno portato stanchezza
e coscienza estrema
della vanità del tutto,
persino della cultura e della scienza.

Il mondo è il mondo,
e prima o poi
sei chiamato
a sbattere contro di esso,
nella sofferenza
e nel tormento.

Vipom

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