Ricordo con nostalgia
gli anni del liceo
quando dopo le lezioni
frequentavo assiduamente
una grande biblioteca.
Ci andavo
come per scoprire
chissà che,
mi appassionavo
a letture filosofiche,
ai grandi romanzi dell’Ottocento,
e tutto mi sembrava
pulito, chiaro,
pieno di belle speranze,
tutto mi pareva
potesse essere cambiato
e reso migliore.
gli anni del liceo
quando dopo le lezioni
frequentavo assiduamente
una grande biblioteca.
Ci andavo
come per scoprire
chissà che,
mi appassionavo
a letture filosofiche,
ai grandi romanzi dell’Ottocento,
e tutto mi sembrava
pulito, chiaro,
pieno di belle speranze,
tutto mi pareva
potesse essere cambiato
e reso migliore.
Ma mi sbagliavo di grosso,
la maturità fece sciogliere
come neve al sole
queste giovani speranze,
facendomi piombare
in una specie di indifferenza
e di indolenza
che hanno il triste potere
di annichilire il significato
di ogni pur bella iniziativa.
Ma non c’è niente da fare,
come dice il proverbio
gli anni portano consiglio,
a me hanno portato stanchezza
e coscienza estrema
della vanità del tutto,
persino della cultura e della scienza.
Il mondo è il mondo,
e prima o poi
sei chiamato
a sbattere contro di esso,
nella sofferenza
e nel tormento.
Vipom
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