mercoledì 4 giugno 2008

Cose Immortali

Nota di Spes: stasera, con grande soddisfazione, diamo in benvenuto alla nostra nuova amica ScrivereSognare. Ci presenta un suo bel racconto, da leggere tutto d'un fiato. Grazie per la collaborazione che, speriamo, continui a lungo! Buona lettura.

Guglielmo era un bambino molto vispo ed allegro. Daniele era timido e particolarmente sensibile, ma non per questo poco socievole. Vivevano nello stesso paese, e si conobbero il primo anno di asilo. Giacomo, di un anno più grande di loro, stava tirando i capelli ad una bambina, facendola piangere. Guglielmo non appena lo vide si diresse verso di lui e lo attirò a sè con la scusa di un gioco. Daniele vide tutta la scena e capì che lo aveva fatto apposta, per evitare che continuasse ad indispettire quella piccola. Rimase colpito da questo comportamento, e decise che sarebbe stato il suo migliore amico. Nonostante avessero solo tre anni, i loro caratteri erano già ben chiari.

Alle Elementari i due erano compagni di banco. Guglielmo era sempre vispo e birichino, i suoi occhi brillavano di allegria, e la sapevano trasmettere anche agli altri. Nonostante la sua irrequietezza era un bambino molto educato. Era anche intelligente, ma preferiva non mostrare questo suo pregio più di tanto. Gli piaceva scherzare, ma non oltrepassava mai il limite. Scherzava, ma non prendeva in giro. Daniele era il primo della classe. Era più silenzioso dell'amico, ma la battuta pronta non gli mancava. Battute mai pungenti, ma simpatiche ed ingegnose. Guglielmo insegnava a Daniele a giocare alla guerra, mentre Daniele gli dava delle ripetizioni casalinghe delle lezioni di scuola. E lo aiutava nei compiti.

Alle Medie Daniele vinse un premio come migliore studente della scuola. E dovette partire per una settimana, destinazione Milano, dove ci sarebbero stati dei campionati regionali, e poi eventualmente a Roma, per quelli nazionali. Distaccarsi per la prima volta da Guglielmo fù triste... anche se il carattere chiuso di Daniele gli impediva di esprimerlo. L'amico lesse nei suoi occhi una certa malinconia, ma non gli disse nulla, anzi cercò di farlo ridere con delle battute, e la sua allegria funzionò ancora una volta. Alla stazione il ragazzino più sensibile scacciò giù le lacrime, mentre l'altro lo minacciò scherzosamente, dicendogli che se non avesse portato a casa il primo posto, sarebbe stato costretto a giocare alla guerra come ai "vecchi tempi". Daniele non arrivò primo, ma ne fù contento, perchè così era "obbligato" a giocare con Guglielmo.

Scuole Superiori. Ancora una volta la stessa scelta. Ancora una volta compagni di banco. Gli adolescenti erano più cattivi dei bambini, e prendevano in giro con gusto e piacere. Guglielmo e Daniele non si adattarono mai agli altri in questo senso. Sapevano socializzare, ma non si lasciavano influenzare. Avevano i loro valori, incrollabili. Un compagno di classe dei due si diresse verso il più studioso che stava leggendo un libro, e cominciò a prenderlo in giro. Perchè era secchione, perchè sapeva sempre tutto, perchè era una femminuccia. Daniele continuò a leggere, facendo finta di non sentire. Ma Guglielmo sentì, e subito corse verso il compagno di classe. E con un abile battuta riuscì a difendere l'amico, senza farsi prendere a sua volta in giro, anzi! Fece ridere di gusto lo spaccone, che gli propose di fare due tiri a pallone (=foglio di quaderno accartocciato).

Vent'anni... Età in cui si deve decidere della propria vita. Vent'anni... ed ancora i due erano inseparabili! Diplomati. Però per la prima volta avevano preso strade diverse. Daniele iniziò l'università, sempre coi suoi ottimi risultati, evitando il servizio militare. E Guglielmo invece di lì a poco partì per una città lontana. E come era successo alle Medie, dovettero separarsi, e stavolta non solo per una settimana. Ma ora erano quasi adulti, e gli adulti sopportano di più i distacchi. Ma Guglielmo e Daniele non si facevano influenzare, e non si distaccarono mai. Appena l'amico aveva una licenza tornava, ed uscivano insieme in compagnia.

A vent'anni sembra impossibile, ma la vita ti cambia. Le scelte diverse ti cambiano. I due ragazzi crebbero, maturarono (anche se a tre anni erano già maturi), e nonostante non volessero si fecero a poco a poco condizionare dalla vita. Daniele divenne un importante imprenditore. Cercò nel suo campo di essere sempre onesto e leale, ma più denaro si ha da gestire e più si rischia di cadere in brutti ed incontrollabili giri. E lasciò da parte la sensibilità che lo aveva sempre contraddistinto, perchè gli faceva male e non avrebbe portato da nessuna parte. Con Guglielmo era sempre in contatto, ma il primo posto lo aveva preso il lavoro.

Guglielmo era rimasto la persona scherzosa di sempre, ma nel suo sorriso si poteva (se si guardava a fondo) leggere un pò di tristezza ed amarezza. I fatti della vita avevano segnato anche lui. Episodi tristi che capitano a tutti, ma che ci cambiano veramente solo quando ci toccano di persona. Scelse la vita militare e partì per una nazione molto lontana dalla sua, dove era scoppiato un conflitto quasi Mondiale. Il suo destino era già segnato da piccolo, quando con tanto entusiasmo giocava alla guerra. Con Daniele era sempre in contatto, ma il primo posto lo aveva preso una ragazza.

Il tempo cominciò a scorrere veloce, non come quando erano piccoli, e la settimana di distacco parve un'eternità. Il tempo sembrava quasi adeguarsi alla vita che diventava sempre più frenetica. Daniele si trasferì all'estero, perchè ormai quello che aveva guadagnato in Italia non gli bastava più, e non lo soddisfaceva più. Aveva bisogno di nuovi stimoli. Gli era sempre piaciuto imparare cose nuove, ma ormai sapeva già tutto, o quasi. Decise di trasferirsi in America, così avrebbe perfezionato il suo inglese, ed avrebbe conosciuto un'altro tipo di economia. Guglielmo si sposò, e riuscì a rimanere nell'ambiente militare, ma con un compito più logistico che rischioso, ottenendo anche un trasferimento a tempo indeterminato, non molto lontano da casa.

Entrambi erano sicuri di aver trovato la propria strada. Entrambi si credevano felici. Ma la felicità non è mai per sempre. Passarono ancora un pò di anni, ma nonostante il successo iniziale, cominciarono i problemi. Daniele non riuscì a superare una certa soglia di guadagno. Arrivò ad un certo punto e poi iniziò a perdere, perdere, perdere... Eppure pensava di averla capita bene l'economia di oltre oceano. Guglielmo scoprì che la moglie lo tradiva, e per quanto buono fosse, era anche sensibile, e non riusciva più a stare bene con lei, perchè non si fidava più. E crisi fù.

Passò ancora un anno, poi Daniele decise di sistemare la sua situazione al meglio, chiudendo tutto e tornando in Italia. In quello sperduto paesino che lo aveva visto crescere. Guglielmo fece lo stesso. Trovò il coraggio di lasciare la moglie, che comunque amava ancora tanto, e con sofferenza si staccò da lei. E tornò in quello sperduto paesino che lo aveva visto crescere. I due amici non si sentivano più da tempo, solo per gli auguri. Ed in queste occasioni non si parlavano delle loro difficoltà, ognuno di loro non voleva che i propri problemi andassero a sommarsi con quelli dell'altro.

Daniele e Guglielmo tornati ai luoghi natali con stupore scoprirono la serenità che quei posti trasmettevano loro. I ricordi li invasero prepotentemente, ma in maniera positiva. A vent'anni avevano preso per la prima volta strade diverse, per poi a quaranta ritornare sugli stessi passi, inconsapevolmente. Una sera, la stessa sera, i due decisero di recarsi in un punto d'incontro che erano soliti frequentare da ragazzi. E con loro immenso stupore si trovarono l'uno davanti all'altro. Prima di ogni parola, prima di qualsiasi saluto, si strinsero in un forte e deciso abbraccio tipico maschile, carico d'affetto e di ricordi. Poi si raccontarono tutto quello che non si erano raccontati in quegli anni. Non si separarono più. Rimasero nello stesso paese, pur rifacendosi una vita.

Daniele divenne professore di economia, nelle stesse scuole superiori che aveva frequentato con l'amico. Guglielmo invece non cambiò lavoro, ma essendo vicino a casa poteva tornare spesso, quasi tutte le sere, e comunque sempre nei fine settimana. Riscoprì poi un vecchio rapporto, al quale non aveva mai dato la giusta importanza, ma che però poi si rese conto essere immortale. Riprese ad avere sempre più contatti con un'amica che aveva conosciuto quando usciva insieme a Daniele. Amica che lo aveva sempre cercato, senza però assillarlo. Semplicemente ogni tanto si interessava a lui, senza invadenza. Era da sempre stata innamorata di Guglielmo, ma non le piaceva imporsi, e così l'aveva visto con dolore fidanzarsi e poi sposarsi, senza riuscire a fare altrettanto. Ma finalmente la vita aveva sorriso anche a lei. Ebbero due figli maschi.

Nonostante Daniele avesse ritrovato un lavoro e Guglielmo l'Amore, non permisero che queste cose per loro seppur molto importanti, li separassero ancora. Cominciarano a frequentarsi di nuovo costantemente, e ritrovarono nell'altro le stesse caratteristiche di prima. Daniele amava l'allegria ed il sorriso sempre presente di Guglielmo, e viceversa Guglielmo amava la sapienza,la saggezza e la sensibiltà dell'amico. E questa passione riusciva benissimo a convivere con la passione per il lavoro dell'uno e della famiglia dell'altro.

SOLO LE COSE PIU’ GENUINE E PURE SONO IMMORTALI.

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