mercoledì 18 giugno 2008

La ricostruzione immaginaria della rivelazione fatta da Sauniere a Riviere sul letto di morte. Racconto fantastico - 3a parte

tombeau_des_pontils_7Scoperchiata dunque la pesante copertura del sepolcreto, scolpito e intarsiato di molti simboli sacri astrusi e di difficile spiegazione, vidi due scheletri ricoperti di vesti stranamente ancora ben tenuti e di moderna fattura, evidentemente ogni tanto qualcuno andava a sostituirli.
mistero_poussinMa quel che più colpì la mia immaginazione fu che uno di essi portava ad un dito un ancora ben lucido e massiccio anello anch’esso ricoperto di strani simboli poco comprensibili, alla quale vista mi chiesi perché mai la salma lì vicino era invece sprovvista di tale reperto. Aguzzai pertanto al massimo il mio ingegno e scoperchiando l’altra tomba, quella di Dagoberto II, vidi tramortito che l’identica copia dell’anello di Cristo era al dito del Re Merovingio, talchè fu giocoforza convincermi che l’anello era stato tramandato dalla Maddalena ai suoi discendenti fino a giungere a questo rampollo del lignaggio di Cristo. La cosa mi sconvolse talmente che quasi caddi dallo spavento.

pech_cardouRicordo tremebondo che, facendo volteggiare la fiaccola in tutte le direzioni, mi voltai in quell’antro oscuro a destra e a manca come per verificare se qualcuno stesse presenziando alle mie mosse, in effetti tremavo come un bambino e temevo veramente di morire da un momento all’altro ad opera di qualche sinistro sicario.
 rlc-from-pontils
Fu allora che capii il senso profondo della scritta decodificata di una delle pergamene: A Dagobert II roi et a Sion est ce tresor et il est là mort, che significa appunto “questa tomba […di Cristo] e ciò che contiene appartiene a Dagoberto II e alla stirpe di Sion ed infatti egli giace sepolto in quel luogo accanto ad essa”.
les_bergers_arcadie_zoom_profilMa veniamo adesso allo spezzone di lettera di cui ti avevo parlato. Ebbene, essa accennava vagamente al ritrovamento da parte dell’estensore, a Gerusalemme, di una strana sepoltura trovata sotto le fondamenta del Tempio di questa città santa, una tomba verosimilmente contenente i resti di Cristo, per una serie di dettagli che l’autore si riprometteva di chiarire meglio al suo Capo, appunto il Gran Maestro Templare Bertrand de Blanchefort, che in quel momento si sarebbe trovato nei suoi dominii francesi.
grotta_RenneslechateauMa c’era qualcosa che non quadrava: dov’era finito l’originale di quella sconvolgente lettera che compariva nel post-scriptum solo in copia e per giunta nella forma di un piccolo riassunto?
Qui la mia curiosità si moltiplicò all’infinito e mi misi a cercare a destra e a manca in quella specie di spelonca sotterranea che metteva i brividi, scoprendo alfine, dopo concitate ricerche con il cuore che mi batteva a mille, una specie di ampolla di vetro depositata all’interno di una piccola cavità di un muro chiusa e apribile da un piccolo tasto di marmo poco lontano a mò di marchingegno meccanico.
L’ampolla conteneva appunto la lettera in originale, vergata su fine pergamena, del Conte di Vissoux, amico e stretto collaboratore del suo Capo Templare di allora, alla quale era inviata. L’aprii lentamente come per non arrecarle danno e avvicinata la fiaccola, lessi quanto segue, traducendo mentalmente il latino medievale scorrevole in francese:
santa maria maddalena tintoretto“Dopo tanti sforzi passati a scavare nel sottosuolo di quello che fu il Tempio di Salomone, abbiamo scoperto, Eminente Timoniere dei Templari, uno sfarzoso sarcofago con dentro il corpo mummificato di Gesù, che in un dito teneva infilato un anello d’oro massiccio intarsiato con disegni e figure celesti di origine criptica. Sul coperchio stava scritto quanto segue: Questa è la Santa dimora di Cristo, fatto uccidere ferocemente in croce durante il protettorato di Pilato, e qui dentro giace per sempre il suo Santo corpo”, una dicitura che collimava alla perfezione con quella che un attimo prima avevo scoperto, vi era solo l’incongruenza della mancanza del riferimento al seppellimento nello stesso sepolcro della Maddalena.
La lettera continuava secondo questa impostazione: “Non potendo ovviamente credere di aver trovato quanto stavamo cercando con tanta pazienza e tenacia, l’indomani mattina scatenammo a Gerusalemme e dintorni i nostri più fidati esperti Templari, assai ferrati nello spionaggio e nella decrittazione di reperti storici, interrogando decine, centinaia e migliaia di abitanti del luogo, venendo infine a conoscenza del fatto che quello era davvero il corpo di Gesù e che l’anello che egli teneva nel dito era lo stesso che il nazareno si era scambiato tanti secoli prima con la Maddalena al momento del matrimonio.
nicolas poussin autoritrattoDopo diversi altri tentativi, venemmo a sapere che la moglie di Gesù era scappata nel sud della Francia insieme ad almeno un suo pargolo avuto dal celebre consorte per sfuggire alle persecuzioni romane dopo la morte del crocifisso, anche per i buoni uffici di Giuseppe di Arimatea, suo cognato e possessore di una flotta commerciale con la quale commerciava infatti manufatti ebraici con diverse regioni della Francia meridionale, e così, dopo avere asportata la tomba ed averla delicatamente caricata su un nostro possente vascello, approdammo, dopo alcune settimane di burrascosa navigazione, nei dintorni di Marsiglia e quindi proseguimmo in carrozze capienti verso le Tue Auguste Dimore francesi, depositando il pericoloso fardello nei dintorni di Arques per evitare controlli serrati da parte delle autorità vaticane […è la stessa tomba descritta poi nel seicento dal pittore francese Nicolas Poussin], dove non a caso allestimmo in breve un grosso sarcofago all’interno del quale fu calato il sepolcro di Cristo e quindi, quando ci giunse la notizia che le strade erano sgombre da spie e curiosi poco fidati, alla fine si decise di trasportare il tutto nel cimitero locale di Rennes-le-Chateau […trattasi della sepoltura nella quale giacque per qualche tempo la Marie de Negre perno di questa vicenda]. Ma grande fu la nostra costernazione allorchè ci accorgemmo che nel sito dove avevamo deciso di depositare il corpo di Cristo trovammo infine l’ultima dimora di Maria Maddalena nella quale abbiamo rintracciato uno scritto aramaico su un foglio di rame laminato che parlava chiaramente di un anello che la Santa avrebbe trasmesso ai suoi figli. L’anello era descritto nei minimi particolari e risulta facilmente identificabile perché di una fattura unica nel suo genere. Sarebbe abbastanza corposo e all’esterno presenterebbe una serie di precisi intarsi che descrivono il movimento degli astri, mentre nella parte interna vi sono incise alcune lettere aramaiche abbastanza traducibili in quanto alludono chiaramente alla data del matrimonio con Gesù”.
asmodeoIo tremavo letteralmente dallo spavento e andai a verificare immediatamente se l’anello al dito di Cristo coincideva con quello di Dagoberto II: uguali come due gocce d’acqua!!
Tieni presente che la tomba nelle vicinanze di Arques esiste tuttora e a quanto sembra una lastra della stessa fu trasportata nel cimitero accanto alla Chiesa di Maria Maddalena per ricoprire quella della Marie de Negre d’Ables, la stessa dimora in cui giacque molto tempo prima la moglie di Cristo.
Saluti

Nessun commento:

Posta un commento