domenica 15 marzo 2009

La leggenda del presunto “miracolo” della resurrezione del figlio della vedova di Nain.

nainLeggendo attentamente Luca 7,11-17 sovvengono delle riflessioni basate su interpretazioni leggendarie ed eterodosse che debbono venire prese in considerazione, in quanto questo presunto avvenimento “miracoloso” potrebbe essersi svolto secondo modalità assai diverse da come viene raccontato.

Il passo citato recita in questo modo:

In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano strada con lui i discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!”. E accostandosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!”. Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo”. La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.


Come nell’altro miracolo di Lazzaro e in altri che trattano di resurrezioni dal regno dei morti, anche qui esistono secondo la leggenda dettagli non di poco conto che devono essere valutati a dovere; il primo, allorchè viene scritto che accostandosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono; il secondo, ancora più evidente e intrigante, è una sorta di affermazione-comando: ”Giovinetto, dico a te, alzati!”.

vedova_di_Naim_MinnitiSi tratta di due particolari che mettono a dura prova l’intelligenza e la fede in questi miracoli roboanti del ministero di Gesù. Il primo lascia già intravedere un dubbio: toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. E’ davvero uno strano passo, quasi si trattasse di un segnale, il tocco della bara e subito i portatori che si bloccano; il dettaglio è quanto meno ambiguo e oscuro. L’altro è ancora più corposo e intrigante: Giovinetto, dico a te, alzati! Questo dico a te fa venire davvero i brividi, sembrerebbe infatti che il Cristo si stia rivolgendo non ad una persona morta, sebbene a qualcuno che fosse già vivo e a conoscenza del segnale del tocco della bara e di altre indicazioni di una sorta di messinscena.

Certo, la leggenda non desidera smentire totalmente la veridicità del miracolo, solo proporre alcune incongruenze quantomeno scritturali che lasciano davvero di stucco.

Saluti
Vipom

Nessun commento:

Posta un commento