Il passo citato recita in questo modo:
In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano strada con lui i discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!”. E accostandosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!”. Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo”. La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.
Come nell’altro miracolo di Lazzaro e in altri che trattano di resurrezioni dal regno dei morti, anche qui esistono secondo la leggenda dettagli non di poco conto che devono essere valutati a dovere; il primo, allorchè viene scritto che accostandosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono; il secondo, ancora più evidente e intrigante, è una sorta di affermazione-comando: ”Giovinetto, dico a te, alzati!”.
Certo, la leggenda non desidera smentire totalmente la veridicità del miracolo, solo proporre alcune incongruenze quantomeno scritturali che lasciano davvero di stucco.
Saluti
Vipom
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