martedì 10 marzo 2009

La leggenda delle speranze deluse di Giuda quale possibile motivazione del suo tradimento

Giuda era uno dei discepoli più acculturati e intellettualmente avanzati, stava sempre accanto a Gesù ed era gelosissimo del Maestro, tanto che gareggiava spesso con Pietro per chi dovesse essere il primo. Tuttavia, man mano che seguiva i discorsi e i miracoli di Cristo, a poco a poco un dubbio diabolico andava insinuandosi nella sua testa, che cioè la figura del Nazareno, pur assai portentosa in quanto a saggezza e potenza sovrumana, in realtà mancasse di qualcosa…una sorta di leggera lacuna nelle sue potenzialità semidivine.

Passò mesi e mesi a riflettere su questa mancanza, non dandosi pace né il giorno né la notte, tanto che a volte Gesù, impietosito da questi tarli, lo prendeva in disparte e gli chiedeva qualcosa in merito, ricevendone in cambio strane allusioni a quelle che il discepolo definiva “speranze deluse”. Alla richiesta di Cristo se per caso si riferisse a lui, Giuda era solito rispondere che non era così, si riferiva a se stesso, alla sua incapacità di capire fino in fondo il suo messaggio.

Dopo alcuni anni capì e scoppiò a piangere: Gesù poteva continuare a parlare alle folle estasiate, poteva compiere i più inimmaginabili miracoli…eppure la gente e il mondo continuavano insensibili sul loro binario di sempre, tra ipocrisie, invidie, omicidi, tradimenti e malvagità inestirpabili.
baciogiuda“A che cosa serve che egli continui nel suo ministero, se dopo appena un minuto coloro stessi che lo osannano se ne tornano a casa riprendendo ad essere cattivi e malefici come non mai? Perché il Cristo non se ne accorge? E poi, perché egli si limita solo a parlare e a fare miracoli, quando sarebbe necessario una dimostrazione lampante della sua potenza? Perché non distrugge definitivamente il male sulla Terra? Perché non destituisce tutti i regnanti di questo mondo? Perché lascia che l’Impero di Roma ci governi e ci opprima nella povertà e nella miseria più assoluta? Perché in pratica i cristiani siamo solo noi, i dodici? Perché…?
Queste e consimilari erano le riflessioni di Giuda, fin quando una delusione immensa lo invase fin nei precordi, portandolo a compiere un atto che forse non aveva in animo di fare, ma che tuttavia volle lo stesso eseguire per togliersi dalla testa quel dubbio angosciante che lo torturava…e così decise di consegnarlo nelle mani degli aguzzini, anche per vedere cosa avesse fatto il Cristo per salvarsi da coloro che era sicuro lo avrebbero messo a morte.

Saluti
Vipom

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