La parabola la conosciamo tutti: Sant’Agostino, il grande filosofo indagatore del Problema del Bene e del Male, passeggiava per una spiaggia quando incontrò un bambino-angelo che con un secchiello stava prendendo dell’acqua di mare e la versava su un piccolo buco nella sabbia. Alla domanda del Santo su che cosa stesse facendo, il pargolo aveva risposto che voleva porre tutto il mare dentro quel fossettino. Quando il Santo gli aveva fatto notare che ciò non era possibile, il bambino aveva replicato che così come era impossibile versare tutto il mare dentro la buca allo stesso modo era impossibile che i misteri di Dio entrassero nella sua piccola testa di uomo, e così dicendo era sparito, lasciando il grande filosofo nell’angoscia più completa.
Senonchè, secondo diversi esperti di parabole e leggende (che specificano che in fondo la narrazione sarebbe da considerarsi un sogno effettivamente fantasticato dal Santo), a quanto sembra le cose non sarebbero andate così come le abbiamo raccontate, perché, prima di sparire, il Santo aveva potuto a sua volta replicare che la risposta non lo convinceva, in quanto, avrebbe detto, il mare e i misteri di Dio sono due realtà assai diverse e peraltro, pur impossibile, sarebbe stato teoricamente verosimile immaginare il versamento del mare in una buca appunto teorica e allora allo stesso modo si sarebbe potuto supporre che i misteri divini potessero entrare in un cervello umano adatto all’uopo, ma se l’uomo non aveva ricevuto una mente del genere la colpa sarebbe da imputare a Dio, che non aveva appunto voluto che i suoi misteri fossero concepiti dall’uomo, per lasciarlo nell’ignoranza e nel dubbio più atroci.
“Perché Dio non vuole essere capito?” avrebbe domandato il Santo al pargolo divenuto improvvisamente pensieroso.
“Te lo dimostro subito” rispose il bambino dopo un momento di perplessità e così, mentre parlava, con il secchiello divenuto improvvisamente grandissimo e mostruoso, in un sol colpo raccolse l’acqua del mare, prosciugandolo, e la pose nella buca, che si allargò a dismisura fino ad inghiottire il mondo.
A quella vista il Santo si svegliò con le lacrime agli occhi e capì.
Vipom
Senonchè, secondo diversi esperti di parabole e leggende (che specificano che in fondo la narrazione sarebbe da considerarsi un sogno effettivamente fantasticato dal Santo), a quanto sembra le cose non sarebbero andate così come le abbiamo raccontate, perché, prima di sparire, il Santo aveva potuto a sua volta replicare che la risposta non lo convinceva, in quanto, avrebbe detto, il mare e i misteri di Dio sono due realtà assai diverse e peraltro, pur impossibile, sarebbe stato teoricamente verosimile immaginare il versamento del mare in una buca appunto teorica e allora allo stesso modo si sarebbe potuto supporre che i misteri divini potessero entrare in un cervello umano adatto all’uopo, ma se l’uomo non aveva ricevuto una mente del genere la colpa sarebbe da imputare a Dio, che non aveva appunto voluto che i suoi misteri fossero concepiti dall’uomo, per lasciarlo nell’ignoranza e nel dubbio più atroci.
“Perché Dio non vuole essere capito?” avrebbe domandato il Santo al pargolo divenuto improvvisamente pensieroso.
“Te lo dimostro subito” rispose il bambino dopo un momento di perplessità e così, mentre parlava, con il secchiello divenuto improvvisamente grandissimo e mostruoso, in un sol colpo raccolse l’acqua del mare, prosciugandolo, e la pose nella buca, che si allargò a dismisura fino ad inghiottire il mondo.
A quella vista il Santo si svegliò con le lacrime agli occhi e capì.
Vipom
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