Di notte,
in attesa della partenza
dal ristorante,
dopo una cena
tra amici
e colleghi di lavoro,
mentre la notte
si fa sempre più scura
e le tenebre sembrano penetrare
dai vetri delle finestre
fino ad invadere il locale
e ad impaurire le menti.
Ci guardiamo scoraggiati,
tutti scrutano attoniti l’orologio
che fila nel quadrante
come un formidabile corridore.
in attesa della partenza
dal ristorante,
dopo una cena
tra amici
e colleghi di lavoro,
mentre la notte
si fa sempre più scura
e le tenebre sembrano penetrare
dai vetri delle finestre
fino ad invadere il locale
e ad impaurire le menti.
Ci guardiamo scoraggiati,
tutti scrutano attoniti l’orologio
che fila nel quadrante
come un formidabile corridore.
Il paese è lontano,
circa cento chilometri,
da percorrere
nell’oscurità più completa,
con quel buio inquietante
che sembra avere poteri magici,
quasi di liquefazione
ed evanescenza delle strade.
Gli animi sono timorosi,
i bambini hanno sonno,
vogliono tornare a casa,
ma giunge la notizia
di strane presenze nelle strade,
sarebbero misteriosamente interrotte
da numerosi posti di blocco,
a causa della presenza
di qualcosa di innominabile,
di vagamente minaccioso,
si decide pertanto
di dormire nel ristorante,
in attesa che sorga
almeno l’aurora.
Vipom
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