Gv. 14, 15-17: Se mi amate, osservate i miei comandamenti. Ed io pregherò il Padre che vi darà un altro Consolatore, perché resti con voi per sempre, lo Spirito di Verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce….
Sembrano passi evangelici apparentemente scollegati e comunque apparentemente anodini, specie se interpretati da un punto di vista simbologico, e tuttavia, ad un esame più attento, si scoprono in essi risvolti davvero inquietanti: se del mondo creato da Dio, Padre di Gesù, se n’è in un certo senso appropriato il Principe delle Tenebre e se per giunta non può ricevere lo Spirito di Verità, chi è allora l'artefice vero della Verità e del mondo?
Gesù non seppe o non volle rispondere e si allontanò pensieroso, lasciando il Diavolo sbigottito che lo seguì per un breve tratto e infine lo lasciò al suo destino.
Per quanto attiene alla seconda questione, quella del dialogo con i suoi discepoli in cui Gesù allude ad un misterioso Spirito di Verità che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce, si tramanda che a questo punto Tommaso si alzò pian piano meditabondo dalla sua sedia ed espresse al Signore il seguente quesito: “Scusami, Maestro Altissimo, ma mi pare di scorgere nelle tue parole degli equivoci: dunque, come dici, il mondo non può ricevere lo Spirito della Verità. Ma allora chi è l’artefice del mondo e della verità, visto che appunto, come tu dici, il primo non può accogliere il secondo? Non sembra anche a te che ci siano delle contraddizioni? Non sembra in sostanza che il mondo è in balia del Principe delle Tenebre che impedisce agli uomini di giungere alla Verità e alla Salvezza?”.
Vipom
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