Il mistero della tomba in fondo al cono capoverso
Si racconta che un giorno un giovane appassionato di filosofia e teologia, assai cocciuto nel volere scoprire i misteri di Dio, venne accompagnato da una specie di cicerone accanto ad una strana costruzione sotterranea a forma di cono capoverso, con il vertice appunto conficcato nelle profondità della Terra. Gli disse che finalmente avrebbe avuto la possibilità di esaudire il suo desiderio, e così lo fece avvicinare alla prima porta d’entrata della costruzione sotterranea. Al guardiano (perché la costruzione si componeva di sette piani interrati ognuno dei quali aveva appunto un guardiano) disse di far entrare lo studente e questi fu lasciato nelle mani del primo guardiano che gli mostrò la grande biblioteca di teologia. Il giovane si sedette tranquillo e per almeno dieci anni studiò con enorme impegno tutti quei volumi, dopodichè sostenne un piccolo esame e fu mandato nel secondo piano interrato e preso in consegna dal secondo guardiano.
Questi gli mostrò la sua biblioteca di filosofia e là trascorse altri anni di studio cocciuto e pervicace, dopodichè attraverso sempre una botola, venne fatto scendere al terzo piano sotterraneo. Il terzo guardiano lo fece accomodare nella sua biblioteca di studi umanistici e lì trascorse altri anni, leggendo romanzi e vari saggi di sociologia e simili, dopodichè venne fatto accomodare al quarto piano interrato, dove passò altro tempo a leggere libri vari di fisica e di matematica, al termine del quale periodo fu fatto scendere al quinto piano sotterraneo; qui si immerse nella lettura di libri di chimica, di biologia e scienze varie, dopodichè fu accompagnato alla sesta stazione.
Qui i metri quadrati si fecero sempre più stretti e il povero studente, ormai un vecchio attempato, trovò solo pochi libri della saggezza antica, che parlavano appunto di saggi famosi dell’antichità e dei loro consigli per vincere la paura della morte e della vecchiaia. Terminate queste faticose letture e dopo un ultimo esame, il malcapitato venne fatto scendere tramite una piccola botola alla fine del suo viaggio, una stanzetta talmente piccola di circa quattro metri quadrati dove al centro campeggiava un sepolcro aperto.
L’ultimo guardiano gli disse solamente: “Carissimo, sei arrivato, il libro dei libri che cerchi è dentro quel sepolcro aperto. Entraci e troverai quello che cerchi”.
L’ormai vecchio decrepito s’infilò velocemente nella tomba e il guardiano, con strana celerità, andò a chiudere il sepolcro con chiodi di almeno quindici centimetri di lunghezza e fatti d’acciaio.
Lo sfortunato ricercatore fece appena in tempo a rendersi conto del tranello e spirò nel buio del sepolcreto dove non c’era altro che la sua morte e la trovò stecchito.
Nessun commento:
Posta un commento