Mi avvicino impaurito
al ponte dell’immortalità,
tremendo e maestoso
nel suo tetro significato,
e un turbinio di interrogativi
mi pervade subito l’anima,
allorché sento spaventato
le grida delle anime dannate
che si contorcono
giù nell’abisso sottostante.
Davanti al suo ingresso
un’enorme porta d’acciaio
ne chiude l’accesso,
mentre ai due lati
mostri immondi
dalle cento teste
stanno a guardia,
affinché nessun umano
possa percorrere il ponte
e pervenire all’immortalità.
al ponte dell’immortalità,
tremendo e maestoso
nel suo tetro significato,
e un turbinio di interrogativi
mi pervade subito l’anima,
allorché sento spaventato
le grida delle anime dannate
che si contorcono
giù nell’abisso sottostante.
Davanti al suo ingresso
un’enorme porta d’acciaio
ne chiude l’accesso,
mentre ai due lati
mostri immondi
dalle cento teste
stanno a guardia,
affinché nessun umano
possa percorrere il ponte
e pervenire all’immortalità.
Vengo subito bloccato
e ammonito
di ritornare
sui miei passi.
Non è un ponte per gli umani,
mi dicono i mostri,
ma solo per gli dèi
che di volta in volta
lo attraversano
da ambedue i lati
per entrare nel mondo
e uscirne incolumi.
Mi volto per andarmene
quando improvvisamente
la poderosa porta
viene aperta da un angelo
splendente come il sole
che mi fa un cenno di accostarmi,
ordinando nel contempo ai mostri
con molta severità di tacere
e di voltarsi dall’altra parte
Mi si avvicina quindi malinconico
e ad un orecchio mi dice:
“Lo attraverserai
solo se avrai patito e sofferto
le pene dell’inferno,
come le anime che vedi giù nell’abisso.
L’unica strada è precipitarti
in quel fiume degli inferi
per purificarti l’anima
e guadagnare per sempre
l’immortalità e il Paradiso. Gettati!!”
A quella proposta tremenda
mi mancò il coraggio
e scappai come un ossesso,
svegliandomi subito di soprassalto.
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