Narra una leggenda che un giorno il Budda, profondamente immerso nelle sue meditazioni, non riuscì a controllare lo stato sospensivo della coscienza in cui era caduto (il famoso “Nirvana”) ed in pratica si addormentò di un sonno così profondo da rasentare la sua dipartita definitiva dal mondo dei vivi.
I discepoli erano in ansia per la sua prolungata assenza e dopo concitate ricerche lo trovarono supino sotto un albero e lo diedero per morto, in quanto non respirava e neppure il suo cuore dava segnali di battiti.
Assai sconvolti, scoppiarono a piangere, se lo caricarono sulle spalle e lo portarono a casa, distendendolo su un sontuoso catafalco dove tantissima gente accorse a porgergli l’ultimo saluto.
Dopo qualche ora, davanti a tanti presenti che, contriti, pregavano e si battevano il petto, il Nostro si alzò, guardò stupefatto la scena e, mentre gli altri ammutolivano e smettevano di piangere, a sua volta scoppiò in un pianto dirotto che sembrava non dovesse avere mai fine.
Alla domanda del suo discepolo più fidato che gli chiedeva perché piangesse, rispose scuro in volto: “Mi chiedi questo, tu, il mio discepolo più amato? Hai dimenticato il mio insegnamento? Piango perché voi siete vivi e perché io sono rientrato in questo mondo di rovina. Era meglio che dal Nirvana passassi direttamente alla morte, ecco perché piango”.
Vipom
I discepoli erano in ansia per la sua prolungata assenza e dopo concitate ricerche lo trovarono supino sotto un albero e lo diedero per morto, in quanto non respirava e neppure il suo cuore dava segnali di battiti.
Assai sconvolti, scoppiarono a piangere, se lo caricarono sulle spalle e lo portarono a casa, distendendolo su un sontuoso catafalco dove tantissima gente accorse a porgergli l’ultimo saluto.
Dopo qualche ora, davanti a tanti presenti che, contriti, pregavano e si battevano il petto, il Nostro si alzò, guardò stupefatto la scena e, mentre gli altri ammutolivano e smettevano di piangere, a sua volta scoppiò in un pianto dirotto che sembrava non dovesse avere mai fine.
Alla domanda del suo discepolo più fidato che gli chiedeva perché piangesse, rispose scuro in volto: “Mi chiedi questo, tu, il mio discepolo più amato? Hai dimenticato il mio insegnamento? Piango perché voi siete vivi e perché io sono rientrato in questo mondo di rovina. Era meglio che dal Nirvana passassi direttamente alla morte, ecco perché piango”.
Vipom
Nessun commento:
Posta un commento