domenica 5 ottobre 2008

A Muso Duro - Pierangelo Bertoli

bertoli2.jpgConsigliata da un caro amico, sto riascoltando la bellissima "A Muso Duro" di Pierangelo Bertoli. Tra qualche giorno saranno sei anni che purtroppo ci ha lasciati e ricordarlo è il minimo che possiamo fare, a costo di andare un po' contro ciò che lo ha caratterizzato in vita: non era mai sotto i riflettori.

L'anno scorso ho scritto un piccolo articolo con alcuni ricordi personali legati al grande artista, ne ripropongo uno stralcio.

Perché l’ho definito il Poeta? Perché secondo me non c’è definizione più calzante. Quella è stata la sua “vera essenza” e continua ad esserlo anche a distanza di anni, esattamente cinque oggi, dalla sua morte. Pierangelo Bertoli nacque a Sassuolo nel 1942, terra notoriamente “fertile” in quanto a cantautori di un certo livello. Da bambino fu colpito dalla poliomielite che gli compromise per sempre l’uso delle gambe, costringendolo a vivere e a muoversi su una sedia a rotelle; tutto questo, però, non gli ha impedito di dedicarsi con tanta passione alla musica: ci ha regalato dei veri e propri capolavori... 

E parlando di capolavori, non posso fare a meno di proporre il testo della canzone che sto ascoltando mentre scrivo: "A Muso Duro".


E adesso che farò, non so che dire

e ho freddo come quando stavo solo

ho sempre scritto i versi con la penna

non ordini precisi di lavoro.

Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani

e quelli che rubavano un salario

i falsi che si fanno una carriera

con certe prestazioni fuori orario

Canterò le mie canzoni per la strada

ed affronterò la vita a muso duro

un guerriero senza patria e senza spada

con un piede nel passato

e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

Ho speso quattro secoli di vita

e ho fatto mille viaggi nei deserti

perchè volevo dire ciò che penso

volevo andare avanti ad occhi aperti

adesso dovrei fare le canzoni

con i dosaggi esatti degli esperti

magari poi vestirmi come un fesso

per fare il deficiente nei concerti.

Canterò le mie canzoni per la strada

ed affronterò la vita a muso duro

un guerriero senza patria e senza spada

con un piede nel passato

e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

Non so se sono stato mai poeta

e non mi importa niente di saperlo

riempirò i bicchieri del mio vino

non so com'è però vi invito a berlo

e le masturbazioni celebrali

le lascio a chi è maturo al punto giusto

le mie canzoni voglio raccontarle

a chi sa masturbarsi per il gusto.

Canterò le mie canzoni per la strada

ed affronterò la vita a muso duro

un guerriero senza patria e senza spada

con un piede nel passato

e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

E non so se avrò gli amici a farmi il coro

o se avrò soltanto volti sconosciuti

canterò le mie canzoni a tutti loro

e alla fine della strada

potrò dire che i miei giorni li ho vissuti



Solo leggere il testo non vi fa pensare che sia un vero capolavoro, di profonda attualità nonostante sia stato scritto nel 1979? Esattamente come un altro suo capolavoro, quello con il quale l'ho conosciuto e che mi ha letteralmente estasiata: "Eppure Soffia". Grazie Pierangelo.

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