sabato 4 ottobre 2008

Il Castigo del Giusto

Il giusto è sempre perseguitato,
non parla e sopporta,
incassa senza fiatare le ingiustizie.

Se fa del bene
viene ripagato col male,
se propone miglioramenti
negli ambienti in cui lavora
è accusato di protagonismo
quando non di supponenza e alterigia,
se si comporta bene
ed è ligio ai doveri
ciò non viene neppure visto e valutato,
se invece sbaglia di una virgola
i suoi errorucci si gonfiano a dismisura
fino a farli diventare una montagna.

Rischia di continuo il posto di lavoro
a causa della sua onestà e rettitudine,
mentre i menefreghisti e gli indolenti,
insieme ai lingualunghe,
fanno e sfanno quello che vogliono
e nessuno muove un dito contro di loro,
perché ne hanno paura
o perché si conformano vigliaccamente
all’andazzo patologico generale
per noncuranza e tornaconto.

Nel frattempo il giusto arretra sempre di più
e non ha più l’ardire di esprimere il suo pensiero
e il suo punto di vista disinteressato,
come se appartenesse ad un tempo
in cui la libertà e l’onestà
siano delle cianfrusaglie antidiluviane
e indegne del vivere caotico
e sregolato delle pretese società civili.

Ma così non si castiga il giusto,
così è l’intera società che muore,
nella disperazione e nel fango
della propria insulsaggine.
Vipom

Nessun commento:

Posta un commento