Si narra che due piccoli Reami del passato erano sempre in Guerra, vuoi per un motivo vuoi per l’altro, anche per i più futili di questo mondo.
Alla fine, dopo aver constatato che la popolazione dei due Regni era talmente diminuita che rimanevano in pratica solo poche unità di sudditi, i due Re, presi dallo sgomento, decisero insieme di farsi uccidere pubblicamente nella medesima Piazza situata in un territorio neutro di confine, che da quel giorno venne titolata “La piazza della pubblica uccisione dei due Re”.
I trenta-quaranta individui che presenziarono alla decapitazione in diretta, gli unici rimasti vivi dopo quarant’anni di battaglie continue a suon di spade, giavellotti e catapulte, cercarono di dissuadere in tutti i modi i due prossimi morituri dal compiere quell’atto così odioso, ma non ci fu niente da fare, le due Maestà risposero dal palco, con accanto i due rispettivi carnefici, che si ritenevano profondamente colpevoli di quanto era accaduto e del tanto sangue versato e per giunta precisarono che la loro coscienza gli rimordeva talmente che solo la morte poteva lenirne i pungoli continui e insopportabili.
Detto questo, fecero un cenno ai loro fidati carnefici che in un batter d’occhio fecero vibrare la loro scimitarra che staccò di netto dal collo le loro teste, che ruzzolarono in una risata sardonica in due ceste collocate appositamente all’uopo nel punto previsto di caduta.
Finirono in questo modo Guerre e battaglie e dopo pochi decenni le due popolazioni erano di nuovo numericamente come nel tempo prima che i due focosi Regnanti prendessero il Potere, un Potere evidentemente solo distruttivo e sanguinario.
I due successori (il figlio maggiore e la figlia maggiore dei due Re morti) si sposarono in pompa magna con grande letizia della gente e siglarono un trattato di pace, riunirono i loro regni in uno solo e la Pace regnò incontrastata per tutti i secoli dei secoli.
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